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Il Comune scaccia-crisi
Adduce illustra l'anno di Matera

Basilicata

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MATERA - Cultura e partecipazione. Possono essere queste le parole chiave  per illustrare un 2013  inaspettatamente positivo, pur senza difficoltà. «Potremmo invitare gli altri Comuni italiani nella nostra città per vedere come far funzionare la macchina amministrativa». Lo dice il segretario generale dell’amministrazione comunale di Matera, Antonio Fasanella e gli fa eco il sindaco Salvatore Adduce che sottolinea: «Lo abbiamo fatto con tagli dal Governo che dal 2010 ad oggi sono stati pari a  10 milioni».  E’ questo, in sintesi, il bilancio di 12 mesi di attività, illustrato ieri al Comune di Matera.

Il primo cittadino non nega, comunque, le difficoltà. «In Basilicata non ci siamo fatti mancare niente, con le dimissioni di De Filippo. Non è un mistero che il nostro Comune, come altri, possa aver risentito delle ricadute di queste vicende. Noi, però, - sottolinea orgoglioso - in maniera forte, continuando a lavorare con il Governo, abbiamo sottoscritto  accordi come quello che riguarda i 24 milioni del Fondo sviluppo e coesione grazie al quale riprenderemo gli investimenti e gli appalti di opere pubbliche. Pochi giorni fa abbiamo riaperto al traffico la strada di via La Martella per non perdere altri anni dietro vicende complicate di lottizzazioni. Molti Comuni hanno dovuto rinunciare ad intere  parti di interventi - sottolinea Adduce - come è accaduto in Basilicata dove si è dovuto rinunciare a mense scolastiche, ad asili nido. Pochi casi sono stati risolti con l’intervento della Regione. Noi, invece, abbiamo tenuto la guardia alta».

Il riferimento alle tasse non è casuale: «Ci siamo vantati del fatto che nel 2012 non ci siamo finanziati con l’Imu e manterremo salda la nostra impostazione: nel rispetto delle norme nazionali, faremo in modo che i nuovi calcoli possano sostanzialmente mantenere la pressione così com’è. L’unico interrogativo riguarda l’Imu sulla prima casa che potrebbe tornare in campo. Dopo la cura dimagrante che abbiamo fatto in questi anni, abbiamo fatto una specie di miracolo».

Spendiamo 6 milioni per le  Politiche sociali con azioni che riguardano famiglie, ragazzi, anziani. In particolare 200 mila euro sono stati utilizzati per l’affido socio-educativo di 140 ragazzi». Sotto il profilo urbanistico, Adduce ha sottolineato il ruolo del confronto pubblico sia per il Piano strategico che per gli altri strumenti. «Il dossier di candidatura a Capitale della cultura - ha aggiunto - ha sentito il peso positivo di queste nuove modalità. Il 2013 si chiude in netta controtendenza rispetto alla situazione generale. Il prodotto interno lordo e l’occupazione che provengono dalla funzione culturale della città, ci consente di tracciare un bilancio positivo».  Il riferimento all’attenzione in crescita sulla stampa nazionale è uno dei punti centrali dell’intervento di Adduce che spiega che non si tratta di operazioni commerciali, ma di riconoscimenti che hanno consentito l’ingresso di Matera «In un network internazionale, utilizzando la parola d’ordine delle cinque stagioni di Matera». Alla sfida di Matera 2019, Adduce fa un brevissimo riferimento. Il resto spetterà al direttore Verri in una conferenza stampa ad hoc prevista a breve. «Questo grande programma ci spinge a fare di più e meglio, ma  con meno risorse. L’ex presidente De Filippo ha il merito di aver scelto questa sfida come un impegno regionale, anche con fondi che fra il 2012 e 2013, sono di , 450 mila euro che si è aggiunto a 1,5 milioni con l’Fsc. Nel 2014 metteremo a frutto operazioni come il trasferimento del mercato di san Giacomo, lo snodo stradale che collega il Pino a via Annunziatella i cui lavori cominceranno fra poco. Scioglieremo - annuncia - il  nodo scorsoio del Pino (area a ridosso di istituti scolastici e del Tribunale). Realizzeremo il nuovo bando per la raccolta differenziata e per l’efficientamento energetico. Saremo impegnati, dopo un lavoro preparatorio molto intenso, per un programma settennale degno delle ambizioni della città». Sul funzionamento della macchina amministrativa, sul personale del Comune Adduce ha chiarito: «C’è un problema drammatico nel comparto tecnico, servono ingegneri e architetti. Stiamo provando faticosamente e in qualche caso inutilmente ad ottimizzare il personale. C’è un organico che a causa del blocco del turn over bloccato, è invecchiato con un’età media troppo alta. Proviamo a risolvere i problemi, ma andiamo avanti a tentativi».

a.ciervo@luedi.it

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