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Il futuro di De Filippo si decide domani a Roma
Renzi valuterà fiducia e possibile rimpasto

Basilicata

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POTENZA - In attesa delle decisioni romane, sono giorni di calma apparente per il Partito democratico di Basilicata. Sempre più prossimi gli appuntamenti importanti del congresso regionale che si celebrerà il prossimo 30 marzo e le elezioni di primavera con in testa le europee e la scelta del nuovo sindaco di Potenza. Ma fino a domani sera tutto resta in stand by. Almeno per quanto riguarda la Basilicata.

Si aspetta l’evoluzione del Pd nazionale che appunto domani si riunirà in Direzione a Roma. Il tema sul tavolo è particolarmente delicato e interessa da vicino anche gli interessi lucani. In pratica i democratici guidati da Matteo Renzi decideranno se staccare la spina o meno al governo di Enrico Letta. Non è scontato ma appare probabile che il Pd voti per garantire a Letta un altro anno di fiducia alla guida del governo italiano.

Sarà la prima riunione dei big del Pd dopo le dimissioni di Gianni Cuperlo da presidente nazionale del Partito democratico. La tensione interna è comunque altissima.

Per quanto riguarda le dinamiche lucane tutto è legato alla durata del governo Letta. Se il Pd deciderà di sostenere il premier almeno fino alla fine del 2014 lo stesso presidente del Consiglio incasserà in pratica il sì al rimpasto della sua squadra di governo. E quindi si dovrebbero aprire le porte a Roma per l’attuale segretario regionale democratico, Vito De Filippo che da mesi è in corsa per una nomina da sottosegretario di Stato.

Ma non è il solo. Aspira a una postazione di governo anche un altro lucano e cioè il deputato Salvatore Margiotta che non ha mai fatto mistero di spingere per un riequilibrio di postazioni tra l’area Cuperlo (oggi rappresentata nelle postazioni apicali a Roma già dal viceministro all’Interno Filippo Bubbico e dal capogruppo alla Camera Roberto Speranza) e quella renziana di cui Margiotta fa parte dalle scorse primarie di dicembre che hanno appunto visto la vittoria a segretario nazionale del sindaco di Firenze.

Difficile che dall’eventuale rimpasto escano due nuove nomine per i lucani. De Filippo comunque è in pole. Ovviamente il tema è legato a tutto il castello democratico lucano. I termini per le candidature alla segreteria regionale si chiuderanno il 28 febbraio alle 20. Mancano 4 settimane. Tutto è fermo in attesa di capire se per De Filippo si apriranno le porte del governo nazionale. Così fosse la partita per la leadership lucana dovrebbe essere una questione interna ai renziani che pure si divisono in 4 tronconi. Non dovessero invece, realizzarsi le condizioni per la nomina di De Filippo a sottosegretario allora l’ipotesi di una riconferma a coordinatore dell’ex presidente della Regione sarebbe una strada tutt’altro che azzardata.

Per questo il clima di attesa. Ovviamente le “trame” continuano a essere tessute. In linea di massima, in un caso o nell’altro, si tenterà di evitare lo scontro congressuale. Fino alla fine (e cioè al 28 febbraio) le diplomazie saranno in gioco per una soluzione unitaria. La auspica il governatore lucano Marcello Pittella e non la disdegnano nemmeno i cuperliani (almeno ufficialmente). Ma all’interno dei renziani sarà sfida fino alla fine con Luca Braia e lo stesso Salvatore margiotta che potrebbero avere le stesse ambizioni. Almeno sulla carta. Senza contare che anche i renziani della prima ora potrebbero dire la propria. Ragionamenti che comunque cercano incastri anche con i congressi provinciali posticipati di alcuni mesi e soprattutto con la candidatura a sindaco di Potenza.

In tutto questo però, si registrano (dalle indiscrezioni) alcuni movimenti sotterranei. In particolare pare che i cuperliani con in testa il deputato Vincenzo Folino guardino con estrema attenzione alle prime mosse di Marcello Pittella da governatore. Insomma c’è fuoco sotto la cenere.

s.santoro@luedi.it

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