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Centrale unica per gli appalti nella sanità
Pittella brucia tutti gli ammessi

Basilicata

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POTENZA - E’ una nomina che scotta, molto più delle altre, perché chi riceverà l’incarico dovrà gestire gli appalti di tutto il sistema sanitario lucano, ovvero quello dietro al quale gira la gran parte dei soldi pubblici.

Intorno ad essa si sono catalizzati scontri di potere, che hanno avuto per protagonisti, non solo le diverse fazioni politiche interne al “Partito regione”, ma pure le stesse associazioni datoriali,  molto sensibili al flusso di risorse in ballo.

Non è certo un caso se a distanza di quasi due anni dalla legge regionale che la istituiva, datata agosto 2012, la centrale unica di committenza della spesa del sistema sanitario rimane ancora solo sulla carta.

Eppure, a nessuno può sfuggire la grande valenza che l’istituzione del dipartimento interaziendale avrebbe in termini di riduzione della spesa pubblica.

Soprattutto per un comparto come la Sanità che negli ultimi anni ha dovuto fare i salti mortali per riportare i conti in equilibrio e svincolarsi dalla dipendenza annuale dalle royalty del petrolio.

La politica non aveva certo sottovalutato la portata dell’intuizione, almeno in termini d’immagine.

Era stato l’ex assessore al ramo, Attilio Martorano, a presentarla, già a giugno del 2012, come un progetto rivoluzionario in termini di spending review.

La logica conseguenza sarebbe stata procedere il più speditamente possibile a rendere operativo il dipartimento.

Ma, fatta la legge, bisognava fare il direttore. E proprio qui viene il bello.

Nei difficili equilibri di potere politico, ancora un anno fa carattarizzati dalla contrapposizione Folino-De Filippo, è rimasta a lungo incagliata la nomina.

Eppure, così come prevedeva la legge regionale che ha istituito la centrale, era stata anche avviata la procedura di ammissione dei candidati ritenuti idonei.

Una lista di undici nomi, molti dei quali riconducibili a influenti esponenti del Partito democratico lucano.

Il Quotidiano dava la notizia dei candidati ammessi già lo scorso maggio. Ma evidentemente gli equilibri fortemente minati dagli scontri fra i democratici non hanno consentito di trovare la quadra intorno a una nomina che vale oro. A dispetto del carattere dell’urgenza che doveva avere il provvedimento.

Risultato: tutto da rifare.

Lo ha deciso il presidente Pittella. La nuova Giunta, con delibera numero 65 dello scorso 21 gennaio, ha riaperto i termini per la presentazione delle domande.

Ufficialmente la motivazione è questa: non è stato possibile individuare il candidato maggiormente idoneo perché “la Giunta, a seguito delle dimissioni del suo presidente -  si legge nella delibera - non si è trovata nella pienezza dei poteri conferiti dalla legge”.

Ma la ragione addotta trova poca corrispondenza nella realtà: la stessa Giunta delegittimata dalla recente delibera ha proceduto alle nomine di Raffaele Ricciuti a Sviluppo Basilicata e Antonio Triani ad Acqua spa, quando l’ex governatore aveva rassegnato le sue dimissioni già da un pezzo.

E che non ci siano semplici motivazioni “tecniche” alla base della scelta del nuovo governatore lo dice anche un’altra circostanza: invece di riprendere la matassa dal filo lasciato pendente dal suo predecessore, Pittella ha scelto di annullare il precedente elenco di candidati e riaprire l’avviso pubblico.

Lasciando quindi la porta aperta a nuovi aspiranti direttori. “Al fine di consentire - si legge ancora nella delibera - una più ampia facoltà di scelta tra un maggior numero di candidati per la copertura di tale importante ruolo all’interno del sistema sanitario regionale”. Segno che l’elenco dei nomi precedentemente individuati stesse evidentemente stretto al nuovo governatore.

Ma il presidente che entra  a gamba tesa in uno scontro che fino a ora ha visto contrapporsi i due maggiori detentori di potere politico in Basilicata, ovvero i due ex presidenti, ha anche una chiara valenza politica: aggiungere un altro tassello nella pratica d’archiviazione dello storico dualismo De Filippo-Folino.

m.labanca@luedI


ECCO CHI ERANO GLI ASPIRANTI RITENUTI IDONEI

UNDICI i nomi, che erano risultati idonei per la carica di direttore del dipartimento interaziendale del sistema sanitario regionale: “Centrale di committenza”, e che ora invece, con la riapertura dell’avviso pubblico, dovranno rifare tutto daccapo. Tra gli aspiranti selezionati, i due defilippiani Pasquale Monea e Ennio Vito Galella. Il primo molto vicino al direttore generale della presidenza della Giunta, Angelo Nardozza, che dopo le Risorse umane l’ha confermato come direttore esterno a capo dell’Ufficio autonomie locali.

L’altro, direttore in pensione dell’Ufficio Provveditorato e patrimonio della Regione Basilicata. Riconducibile all’ex governatore anche Raffaele Giordano, prima componente del Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici, successivamente dirigente responsabile della Uo Provveditorato ed Economato dell’azienda ospedaliera San Carlo.

Appartiene all’area dell’ex presidente del Consiglio regionale, oggi deputato, Vincenzo Folino, l’altro candidato, Giuseppe Spera. Che in caso di nomina non dovrebbe fare nemmeno troppa strada visto che il suo ufficio al San Carlo già ce l’ha, tra l’altro in qualità di dirigente dell’Economato. In corsa anche il già direttore generale di Acqua Spa, il margiottiano di ferro, Giovanni Di Bello, che solo qualche mese fa è stato anche nominato (anche se il meccanismo è stato quello della selezione) presidente della Commissione chiamata a valutare le offerte più vantaggiose per il maxi appalto “Schema idrico - Attrezzamento settore G”. In passato è stato, invece, in quota Pittella, Edmondo Iannicelli, originario di Sala Consilina, per oltre otto anni direttore generale dell’Asl di Lagonegro e poi di quella di Venosa, che dal 2011 ha assunto il coordinamento delle attività istituzionali della ex Asl di Salerno a cui fanno capo le strutture del Vallo di Diano. Si era candidato anche alla direzione generale del San Carlo, ma gli è stato preferito Gianpiero Maruggi. Nella lista anche Maurizio Greco, responsabile del dipartimento economico dell’Azienda sanitaria numero 4 di Chiavari; Giuseppe Illiano, consulente di Giugliano, in Campania; il già direttore generale dell’Asl di Forlì, Claudio Mazzone, finito nell’inchiesta sul buco nelle casse dell’azienda sanitaria. Viene da Chieti, dov’è dirigente del personale al Comune, dopo essere stato dirigente amministrativo dell’ufficio Contabilità e bilancio dell’Autorità portuale di Olbia, Francesco Palumbo. Lucano, invece, Antonio Pennacchio che è stato direttore dell’Economato della ex Asl1.

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