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Un sindaco pittelliano
Nel segno della "rigenerazione"

Basilicata

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QUALCUNO  lo aveva già notato. Annunciare la composizione della nuova giunta a Melfi in concomitanza con quella regionale, era un indizio assai indicativo. “Valvano come Pittella” dicevano a Melfi, accostando le “gestazioni” che hanno accompagnato la composizione dei due esecutivi. Poi per questioni “interne” alla maggioranza melfitana, il tutto è stato posticipato a ieri “rompendo” - ma solo all'apparenza - quel filo che accomunava il presidente della giunta e il sindaco di Melfi. Ieri mattina quel “filo” si è magicamente ricomposto e quegli indizi post natalizi sono diventati una prova. Lo si capisce leggendo l'intervento che il primo cittadino ha girato alle redazioni. Quella “rigenerazione” - parola chiave di Valvano - somiglia tanto alla “rivoluzione” di pittelliana memoria. Il primo cittadino nel suo discorso programmatico “rivoluziona” più che “rigenera” il suo linguaggio acquisendo a tutti gli effetti una dimensione “social”, alla mano, qualcuno dice: “alla Pittella”. L'uso del nome proprio rivolto ai nuovi (Luigi, Vincenzo, Lucia, Sandro e Franco) e ai vecchi assessori (Lucia, Maria Pina, Rosa, Rinaldo e “alla fine anche Antonio”) è la chiave per capire che qualcosa è cambiato. Un nuovo inizio per la città di Melfi? Questo lo dirà la storia. Per ora godiamoci la nuova veste “gladiatoria” del sindaco di Melfi.

Gierre

LA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA GIUNTA - di E. FIDANZIO

 


 

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