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«Con le riserve di petrolio c’è la garanzia del nostro futuro. Ecco cosa fare subito»

Basilicata

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Penso che le intelligenti domande poste da Chicco Testa sulle pagine del Quotidiano della Basilicata possano produrre due importanti effetti: riavviare in termini operativi la questione energetica nella nostra regione e far ripartire senza perdere tempo il processo attuativo del Memorandum. Testa propone le stesse domande che ci siamo posti in questi anni 
e alle quali la risposta che la gente di Basilicata attende è data dalla capacità di Governo nazionale e di Governo regionale di dare immediata concretezza al Memorandum 2011.
Si tratta ora di dare una forte accelerazione al processo attuativo del Memorandum, con una marcia veloce, a tappe forzate e imposte, ad un programma istituzionale che consenta di legare normativamente i processi di estrazione con il ritorno di investimento finanziario, sociale, economico, ambientale che i nostri territori e tutti i cittadini attendono da anni.
La Basilicata è il più importante giacimento petrolifero dell’Europa continentale.
Di fronte ai nostri figli, noi non possiamo dimenticarlo.
L’obiettivo primo del Memorandum è quello di definire un programma di governance complessiva dell’intera sfida energetica lucana: in altri termini, il Memorandum del 2011 è un atto governativo di impegno e di intesa a  formalizzare un accordo istituzionale operativo, a finanza addizionale,  alimentata dalla tassazione sui proventi che le Compagnie petrolifere ritraggono dalle attività estrattive.
I risultati attesi, ormai notissimi a distanza di quasi tre anni dalla firma del Memorandum, sono:
a) costruire un Cluster innovativo dell’Energia, su scala internazionale, ad alta protezione ambientale, senza rischi per la salute umana, senza incidenti, con forte ricaduta occupazionale, in grado di attrarre nuovi investimenti e di impedire la chiusura di chi già insiste sul nostro territorio;
b) trasformare la Basilicata in un campo di sperimentazione della migliore tecnologia del mondo, dove i giovani lucani possano esprimere le loro potenzialità studiando e acquisendo la formazione giusta  per diventare professionisti e  tecnici in grado di lavorare sia con le grandi compagnie sia nell’indotto energetico;
c) aumentare lo stock regionale di infrastrutture intelligenti e ecosostenibili.
d) Le risorse finanziarie che dovranno essere reinvestite per il nostro territorio, per i nostri giovani, per un programma di ricerca, sviluppo e di welfare in linea con il nuovo programma comunitario Horizon 2020 dovranno essere reperite dalla valorizzazione di giacimenti lucani.
In base agli studi recenti, le riserve certe di petrolio della Basilicata per i due giacimenti già sviluppati o in fase di sviluppo di Val D’Agri (gestito da Eni) e di Tempa Rossa (gestito da Total) potrebbero garantire un incremento di produzione di circa 100.000 barili al giorno pari al 7 per cento del consumo totale di petrolio in Italia.
Con gli attuali prezzi di mercato ed ai costi di sviluppo e di gestione stimati,  la realizzazione di entrambi i progetti potrebbe garantire un incremento di gettito fiscale totale pari a circa 15 miliardi di euro in ventotto anni. Ora è indispensabile uno sforzo comune.
Come parlamentare sono pronto ad insistere presso il Ministero dello Sviluppo per far riprendere immediatamente i lavori del tavolo del Memorandum istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico su mia espressa volontà da Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Università e della Ricerca, per  continuare in questa grande sfida  che abbiamo da anni intrapreso in nome dello sviluppo della nostra amata Basilicata.
Sono peraltro sicuro che il neo presidente della Regione Marcello Pittella sarà in prima linea insieme alla deputazione parlamentare lucana per la ripresa e il successo di tale fondamentale iniziativa istituzionale e politica.
Al primo punto all’ordine del giorno, mi permetto di suggerire l’immediata revisione del decreto interministeriale dell’art. 16, per individuare le maggiori entrate e aumentare significativamente la quota di gettito fiscale gravante sulle Compagnie per alimentare il Fondo di Sviluppo della Basilicata.
Contemporaneamente, la Basilicata aspetta l’attuazione urgente del Memorandum con la firma di un Accordo di programma tra Stato e Regione che indichi con chiarezza i risultati attesi, le azioni e le risorse finanziarie per realizzare il programma di sviluppo su cui ci giochiamo il presente dei nostri giovani e il futuro dei nostri figli. Il nostro è un territorio strategico, antico crocevia di strade e di flussi, dove 600 mila abitanti  vivono su un territorio ricco di parchi nazionali magnifici e unici (Pollino e Val d’Agri), con una costa splendida e dove centri di ricerca di interesse internazionale operanti (come l’Asi di Matera fornisce know how alla Nasa, come l’Ingv, come l’Enea, come il Cnr) possono far sorgere una “Green Valley”, dove ospitare turisti e studiosi da tutto il mondo,  a condizione che gli investimenti siano fatti secondo una nuova logica di concentrazione della spesa utile e qualificata. Questa è la partita decisiva per lo sviluppo della nostra Basilicata. Non abbiamo più tempo da perdere.

 

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