Salta al contenuto principale

Rissa alla Camera
tra Speranza e un deputato M5S

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 24 secondi

POTENZA - Ormai è guerra aperta tra Speranza e il Movimento 5 Stelle. Ieri addirittura si è sfiorata la rissa nella sala del Parlamento. Il capogruppo dei deputati del Partito democratico stava per rilasciare delle dichiarazioni dopo le ultime vicende burrascose alla Camera dei deputati quando in sala sono arrivati alcuni parlamentari pentastellati. E’ stato il parapiglia.

In conclusione Speranza non è riuscito a parlare alle telecamere ma ha abbandonato la sala solo dopo aver avuto un durissimo faccia a faccia con il deputato grillino Andrea Di Battista. Lite che è stata ripresa dalle telecamere di alcuni quotidiani nazionali e poi pubblicata online. I due ad ogni modo sono quasi arrivati allo scontro fisico e si sono rivolti accuse reciproche. Altissimi i toni. E’ finito con un messo parlamentare che si è frapposto tra i due contendenti che hanno continuato a urlarsi accuse. Speranza in particolar modo ha rinfacciato i modi “fascisti” dei grillini parlando di attacco alla democrazia. Da parte sua Di Battista, che alla fine è riuscito nell’intento di non far parlare il capogruppo Pd, ha accusato Speraza di non voler dire la verità e di essere tra i protagonisti di leggi contro il popolo. Di Battista ha anche urlato a Speranza, «tagliati lo stipendio», mentre lo stesso ripetava ad alta voce: «Siete dei fascisti».

Ma è solo la punta dell’iceberg. Speranza, il deputato lucano, sembra diventato  ormai bersaglio preferito dei grillini. Solo di pochi giorni fa infatti, l’altro attacco violentissimo portatogli addirittura da Beppe Grillo in persone che davanti ai giornalisti internazionali lo aveva definito “strumento” in mano ai lobbisti. Si parlava di un emendamento presentato in aula sulle “pensioni d’oro”. Anche allora non si era fatta attendere la reazione del capogruppo democratico che aveva detto di essersi già rivolto ai propri legale per difendersi dalle calunnie.

Ma evidentemente la questione è ben lontana da acquietarsi. La lite di ieri dimostra che Speranza nel ruolo di capogruppo è al centro della guerra che tutto il Movimento 5 stelle sta portatno avanti in Parlamento. Non da ultimo la richiesta di impeachment nei confronti del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Ma il clima è caldissimo. Basti pensare che le porte di accesso agli uffici della presidente della Camera Laura Boldrini a Montecitorio sono ancora sbarrate da mercoledì sera. Non era mai successo nella storia della Repubblica. In tutto questo non c’è più traccia del Roberto Speranza conosciuto in Basilicata ai tempi della segreteria del Pd regionale. Quello che si vede in video è un altro politico che usa anche la sciabola e non più il fioretto.

Ma intanto la polemica infiamma. La deputata lucana del M5S, Mirella Liuzzi ieri sera ha alzato il tiro contro il deputato democratico. E pubblicamente la Liuzzi ha rivolto a Speranza delle spiegazioni si alcuni temi a partire «dall’accordo elettorale (leggi scambio ci voti) avvenuto in Basilicata in relazione alle elezioni regionali». E quindi Mirella Liuzzi ha avvertito prendendo spunto dall’alterco con Di Battista: «E questa volta la risposta ipocrita "voi votate come Berlusconi" a chi ci fa la legge elettorale insieme, non basterà».

A difesa del capogruppo Pd è intervenuto il deputato democratico Khalid Chaouki: «E' intollerabile questa deriva squadrista nei confronti del nostro capogruppo Roberto Speranza al quale è stato impedito, da una manciata di grillini facinorosi, di rilasciare una dichiarazione nella sala stampa della Camera. Sembra proprio che i deputati del M5S, sobillati da Casaleggio, abbiano come obiettivo di colpire gli organi vitali della nostra democrazia. La nostra, ricordiamolo, è una Repubblica parlamentare e loro sono lontani dall’essere rappresentanti del popolo nel momento in cui impediscono con la violenza lo svolgimento dei lavori parlamentari e occupano le sedi delle Commissioni. Non ci faremo intimidire». Da parte sua invece, Speranza in serata ha dichiarato: «E’ inaccettabile che nel luogo principe della democrazia si sia arrivati alla violenza».

s.santoro@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?