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Liberali indica la linea:
"Bandi europei, ricerca e ascolto"

Basilicata

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POTENZA - «Anche su questo dobbiamo lavorare insieme con la forze vive e le eccellenze regionali esistenti», dice. E il “questo” è un link importante, un po’ agenda, un po’ promemoria. Raffaele Liberali rinvia agli appuntamenti in cui si discuterà delle opportunità in materia di ricerca e sviluppo lanciate dall’Unione europea. E conferma - se ce ne fosse stato bisogno - un modello che ha in testa e che ha già spiegato fin dalla conferenza stampa di insediamento in esecutivo: «Per me è importante la discussione costruttiva, il coinvolgimento delle parti interessate, un ascolto forte del cittadino».

Delega alle Attività produttive, abitudine alla collegialità. «Credo sia normale, bisogna superare il concetto di delega, la giunta è una cosa unica, la Basilicata è una cosa unica. E l’Europa, proprio sulla ricerca, ci insegna a lavorare in maniera multidisciplinare».

Pensa proprio a quel programma di appuntamenti che parla di ricerca e innovazione: in sanità, per le imprese, nell’agroalimentare, nella chimica verde. Un agenda di incontri, convegni e meeting in giro per l’Europa, selezionati dal Cordis (servizio comunitario di informazione in materia di ricerca e sviluppo) che serve quasi come un post-it. Ci sono temi, materie, settori su cui l’Europa propone di investire in ricerca. La Basilicata deve stare su quella strada.

«Penso a realtà che hanno già tanto protagonismo europeo, come il Cnr di Tito, dove ci sono professionisti molto esposti a livello comunitario. Penso ad altre strutture che hanno una propria tradizione di ricerca come l’università.

Penso anche a quelle realtà locali, per esempio del settore agroalimentare o della chimica verde, già solide, magari da rilanciare in abito internazionale».

Rispetto alla forza della Basilicata in Europa, non esprime giudizi. Piuttosto lancia un principio generale, valido ovunque: «Serve più collegamento, con l’Unione e tra le varie realtà; serve superare individualismi, pensare collettivo».

Interdisciplinare, appunto.

Altra cosa, invece, la percezione dell’Europa nella testa dei cittadini, nella cultura di tutti i giorni. «Non è facile, spesso c’è uno sforzo enorme nel capire le regole dell’Unione, che sono quasi sempre diverse da quelle locali e nazionali».

L’assessore Liberali, come gli altri colleghi dell’esecutivo appena nominato dal presidente Pittella, si è dovuto mettere subito al lavoro.

Oggi, dopo una brevissima pausa per le feste, sarà di nuovo a Potenza  alle prese con i primi passi del governo.

Non è un forestiero in Basilicata, territorio che conosceva già bene. «Sì sì, mi hanno riconosciuto e fermato in strada», sorride raccontando dei primi giorni in città, alle prese con la ricerca di casa.

Più che singole priorità, ribadisce, è orientato verso un metodo.

Subito l’emergenza lavoro, con le nuove povertà emergenti, con i problemi irrisolti a cui prestare attenzione. Ma nel frattempo programmare secondo due livelli, secondo una visione che guarda all’oggi e al domani, al breve e al lungo termine. «Più rincorrerli, meglio prevenirli i problemi».

s.lorusso@luedi.it

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