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Pd, campioni di tesseramenti
A Matera aumentati del 304,3%

Basilicata

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POTENZA - A dire la verità in molti se lo sarebbero aspettati, ma non fino al punto di far gridare allo «stop ai tesseramenti» a Guglielmo Epifani in persona. Perché quello che sta accadendo nel Pd in queste ore è una conferma di una condotta che già durante le primarie aveva fatto capire qualcosa.

 A Matera è un boom di tessere del Pd, un aumento esponenziale che è secondo soltanto a Reggio Calabria, con un +315,9% di tessere rispetto all’inizio della campagna elettorale per la segreteria.

Matera è al secondo posto con un imbarazzante +304,3% seguita da Napoli 303%, Campobasso 293,3% e Termoli con il 264,2%. Una situazione critica che densa di veleni, polemiche, ripicche e agitazioni tra gli stessi candidati Cuperlo, Renzi, Pittella e Civati. I primi due si dicono favorevoli allo stop mentre Pittella e Civati si fanno più dubbiosi. Civati su La Repubblica non risparmia frecciate del tipo «Cuperlo vince in Asia, Renzi tra altre etnie». Una battuta che alimenta un clima molto pesante ma che fa capire che cosa sta accadendo adesso all’interno del Pd.

Epifani, ovviamente, chiede un blocco solo alle nuove tessere, non ai rinnovi. Su radio Capital Gianni Pittella è categorico: «Epifani non mi ha chiamato per proporla. operazione tardiva il gonfiamento interno delle tessere c’è già stato e riguardato la competizione interna per i congressi locali e provinciali. ora si apre solo la fase delle convenzioni locali per scegliere chi dei quattro rimane a casa. Una regola assurda e demenziale».

Pittella si riferisce al fatto che il regolamento interno del pd prevede soltanto tre candidati alle primarie e non quattro. Uno, almeno adesso rimarrà fuori. E forse proprio per questo Civati e Pittella spingono per il rifiuto, o si cambia regolamento o l’unanimità sullo stop a nuovi tesseramenti non si avrà e questo, ovviamente, significa che si dovrà andare avanti così. Ma intanto indiscrezioni parlano di situazioni al limite. Tra gli sfidanti nei congressi locali infatti si sarebbero presentati moltissimi votanti, soprattutto stranieri, questioni che non riguardano solo Matera, ma tutto il territorio nazionale.

E un “assaggio” era stato già servito in occasione delle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato governatore della Basilicata. L’obiettivo è piuttosto semplice, quello di tentare di superare lo strapotere di Renzi in vista delle Primarie dell’8 dicembre e tentare di equilibrare la situazione anche all’interno, tra gli iscritti.

Ma la patata bollente non è soltanto da queste parti. Secondo l’inchiesta de “Il Tempo” la questione si è spostata anche oltre i confini nazionali. A Bruxelles infatti, nel circolo del pd sta accadendo parecchio. E Bruxelles, vista la posizione di uno come Gianni Pittella, è un posto d’onore. Da 180 a 250 iscritti in un colpo solo, con Cerasani, uomo di Luigi Berlinguer, che stravince nuovamente. Ed è proprio Berlinguer che mette in allerta. Devo ammettere che ne ho sentite davvero di tutti i colori. I casi dubbi ci sono ed è innegabile. Ma bisogna essere rigorosi e procedere con degli accertamenti scrupolosi. Laddove riscontreremo delle patologie accertate interverremo».

I primi provvedimenti dovrebbero arrivare in questi giorni, almeno stando a quanto dice uno dei garanti nazionali del Partito democratico.

Ma le cifre sono più che chiare ed è sempre Civati a dirlo: ci sarebbero «anomalie nel trenta per cento delle federazioni del Partito democratico. Trentaquattro federazioni su centodiciotto, ovvero quasi una su tre, non hanno fornito dati sul tesseramento e sono da considerare, quindi, irregolari». E ora è arrivato il tempo del regolamento di conti interno. Ci sarà davvero o tutto passerà ancora una volta?

v.panettieri@luedi.it

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