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Melfi
e il fattore socialista

Basilicata

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IL PRIMO partito a Melfi è il Partito Socialista. Con oltre il 23% il partito di Pietrantuono e del Sindaco Livio Valvano, anche segreterio regionale del partito, conferma di essere molto forte a Melfi, ottenendo voti e percentuali, irripetibili sul resto della Basilicata. Circa 1.600 voti per il Psi, quasi 1.400 per il candidato locale. Rispetto a tre anni fa il Psi di Melfi incrementa sensibilmente. I Pietrantuono e Francesco in particolare, si confermano "macchina da guerra", elettoralmente parlando, capaci di prendere tanti consensi, in un periodo non facile con un forte astensionismo, anche se su cifre inferiori rispetto al resto della Basilicata. A Melfi ha votato quasi il 52%, degli aventi diritto, decisamente di più confrontando il dato sull'affluenza dell'intera regione. Pietrantuono già in occasione delle provinciali, quando fu eletto, ottenne un successo importante. L'intero centro sinistra a Melfi regge. 

Oltre il 55 % dei consensi. Perde molti consensi invece Ernesto Navazio, battuto a Melfi dal Psi. Tre anni fa nella lista Allam, Navazio ottenne 2.600 preferenze. dato più o meno confermato alle politiche quando passò a Lista Civica. Ora con Laboratorio Basilicata, raggiunge quasi 1.400 voti. Un brusco ridimensionamento, calcolando anche che nel centro destra non aveva concorrenti locali. Nel 2010, a Melfi, vi erano in campo ben 12 candidati indigeni. A questi va aggiunto Nicola Pagliuca, all'epoca candidato presidente. 

Il Psi aveva Valvano, il Pdl Destino, il Pd Trataglia, l'Idv Di Ciommo. Pezzi da novanta, senza dimenticare i consiglieri di fuori Melfi che ottenerono comunque tanti voti. Ebbene in quelle condizioni ed inserito in una lista poco conosciuta e nuova elettoralmente parlando, Navazio ottenne un buon risultato. Adesso non è riuscito a fare altrettanto, non riuscendo a pescare in altre aree politiche. Allora fece una campagna da sindaco, questa volta da consigliere uscente di opposizione. Proprio il confronto con il 2010, fa emergere la rilevanza del voto socialista che aumenta sensibilmente i consensi, rispetto a tre anni fa passando da 1.100 a più di 1.500. Il Pd regge. Il 13% è un risultato apprezzabile, in assenza di candidati locali. 

L'astensionismo ha penalizzato il Movimento 5 stelle, incapace di ripetetre l'exploit delle ultime consultazioni politiche. I grillini passano dal 25 % al 14% fatto registrare dal candidato Presidente Pedicini al poco più del 6% sulle liste. la protesta questa volta si è tradotta nel non andare a votare. Male anche l'Udc che si attesta su un modesto 3%. Segno evidente di un partito che perso Corbo, non ha trovato in questa tornata nemmeno l'appoggio dei due consiglieri comunali, che hanno puntato evidentemente su altri candidati. Non bene anche Sel che supera di poco il 2%. Non ha tirato Cillis, consigliere comunale, ex Idv ora in Realtà Italia. Crolla anche il Pdl. Una volta Melfi era la roccaforte del centrodestra. Ora i pidiellini raccolgono un misero 7%. Anche in questo caso va ricordata la non presenza in lista di candidati locali. Tito Di Maggio raccoglie quasi il 30% dei consensi. Pittella il 53%. Evidentemente anche la vicenda tribunale, non ha intaccato e condizionato più di tanto.

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