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Prove di equilibrio sulle postazioni
Nuovi Dg: in pole Rinaldi e Pafundi

Basilicata

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di SALVATORE  SANTORO
POTENZA - Tutto sta andando al suo posto. Decise le date del Consiglio regionale. Il 13 gennaio ci sarà l’insediamento dei nuovi 20 consiglieri regionali. Il giorno dopo, (martedì 14) si svolgerà la prima riunione dell’assemblea legislativa. E sarà una riunione al cardiopalma. 
C’è da votare per eleggere il presidente del Consiglio e tutto l’Ufficio di presidenza (due vicepresidenti e due segretari). Ma il quadro mai come questa volta è ancora poco chiaro. La scelta effettuata dal neogovernatore Marcello Pittella sulla giunta di tutti esterni ha ridotto la platea delle postazioni importanti per i consiglieri eletti. Ovvio che la carica di presidente del Consiglio ora diventa l’aspirazione di tanti. In pole dovrebbe esserci il primo degli eletti e cioè Piero Lacorazza del Pd al quale nei giorni precedenti alla scelta della giunta, lo stesso Pittella aveva offerto la carica di assessore e vicepresidente della Regione. Ma non è detto. Questione di equilibri. A tal proposito già venerdì prossimo è stato convocata la riunione degli eletti del centrosinistra. Il giorno dopo è prevista la riunione della Direzione regionale del Pd. In tali consessi si discuterà delle postazioni ma anche della creazione o meno del gruppo unico tra eletti nelle liste democratiche e nelle liste del presidente. 
Le due questioni non sono slegate: carica di presidente del consiglio e di eventuale capogruppo di 10 eletti si tengono insieme. Non c’è dubbio. 
Ma non è il solo tema all’ordine del giorno della riunione del Consiglio del 14 gennaio. Una prima prova del nove è costituita dall’approvazione della legge per la riduzione dei Direttori generali di dipartimento dagli attuali sette ai sei previsti dal presidente della giunta, Pittella. 
Le nomine infatti non possono essere effettuate prima del voto in Consiglio regionale. I sei nuovi direttori generali saranno divisi per i quattro nuovi assessori e due per la presidenza della Giunta: uno per gli affari generali e uno presumibilmente con delega alla materia petrolifera visto che tale delega rimane nelle mani dello stesso Marcello Pittella. 
Ovvio che in sede di Consiglio regionale prima della votazione il tema della nomina dei nuovi direttore regionali sarà discusso. Il caso può diventare spinoso tra i tanti mal di pancia che ci sono a via Verrastro. Ed è possibile che il dibattito si allarghi a questioni politiche fuori e dentro la maggioranza. Ipotesi. Ad ogni modo quattro dei sei nuovi Dg sono già noti a meno di colpi di scena poco prevedibili. Questi i nomi: Raffaele Rinaldi, Carmen Santoro, Donato Pafundi e Giandomenico Marchese. C’è poi anche Vito Marsico che potrebbe prendere il posto del capo dell’Ufficio di segreteria della giunta, Arturo Agostino. 
In questo schema mancano altri due nomi su cui c’è ancora stretto riserbo. Uno dei due nomi viene indicato come di “altissimo prestigio”. Insomma viene mantenuta ancora un pò di “suspance”. Per quanto riguarda invece la richiesta arrivata da più di parti di tutti esterni sullo stesso schema degli assessori viene fatto notare dai canali uffuiali che esiste una norma che non consente (per effetto della spending review) di nominare dirigenti esterni alla pubblica amministrazione se non in una percentuale ben sotto il cinquanta per cento. In pratica i nuovi Dg presi dall’esterno non possono essere più di due. Per buona pace di chi chiede una riforma totale anche in questo caso. 

POTENZA - Tutto sta andando al suo posto. Decise le date del Consiglio regionale. Il 13 gennaio ci sarà l’insediamento dei nuovi 20 consiglieri regionali. 

 

Il giorno dopo, (martedì 14) si svolgerà la prima riunione dell’assemblea legislativa. E sarà una riunione al cardiopalma. 

C’è da votare per eleggere il presidente del Consiglio e tutto l’Ufficio di presidenza (due vicepresidenti e due segretari). Ma il quadro mai come questa volta è ancora poco chiaro. La scelta effettuata dal neogovernatore Marcello Pittella sulla giunta di tutti esterni ha ridotto la platea delle postazioni importanti per i consiglieri eletti. 

Ovvio che la carica di presidente del Consiglio ora diventa l’aspirazione di tanti. In pole dovrebbe esserci il primo degli eletti e cioè Piero Lacorazza del Pd al quale nei giorni precedenti alla scelta della giunta, lo stesso Pittella aveva offerto la carica di assessore e vicepresidente della Regione. 

Ma non è detto. Questione di equilibri. A tal proposito già venerdì prossimo è stato convocata la riunione degli eletti del centrosinistra. Il giorno dopo è prevista la riunione della Direzione regionale del Pd. In tali consessi si discuterà delle postazioni ma anche della creazione o meno del gruppo unico tra eletti nelle liste democratiche e nelle liste del presidente. 

Le due questioni non sono slegate: carica di presidente del consiglio e di eventuale capogruppo di 10 eletti si tengono insieme. Non c’è dubbio. Ma non è il solo tema all’ordine del giorno della riunione del Consiglio del 14 gennaio. 

Una prima prova del nove è costituita dall’approvazione della legge per la riduzione dei Direttori generali di dipartimento dagli attuali sette ai sei previsti dal presidente della giunta, Pittella. 

Le nomine infatti non possono essere effettuate prima del voto in Consiglio regionale. I sei nuovi direttori generali saranno divisi per i quattro nuovi assessori e due per la presidenza della Giunta: uno per gli affari generali e uno presumibilmente con delega alla materia petrolifera visto che tale delega rimane nelle mani dello stesso Marcello Pittella. 

Ovvio che in sede di Consiglio regionale prima della votazione il tema della nomina dei nuovi direttore regionali sarà discusso. Il caso può diventare spinoso tra i tanti mal di pancia che ci sono a via Verrastro. Ed è possibile che il dibattito si allarghi a questioni politiche fuori e dentro la maggioranza. Ipotesi. 

Ad ogni modo quattro dei sei nuovi Dg sono già noti a meno di colpi di scena poco prevedibili. Questi i nomi: Raffaele Rinaldi, Carmen Santoro, Donato Pafundi e Giandomenico Marchese. 

C’è poi anche Vito Marsico che potrebbe prendere il posto del capo dell’Ufficio di segreteria della giunta, Arturo Agostino. In questo schema mancano altri due nomi su cui c’è ancora stretto riserbo. Uno dei due nomi viene indicato come di “altissimo prestigio”. 

Insomma viene mantenuta ancora un pò di “suspance”. Per quanto riguarda invece la richiesta arrivata da più di parti di tutti esterni sullo stesso schema degli assessori viene fatto notare dai canali uffuiali che esiste una norma che non consente (per effetto della spending review) di nominare dirigenti esterni alla pubblica amministrazione se non in una percentuale ben sotto il cinquanta per cento. In pratica i nuovi Dg presi dall’esterno non possono essere più di due. Per buona pace di chi chiede una riforma totale anche in questo caso. 

 

 

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