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La nuova giunta: tutti esterni e non lucani
«Ho voluto far valere le mie prerogative di presidente»

Basilicata

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POTENZA - L’annuncio ufficiale, con la firma dei decreti di nomina, è arrivato di domenica mattina, a termini già scaduti da qualche ora. Chi si era misurato con il toto nomi interni ha sprecato tempo. I nuovi assessori della Giunta Pittella - Raffaele Liberali alle Attività produttive e Formazione, Aldo Berlinguer all’Ambiente e Infrastrutture, Flavia Franconi alla Sanità e Michele Ottati all’Agricoltura - (a eccezione di quest’ultimo,  “lucano di ritorno” con origini satrianesi)  nulla hanno a che fare con la Basilicata. Nè con i consiglieri appena eletti. La mediazione politica tentata in questi dieci giorni non è riuscita. Lo stesso Pittella ammette: «Da uomo di partito ho lavorato per nominare una giunta con il concorso di tutti i gruppi, cercando la sintesi più avanzata tra quelle in campo. Ma ho dovuto registrare una impraticabilità in questo senso». Affida, annuncio e spiegazioni, a un comunicato stampa e a un video . «Impraticabilità» che, fuori dal politichese, significa impossibilità di andare oltre quel muro che separa i due schieramenti così posizionati già dalla prima fase delle Primarie.  O che, nel migliore dei casi, avrebbe dato vita - con le parole di Pittella - alle «solite pastoie», determinando l’ennesima  «palude politica». Il che ricorda molto le ragioni che hanno portato, lo scorso aprile, alle dimissioni del presidente De Filippo. Quando venerdì sera, al termine dell’ennesima giornata di incontri fiume, è emerso chiaramente che l’aut aut Braia Antezza da una parte, e quello di Santochirico dall’altra, non avrebbe consentito   di andare molto lontano, il neo governatore ha nuovamente deciso di far ricorso alle cosiddette prerogative del presidente: uomini scelti da direttamente da lui, al di là dei partiti, fuori dal contesto politico, ma anche dalla regione.

Quattro tecnici, professionisti di fama nazionale e internazionale. Due dei quali con importanti esperienze in Europa. «Perché - spiega sempre Pittella - la Basilicata ha bisogno di volare alto. Di agganciare l’Ue per la nuova programmazione comunitaria.  Deve diventare una Ferrari in grado di correre per arrivare in Europa. Ha bisogno di persone che garantiscano visione, esperienza, talento e slancio internazionale per affrontare e risolvere le emergenze e proiettarsi  verso il futuro».

Non che in casa nostra manchino  personalità di spessore, si appresta a chiarire lo stesso presidente. Ma, spiega ancora, «questa volta occorreva superare ogni provincialismo». Facile immaginare che la scelta di nominare quattro esterni non lucani corrisponda anche alla necessità di evitare facili attribuzioni d’appartenenza  a esponenti politici locali. Il presidente rivendica la sua scelta «per la Basilicata».

Ma il peggio è tutt’altro che passato. La Giunta Pittella dovrà fare inevitabilmente i conti con i mal di  pancia interni che da tempo debilitano il partito democratico lucano, acuiti dalla scelta di rottura della nuova Giunta, rispetto alla quale anche i partiti di coalizione presenteranno il loro conto.

Il Consiglio potrebbe trasformarsi in una Caporetto per il nuovo Esecutivo. Dove più di qualcuno potrebbe trovare l’occasione per togliersi il cosiddetto sassolino dalla scarpa.  

Del resto la mossa di Pittella, che sceglie di decidere da leader autonomo e indipendente, non è stata digerita proprio tutti.

Ufficialmente di reazione critiche ce ne sono poche, anzi nessuna.

A eccezione del neo consigliere e  sindaco di Potenza Vito Santarsiero, che ammette: «Certo, non è proprio quello che ci aspettavamo».

Anche se assicura: «Saremo comunque pronti a fare la nostra parte».

L’unico tra i big lucani a esaltare la scelta del presidente è l’alleato delle primarie per la segreteria nazionale, il senatore Margiotta. Folino, Bubbico a Speranza, ieri a pranzo insieme, optano per la scelta attendista e per ora rimangono in silenzio.

Esito tutt’altro che negativo per il presidente della Provincia, Piero Lacorazza, che aveva già espresso la proprio preferenza per nomina da capogruppo.

Il segretario del Pd, Vito De Filippo, assicura per il partito: «Potrà contare su una squadra di assoluta fiducia e sull’apporto della maggioranza».

Ma nei fatti, lavorare di concerto con l’Aula non sarà affatto facile, con i tanti denti amari .

Lo sa bene lo stesso governatore che oggi presenterà la sua squadra nella sala Giunta della Regione, alle 17, e che nel frattempo lancia l’appello: «Non rimanete dall’altra parte del tavolo a puntare l’indice. Lavoriamo insieme per consegnare un valore aggiunto alla nostra terra che ci consenta di riacquistare la fiducia di chi a novembre ha scelto di non andare a votare». 

Un messaggio che affida a tutti i lucani, attraverso un video, tagliando i passaggi i politici. Che suona come una mossa preventiva, quasi a dire: «Ci proviamo ma se non dovesse riuscire, ognuno sia pronto a prendersi le proprie responsabilità».

 

m.labanca@luedi.it

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