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Toto direttori,
slittano le nomine

Basilicata

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POTENZA - Si trattava di approvare la ristrutturazione dei dipartimenti della Regione in maniera speculare rispetto alla Giunta appena insediata. Ma dall’Ufficio di segreteria è arrivato lo stop per un presunto vizio di legittimità della delibera. Così a Pittella e assessori non è rimasto altro che spedire la questione in Consiglio, sperando che lì, alla prima “uscita”, si riesca a fare di meglio.

E’ slittata dopo la convalida provvisoria degli eletti la nomina dei direttori generali che dovranno affiancare il neo governatore e i “suoi” professori negli uffici di via Verrastro.

A causare il passo falso nella prima seduta di giunta, che si è svolta la sera del 30 subito dopo la presentazione alla stampa, è stata l’interpretazione della “Riforma dell’organizzazione amministrativa regionale” del 1996. Un testo con cui si è confrontato subito “ex cathedra” il neo-assessore all’Ambiente e trasporti Aldo Berlinguer, che è di fatto un professore di diritto dell’ateneo senese. Ma non c’è stato nulla da fare.

Secondo l’articolo 9 della legge in questione «l’articolazione dei Dipartimenti», definiti per «grandi aree funzionali ed operative, comprendenti le materie attribuite alla competenza regionale e distinte per settori di attività tra loro omogenei o interconnessi», deve rispettare uno schema «istituzionale» ben preciso. Quindi un numero massimo di 8 dipartimenti distinti, dei quali 1 in capo alla presidenza della Giunta, 6 agli assessori che la compongono e 1 al Consiglio.

Altro che i 4, più 2, più 1 immaginati da Pittella insomma. Con lo sdoppiamento della Presidenza della giunta in Affari generali e Programmazione per provare a sfruttare al meglio i fondi europei a disposizione della Basilicata.

Il saldo rispetto alla situazione attuale sarebbe comunque di una ventina di uffici soppressi, che non significa licenziare qualcuno, ma cancellare i benefit previsti per i responsabili. Una prospettiva che tra i corridoi di via Verrastro non può certo raccogliere molti consensi.

Possibile effettuare con una semplice delibera di Giunta un “taglio” del genere, grossomodo in linea con quanto previsto dalla “spending review”, che ha ridotto da 30 a 20 i consiglieri, e da 8 a 4 il numero massimo di assessori per regione?

Proprio no, stando a quanto avrebbe sostenuto il dirigente dell’Ufficio di segreteria della giunta, Arturo Agostino. Benché incalzato dal capo di gabinetto Raffaele Rinaldi, appena confermato nel ruolo ricoperto per Vito De Filippo, e assai quotato come prossimo direttore del nuovo dipartimento per gli Affari generali.

Il risultato è stato che la bozza di delibera sul tavolo è finita nel cestino, mentre il disegno di legge pensato per dare il via libera all’esercizio provvisorio di bilancio si è arricchito di un nuovo comma.

In pratica l’articolo 9 della legge di riorganizzazione degli uffici regionale verrebbe “chiuso”, nel punto in cui rinvia allo schema degli 8 dipartimenti, con un riepilogo esaustivo delle aree istituzionali (presidenza della giunta, giunta e consiglio, ndr). Senza specificare il loro numero. Fermo restando quanto previsto all’arti colo 7 della stessa legge, per cui: «le modifiche all’assetto organizzativo ed alla dotazione organica», ove «comporti un aumento dei costi (...) deve essere autorizzata con legge regionale».

Una volta approvato l’esercizio provvisorio di bilancio resterà quindi da capire se la nuova organizzazione dei dipartimenti passerà ancora per la Giunta, o arriverà lo stesso in Consiglio a causa dell’aumento dei costi insito nel raddoppio delle direzioni generali in capo alla presidenza.

Nel frattempo - e qui si arriva ai riflessi sull’amministrazione - restano congelate le nomine dei manager che dovranno guidare la macchina regionale seguendo le indicazioni di Pittella e i dei suoi assessori.

Quanto tempo occorrerà per sistemare la situazione? I più ottimisti dicono 10 giorni, perché il parlamentino lucano potrebbe votare un attimo dopo la convalida provvisoria degli eletti, che avviene nella prima seduta. E se ad oggi non è stata ancora effettuata la convocazione dei consiglieri, la data più accreditata resta quella di lunedì 13.

Approvato l’esercizio provvisorio di bilancio, col comma appena inserito per cambiare l’assetto degli uffici regionali, la giunta regionale potrebbe riunirsi subito una seconda volta e riprendere il lavoro da dove lo aveva lasciato. Potrebbe persino nominare in maniera contestuale i nuovi direttori generali per provare a recuperare il tempo perduto.

S’intende sempre col benestare dell’Ufficio di segreteria, che non è una cosa per niente scontata, come invece poteva sembrare in altri tempi. 

l.amato@luedi.it

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