Salta al contenuto principale

Da Acquedotto lucano alla Regione. E viceversa
Lo scambio Gerardo Marotta - Michele Vita

Basilicata

Chiudi
Apri
Tempo di lettura: 
3 minuti 24 secondi

POTENZA - Direzione che lasci, direzione che trovi. Da Acquedotto lucano alla Regione, e viceversa. Sono queste le ultime indiscrezioni che giungono sul fronte delle attese nomine dei nuovi direttori generali della Giunta Pittella. Il conferimento degli incarichi dovrebbe slittare di qualche giorno per effetto del ritiro, martedì in Consiglio, del provvedimento relativo alla riforma dei dipartimenti da parte del presidente Pittella. Ma adesso il dilemma del governatore sarebbe proprio questo: aspettare l’ok dell’aula al provvedimento che recepisce la riduzione degli assessorati da sei a quattro e sdoppia, invece, la presidenza della Giunta; o accelerare e approvare la delibera sulle nuove nomine, senza aspettare i tempi del Consiglio. Martedì in aula, Pittella  lo aveva detto dopo aver ritirato l’emendamento all’esercizio finanziario provvisorio: «Bisogna sbrigarsi perché la macchina amministrativa deve partire».

Ma la mossa in avanti del governatore, seppure valida da un punto di vista formale, potrebbe sembrare poco garbata nei confronti dei consiglieri. E comunque non consentirebbe lo sdoppiamento del dipartimento della Presidenza della Giunta. Se l’iter è ancora in forse, sembra ormai chiusa la partita sui nomi. Giocata tutta in casa del partito democratico. Che tra l’altro, dopo una Giunta di soli esterni, aveva i suoi conti da regolare, almeno a capo dei dipartimenti.

Come da copione, garantita la rappresentanza di tutte le “anime” e “sensibilità” politiche. O, per dirla in maniera più semplice, assicurata la lottizzazione nella scelta degli uomini che saranno il braccio operativo di presidente e assessori tecnici. Questo il puzzle, almeno stando alle ultime autorevoli indiscrezioni: la novità più rilevante dovrebbe essere proprio quella dell’approdo in Regione del direttore generale da anni saldamente a capo di Acquedotto lucano, Gerardo Marotta. Il manager più pagato in Basilicata, ingegnere di professione, di area foliniana, se dovesse accettare la proposta si troverebbe a dirigere il dipartimento Infrastrutture.

Lasciando così il posto nella Spa pubblica che si occupa di gestione della risorsa idrica, e che da tempo non naviga più in buone acque (almeno dal punto di vista finanziario), al direttore che fino a ora si è occupato di Attività produttive negli uffici di viale Verrastro, Michele Vita. Di militanza ex comunista, pure lui molto vicino all’onorevole Folino, oggi uomo di fiducia anche del presidente Pittella, che è stato assessore quando lui era direttore, era l’ultima delle teste che si sarebbe voluto far saltare in Regione.

Ma la partita del nuovo che ha travolto anche i top manager di viale Verrastro non ha consentito di fare diversamente. Poco male per il direttore che rimane tale, anche se ora si occuperà di acqua. Al posto di Marotta, ad Acquedotto lucano continuerebbe a garantire la rappresentanza della doppia anima di partito, al fianco della presidente Gentile di area defilippiana.

E seguendo sempre la mappa politica, arriviamo invece all’uomo sempre in quota dell’ex governatore, ancora capo di Gabinetto, Raffaele Rinaldi. A lui spetterebbe il dipartimento Affari generali, frutto dello spacchettamento della presidenza della Giunta. Da cui dovrebbe nascere anche il dipartimento alla Programmazione e bilancio, a capo del quale sarebbe stato chiamato il professore di Economia all’Unibas, Giovanni Schiuma, considerato in quota Antezza.

Scelta, invece, direttamente dal presidente Pittella la dirigente dell’Ufficio affari istituzionali e affari generali della Presidenza, Carmen Santoro, alla quale spetterebbe il dipartimento Agricoltura.

Si tratta di un passaggio di direzione in direzione, anche per l’avvocato e commercialista Giandomenico Marchese, di area margiottiana. Da quasi due anni alla Società energetica lucana, dovrebbe andare alle Attività produttive.

Stessa qualifica, ente diverso, per l’attuale direttore generale della Provincia, Donato Pafundi. Che passi da un Palazzo all’altro in contemporanea con il presidente del Consiglio,  Piero Lacorazza, non è proprio solo questione di coincidenze. Il suo dipartimento dovrebbe essere quello della Sanità.

Nel frattempo, la doppia opzione Pittella lascia aperto l’interrogativo sui tempi.

m.labanca@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?