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Petrolio, la sveglia dopo il torpore
Folino e Antezza (PD) uniti a Roma

Basilicata

Tempo di lettura: 
5 minuti 57 secondi

 

di MARIATERESA LABANCA
POTENZA - I deputati del Partito democratico ci provano: suonare la riscossa rispetto alla questione petrolio che, proprio come olio, sembra essere scivolata via dalle mani dai livelli istituzionali lucani. Un invito che era arrivato anche dal governatore uscente e segretario regionale Vito De Filippo, all’indomani del tentato scippo delle risorse destinate a finanziare il bonus carburante: riannodare i fili dell’asse Basilicata-Roma. Recisi anche per via di quella debolezza che ha connotato la regione nella delicatissima fase  della crisi politica e istituzionale degli ultimi mesi che, per la prima volta, ha letteralmente travolto, anche il Partito democratico lucano. 
Proprio nei mesi in cui da  Roma arrivavano due schiaffi molto dolorosi: il primo, quello relativo al decreto attuativo dell’articolo 16 della legge “Cresci Italia”, che ha tradotto le altissime aspettative del Memorandum in un misero piatto di lenticchie; il secondo, relativo, invece, all’emendamento introdotto dalla Commissione Bilancio al Senato che avrebbe sottratto 70 milioni di euro ai lucani. Quest’ultimo scongiurato per un soffio. 
Un risultato raggiunto con un passo più veloce da parte dell’unico deputato dell’ex Pdl, oggi nuova Forza Italia, Cosimo Latronico, essendo stato il primo a dare l’allarme su  quello che Folino e Antezza chiamano «increscioso episodio parlamentare», e per aver presentato l’emendamento che ha consentito di fatto di salvare il tesoretto destinato al finanziamento della card benzina. 
I meriti del capogruppo Speranza  a lui  riconosciuti dai colleghi alla Camera, Folino e Antezza, nella sua attività di “sensibilizzazione” del Governo sicuramente ci sono stati. Ma è innegabile che questa volta a uscire vincente dall’operazione “anti scippo” sia stato proprio Latronico. Che, per altro, dopo lo scioglimento del Pdl e dopo la separazione politica dall’altro parlamentare di centrodestra, il senatore Viceconte, ha tutto l’interesse a un rilancio del proprio impegno in Parlamento. 
Le ultime  vicende d’Aula hanno comunque sortito l’effetto di una sveglia. 
L’ordine del giorno di Speranza, Folino e Antezza con cui si chiede di andare a rivedere tutta la partita del petrolio per le regioni interessate dalle estrazioni, in primis la Basilicata - ancora troppo debole rispetto a un Governo “poco sensibile” alle legittime rivendicazioni, a dispetto di quelle che erano sembrate le conquiste  del Memorandum - suona come il tentativo di rimettere al centro dell’agenda politica del Partito democratico la sfida più importante che la Basilicata ha tra le mani. Un risveglio dopo un torpore indotto anche dalle delicatissime fasi istituzionali e politiche di cui la regione, e lo stesso partito, sono stati protagonisti negli ultimi mesi. 
E la firma congiunta di Folino e Antezza al documento che accompagna l’ordine del giorno (che probabilmente non porta quella di Speranza per ragioni di opportunità rispetto al suo ruolo di capogruppo), e che per altro sigla un altro comunicato stampa in giornata, suggerisce molto in termini di lettura politica. I due deputati - di fatto in guerra per tutta la fase che ha preceduto il voto delle regionali - si ritrovano in un congiunto slancio politico. 
Che sia prevalso il comune interesse per il bene dei lucani su tematiche centrali quali petrolio e politiche ambientali, o che si tratti di vere e proprie prove tecniche di alleanze inedite,  lo si vedrà col tempo. 

POTENZA - I deputati del Partito democratico ci provano: suonare la riscossa rispetto alla questione petrolio che, proprio come olio, sembra essere scivolata via dalle mani dai livelli istituzionali lucani. 

 

Un invito che era arrivato anche dal governatore uscente e segretario regionale Vito De Filippo, all’indomani del tentato scippo delle risorse destinate a finanziare il bonus carburante: riannodare i fili dell’asse Basilicata-Roma. Recisi anche per via di quella debolezza che ha connotato la regione nella delicatissima fase  della crisi politica e istituzionale degli ultimi mesi che, per la prima volta, ha letteralmente travolto, anche il Partito democratico lucano. 

Proprio nei mesi in cui da  Roma arrivavano due schiaffi molto dolorosi: il primo, quello relativo al decreto attuativo dell’articolo 16 della legge “Cresci Italia”, che ha tradotto le altissime aspettative del Memorandum in un misero piatto di lenticchie; il secondo, relativo, invece, all’emendamento introdotto dalla Commissione Bilancio al Senato che avrebbe sottratto 70 milioni di euro ai lucani. 

Quest’ultimo scongiurato per un soffio. Un risultato raggiunto con un passo più veloce da parte dell’unico deputato dell’ex Pdl, oggi nuova Forza Italia, Cosimo Latronico, essendo stato il primo a dare l’allarme su  quello che Folino e Antezza chiamano «increscioso episodio parlamentare», e per aver presentato l’emendamento che ha consentito di fatto di salvare il tesoretto destinato al finanziamento della card benzina.

 I meriti del capogruppo Speranza  a lui  riconosciuti dai colleghi alla Camera, Folino e Antezza, nella sua attività di “sensibilizzazione” del Governo sicuramente ci sono stati.

 Ma è innegabile che questa volta a uscire vincente dall’operazione “anti scippo” sia stato proprio Latronico. Che, per altro, dopo lo scioglimento del Pdl e dopo la separazione politica dall’altro parlamentare di centrodestra, il senatore Viceconte, ha tutto l’interesse a un rilancio del proprio impegno in Parlamento. 

Le ultime  vicende d’Aula hanno comunque sortito l’effetto di una sveglia. 

L’ordine del giorno di Speranza, Folino e Antezza con cui si chiede di andare a rivedere tutta la partita del petrolio per le regioni interessate dalle estrazioni, in primis la Basilicata - ancora troppo debole rispetto a un Governo “poco sensibile” alle legittime rivendicazioni, a dispetto di quelle che erano sembrate le conquiste  del Memorandum - suona come il tentativo di rimettere al centro dell’agenda politica del Partito democratico la sfida più importante che la Basilicata ha tra le mani. 

Un risveglio dopo un torpore indotto anche dalle delicatissime fasi istituzionali e politiche di cui la regione, e lo stesso partito, sono stati protagonisti negli ultimi mesi. 

E la firma congiunta di Folino e Antezza al documento che accompagna l’ordine del giorno (che probabilmente non porta quella di Speranza per ragioni di opportunità rispetto al suo ruolo di capogruppo), e che per altro sigla un altro comunicato stampa in giornata, suggerisce molto in termini di lettura politica. I due deputati - di fatto in guerra per tutta la fase che ha preceduto il voto delle regionali - si ritrovano in un congiunto slancio politico. 

Che sia prevalso il comune interesse per il bene dei lucani su tematiche centrali quali petrolio e politiche ambientali, o che si tratti di vere e proprie prove tecniche di alleanze inedite,  lo si vedrà col tempo. 

m.labanca@luedi.it

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