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La contragenda della campagna elettorale
Basilicata, ecco le 25 opere pubbliche incompiute

Basilicata

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POTENZA - La cifra precisa è di 30 milioni 437mila 279,93 euro. E’ la somma dei costi previsti per tutte e 25 le opere incompiute della Basilicata. Una somma che però non prevede gli oneri per l’ultimazione, l’aumento dei costi e dei materiali. Eppure il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le elenca con perizia certosina, opera per opera, con tanto di eventuale fruibilità, ridimensionamento del progetto ed eventuale “messa a rete” che sostanzialmente indica se un’opera si inserisce anche all’interno di una strada, un collegamento ferroviario, idrico o informatico. Ci sono anche casi, come quelli dei lavori alla Serrapotina o alla strada di collegamento diga di Acerenza-Forenza, dove la “rete”  risulta, ovviamente, interrotta con tutte le conseguenze del caso.

E poi ci sono le percentuali di completamento dei lavori, alcune clamorosamente allo 0, come dire nulla assoluto. Diciamo che questa è l’altra faccia della politica, quella che per lunghi anni ha rincorso finanziamenti e annunciato in maniera più o meno forte nuovi lavori, miglioramenti, costruzione di scuole, creazione di residenze per anziani in vecchie scuole elementari, creazione, come nell’abbazia di Montescaglioso, di un “parco olfattivo” con la volontà di rilanciare il turismo. ma di mezzo, in alcuni casi, ci sta anche la storia. il caso è quello delle mura antiche di età rinascimentale di Montalbano Jonico. Il progetto ne prevedeva la ristrutturazione, il consolidamento e il restauro ma ad oggi ne è stato completato poco meno del 31%. un po’ poco. E poi ci stanno i grandi lotti stradali di competenza della Provincia di Potenza. Da una parte il primo lotto funzionale della strada di collegamento “Diga Acerenza - Forenza - SS 658 “Potenza-Melfi”. Spesa prevista 3 milioni 305mila 324 euro, con tanto di oneri per l’ultimazione che ammontano ad un milione 350mila euro, dall’altra il primo stralcio del quarto lotto della Serrapotina fermo al 61,73%. Un’altra grande opera incompiuta riguarda la ristrutturazione e l’adeguamento funzionale del presidio dell’Azienda sanitaria a Viggiano. Costo dell’opera: 1milione 291mila 142,25 euro, oneri per 1milione di euro. Lavori completati per il 39,89%.

E il ministero spiega anche per quale motivo sono considerate opere incompiute. Lo fa dando una indicazione al secondo comma dell’articolo 1 del decreto ministeriale numero 42 del 13 marzo del 2013.

Nella lista che pubblichiamo a destra ogni opera è corredata dall’indicazione sul tipo di incompiutezza. Si tratta quindi di lavori  avviati, risultati poi interrotti oltre il termine di ultimazione previsto per contratto (lettera A), di lavori interrotti entro i termini previsti per l’ultimazione senza però possibilità attuali di riavvio del progetto (lettera B) e infine di lavori ultimati ma non collaudati entro i termini perché l’opera non risponde a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo (lettera C).

Il risultato sono milioni di euro lasciati ad opere che ancora devono vedere la fine. Lavori a volte fatti in posti un po’ pericolosi, come la via Puccini di Montescaglioso, che costeggia un pericoloso fronte di frana che rischierebbe di dissestare l’intero costone. il compito della politica è dare risposte anche su questo, magari smaltita la sbornia elettorale. magari chiedersi perché sono stati interrotti i lavori di adeguamento sismico dell’ex sede municipale di Albano di Lucania, o magari chiedere cosa sta accadendo a Montescaglioso e Montalbano Jonico dove si conta la maggioranza dei progetti fermi.

Certo ogni pezzo della lista ha la sua particolarità, tra contenziosi con le ditte, mancanza di finanziamenti e cambio di progetti non si è arrivati a capo di nulla. E ogni opera ha la sua particolarità, il suo comitato e la battaglia dei cittadini, come quelli di Craco, che non hanno un luogo dove seppellire i propri cari. Come venirne a capo? Alcuni sono di importante utilità sociale, come ancora una volta a Montalbano Jonico, dove era prevista una struttura diurna con funzioni di protezione sociale destinata ad anziani e persone in situazione di disagio. Opera completata al 34% con un costo complessivo di 571mila euro e oneri 156mila 411,66 euro.

E poi la ciliegina sulla torta, l’opera che da decenni non riesce a vedere la luce nonostante la sua estrema utilità nonostante la cifra irrisoria di 6mila 150 euro. Stiamo parlando dei lavori di ampliamento del comprensorio irriguo “basso melfese in sinistra Rendina”. Stazione appaltante: “Consorzio di Bonifica Vulture-Alto Bradano”.

v.panettieri@luedi.it


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