Salta al contenuto principale

Countdown verso le urne
In fondo si vota solo tra dieci giorni

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 8 secondi

POTENZA - Suggestioni, curiosità e particolari di campagna elettorale. Dal principio di giornata. Non si è capito ancora perchè i Radicali abbiano candidato alla presidenza della Regione la bolzanina Zamparutti e non il coriaceo lucano doc, Maurizio Bolognetti. Questa campagna elottorale era probabilmente cucita addosso al radicale lucano. Ma la Zamparutti ieri durante la Tribuna elettorale alla Rai ha messo in fila una serie di motivazioni nebulose ma il perchè della scelta nazionale non la si è compresa. Un ennesimo enigma di questa “strana” campagna elettorale.

Altri  riguardano il Pd che in questa tornata elettorale non chiama big da Roma per lanciare la volata. Anche se dopo l’articolo di ieri del nostro giornale ha iniziato a girare la voce secondo cui nei prossimi giorni arriverà in Basilicata per la campagna elettorale addirittura il segretario nazionale Guglielmo Epifani. Ma la comunicazione ufficiale non c’è. Strano. Le visite di Bersani venivano annunciate anche con un mese di anticipo.

Ma tant’è. Si vedrà. Il Pdl e Di Maggio invece continuano a scherare big come fosse “figurine”. Tanto che a Matera è già atteso l’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini. Quanto valgono in termini di voto le visite dei big non è chiaro ma di certo fanno opinione. Il Pdl e tutto il centrodestra da questo punto di vista ce la stanno mettendo tutta. E in pratica si sta verificando il contrario del recente passato quando era il Partito democratico lucano a mostrare i muscoli con la parata dei big mentre il centrodestra non rispondeva colpo su colpo.

Il tutto serve ad ogni modo a coprire il vuoto di idee che attraversa da un alto all’altro  tutto (o quasi) il campo politico che si è schierato per il voto del 17 e 18 novembre. E probabilmente non è colpa dei candidati e nemmeno dei partiti. Il punto è che la crisi sta mordendo le famiglie, i cittadini e il settore produttivo in una maniera così feroce che nemmeno la politica sa bene cosa fare e cosa dire in una situazione così complessa. Si va avanti a tentativi e nel dubbio si utilizzano i vecchi schemi che fino a ieri hanno funzionato. Alla fine è una campagna elettorale e conta il risultato finale. Questo è. E come governare (chiunque vinca avrà un compito arduo)  e come fare opposizione è un problema che si vedrà dal 19 novembre. In fondo è sempre stato così.

s.santoro@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?