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Vanno in fumo
quattordici milioni di euro

Basilicata

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POTENZA - «Solo  la regione Basilicata,  non avendo raggiunto la quota minima di spesa stabilita dai regolamenti comunitari, potrebbe essere costretta a rinunciare a circa 6,8 milioni di euro di fondi europei»

E’ quanto ha affermato ieri in una nota il ministro delle politiche agricole, Nunzia De Girolamo, commentando i dati della spesa dei Programmi di sviluppo rurale (Psr), divulgati dalla Rete rurale nazionale.

Il ministro ha precisato che per il caso della Basilicata il condizionale resta d’obbligo «perchè le autorità regionali hanno chiesto alla Commissione europea una deroga alla regola del disimpegno, a causa dei recenti ripetuti eventi alluvionali eccezionali che hanno avuto inevitabili ripercussioni sulle aziende agricole e quindi sulla loro capacità di realizzazione degli interventi previsti dal relativo programma di sviluppo rurale».

In pratica non tutto è perduto.

D’altra parte il rischio è che vadano persi anche altri 6,8 milioni a causa di un meccanismo che prevede a livello comunitario che il non speso dell’anno precedente venga automaticamente decurtato dall’anno venturo.

Perciò i 6,8 milioni d’eruo del 2013 andrebbero sommati ad altrettanti nel 2014, per un totale di poco inferiore ai 14 milioni.

«Nel corso del 2013  - ha detto il ministro - sono stati erogati all’agricoltura contributi pari a 2,5 miliardi di euro, di cui circa 1,16 miliardi messi a disposizione dall’Unione europea. Il lavoro svolto nelle ultime settimane con le Regioni sui fondi comunitari di sviluppo rurale - è stato intenso e ha portato a risultati molto soddisfacenti. E’ stato recuperato gran parte del ritardo di spesa accumulato e ciò ha permesso di chiudere il 2013 con il minimo rischio di penalizzazioni finanziarie da parte della Commissione europea».

In cima alla classifica della spesa si confermano le Regioni del Centro Nord, in particolare la Provincia autonoma di Bolzano (con l’89,2 per cento della spesa realizzata), seguita dalla Provincia di Trento, dalla Lombardia e dalla Valle d’Aosta (con percentuali di spesa superiori al 70 per cento delle rispettive disponibilità), mentre le rimanenti Regioni del Centro Nord raggiungono una percentuale prossima alla media della spesa fatta registrare dal gruppo “Competitività” (67,45 per cento).

 Per le Regioni del Sud (gruppo Obiettivo Convergenza), la percentuale media di spesa rimane purtroppo nettamente inferiore alla media nazionale.

«In ogni caso - evidenzia ancora De Girolamo - il dato  è stato ottenuto a carico di misure che hanno teso a privilegiare interventi molto importanti, volti al sostegno del ricambio generazionale, di pratiche agricole ecocompatibili e di investimenti in settori strategici, sia aziendali. Da queste esperienze -conclude - si dovrà ripartire per decidere il modello di politica agricola comune da attuare in Italia; gran parte delle scelte da fare dovranno essere infatti comunicate a Bruxelles entro il 31 luglio 2014».

L’allarme sul rischio disimpegno dei fondi europei in Basilicata era stato lanciato a ottobre da Confagricoltura, quando i milioni in ballo erano 30.

Tra le criticità riscontrate nell’attuazione del Psr e nell’avanzamento della spesa: la  congiuntura economica sfavorevole a causa della deflazione presente sui mercati; mancanza di credito da parte delle banche alle imprese private impossibilitate a concludere gli investimenti; lentezza nel realizzare gli appalti da parte degli enti pubblici beneficiari delle risorse comunitarie per l’infrastrutturazione rurale.

Oltre agli  alluvioni e calamità naturali che nel corso dell’ultimo periodo hanno colpito le aziende agricole del Metapontino, tra le aree più floride della Basilicata, non consentendo di terminare gli investimenti intrapresi.

l.amato@luedi.it

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