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Pittella - Lacorazza
Prove di unità

Basilicata

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CHIUSA anche la parentesi delle primarie per l’elezione del nuovo segretario nazionale del Partito democratico, ora tutti chiedono al presidente Pittella di mettersi al più presto al lavoro. E ieri è stata una giornata di incontri per il neo governatore che - dopo essersi confrontato con il comitato Terre joniche sull’emergenza alluvioni della scorsa settimana - ha incontrato  Confindustria e il cartello delle associazioni datoriali “Pensiamo Basilicata” sui temi più strettamente economici.

Ma soprattutto, ieri sera, negli uffici presidenziali della Regione, è andato in scena il primo incontro ufficiale tra il neo presidente Pittella e il consigliere più eletto delle  recenti regionali, suo sfidante alle primarie del 22 settembre, Piero Lacorazza.

Due ore di confronto dalle quali è emerso una sorta di indice delle questioni che il nuovo Governo regionale dovrà affrontare subito.

«Questioni sulle quali - commentano entrambi al termine della riunione operativa - è emersa una buona sintonia». Ambiente, lavoro, costi dell’apparato burocratico e soprattutto semplificazione della macchina amministrativa: questi i punti sui quali i due ex avversari avrebbero dato d’intesa  la massima urgenza nell’azione del prossimo esecutivo.

E dal confronto sarebbe emerso soprattutto un messaggio politico che suona più o meno così: i veleni  della campagna elettorale per la corsa alle presidenza della Regione sono ormai archiviate. «Ora si lavora insieme per il bene della Basilicata». Ancora in alto mare, invece, i nodi più strettamente politici. Nessuna indicazione è arrivata sulla futura formazione del nuovo esecutivo, nè tantomeno sulla possibilità di una giunta esterna. Sembra che il presidente della Provincia di Potenza avesse espresso, nelle settimane passate, una preferenza per un incarico di tipo politico,  e in particolare alla guida del gruppo regionale. Ma certo, nell’ipotesi  di una giunta interna, la cosa sarebbe un pò più complicata.

Nel frattempo, però, l’ostacolo maggiore   è rappresentato dalla mancata proclamazione degli eletti da parte della Corte d’Appello. Un grosso problema, visto che la legge prevede che il nuovo Consiglio possa insediarsi non prima di venti giorni dalla proclamazione.

Che, a questo punto, anche se dovesse arrivare oggi, non metterebbe in condizione di approvare l’autorizzazione all’esercizio finanziario provvisorio entro il termine utile del 31 dicembre, come previsto da legge. Esistono dei precedenti in cui si è andati oltre la fine dell’anno.  Ma nel frattempo si sta prendendo in considerazione anche la possibilità di  convocare il Consiglio uscente per dare il via libera all’esercizio. Dalla data della proclamazione degli eletti dovranno passare invece almeno dieci giorni per la ufficializzazione della nuova Giunta. La formazione da mettere in campo sarà frutto delle consultazioni  che vedranno il presidente Pittella a confronto con tutte la parti, a partire dal segretario De Filippo e gli alleati della coalizione di maggioranza.       Ma nel frattempo, sia le parti politiche che sociali premono: bisogna tornare immediatamente al lavoro per dare quelle risposte urgenti a una regione praticamente paralizzata, dopo la fine della legislatura. Non ci sono solo le emergenze come quelle del Metapontino a ricordarlo. E ieri l’appello è arrivato anche dalle associazioni degli imprenditori Confindustria e Pensiamo Basilicata: occorre passare dalle parole ai fatti per mettere in pratica quel “cambio di passo” , partendo da tre priorità «inderogabili»: impresa, lavoro e welfare.    

m.labanca@luedi.it

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