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Fermo al Pit Stop

Basilicata

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NON È UNA BUONA notizia il no di Nino Falotico all'incarico affidatogli da Pittella di commissario dei consorzi industriali. La prima condiserazione è ovvia: potevano rifletterci un attimo meglio tutti, prima dell'annuncio, aspettando che il sindacalista meditasse. Vogliamo credere che siano autentici gli scrupoli di valore che il fratello di Roberto si sia posto rispetto ai lavoratori che sono senza stipendio (ma bisognerebbe chiedersi anche come è si è creato lo stallo e che tipi di servizi sono stati realmente prodotti. Chiunque arriverà dopo di lui avrà lo stesso problema). Si potrebbe obiettare: lo nominiamo e non va bene. Non accetta e non va bene lo stesso. C'è, in realtà, una considerazione politica che va fatta.

Le perplessità espresse all'atto della nomina – da tutti vista come una compensazione dell'aiuto elettorale – potevano persino essere legittimate in un visione decisionistica protesa a un progetto di spoils system, concetto, come scrivevo, moralmente neutro.

 In altre parole Pittella dava l'impressione di piazzare tutti uomini di stretta fiducia per un obiettivo finale. Ma il no di Falotico fa crollare l'assunto. Esso dimostra, al di là delle motivazioni interiori, scarsa adesione a un progetto, anche insufficienza, probabilmente, del tipo di riconoscenza.

Il no ai consorzi è un no a Pittella. Ribba, molto più estremo di me, ne faceva nell'articolo di ieri, anche un problema di qualità di nomi tra le truppe di stretta osservanza pittelliana che dovrebbero fare la rivoluzione insieme a lui.

 Aspettiamo di conoscere, a stretto giro, il successore. Anche perchè è arrivata, fresca fresca, una buona notizia: i parlamentari lucani, Vincenzo Folino e Cosimo Latronico, sono riusciti a recuperare le somme per lo schema idrico Basento Bradano che erano state dirottate su Expo 2015. Ma c'è un limite di tempo: sei mesi per procedere al progetto.

Cioè bisogna fare subito quello che non si è fatto da tempo immemorabile. Chi se ne occupa? Da oggi? 

l.serino@luedi.it

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