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Partiti lucani in fibrillazione
RI e la nota inviata, stoppata e poi "liberata"

Basilicata

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POTENZA - Sono settimane complicate e dinamiche per la politica lucana. La legislatura regionale è ancora all’inizio; non si sono ancora spenti i clamori elettorali con tutti i nuovi equilibri che hanno determinato e la nuova amministrazione ancora non è partita appieno. L’agenda regionale in pratica è ancora tutta assorbita dalle scelte e dalle prime mosse del governatore Marcello Pittella mentre il consiglio praticamente è fermo alle nomine dell’Ufficio di presidenza, delle Commissioni e dei gruppi. In questo quadro stanno piombando due appuntamenti delicatissimi. Il congresso regionale del Partito democratico che a tre settimane dalla chiusura delle candidature ancora è “blindato”. Si aspetta la Direzione nazionale che si svolgerà domani (si decide sul futuro del governo Letta e quindi di eventuali rimpasti che potrebbero interessare De Filippo sempre in odore di nomina da sottosegretario). Solo dopo partirà la vera sfida a chi guiderà il Pd di Basilicata. La corsa congressuale si annuncia tesa.

E poi, ma non ultimo per importanza, c’è l’appuntamento con le prosime elezioni amministrative di primavera dove si eleggeranno 55 nuovi sindaci. Compreso il primo cittadino del capoluogo di Regione. Il voto a Potenza ha sempre rappresentato un momento fondamentale per alleanze e per gli equilibri di tutta la politica lucana. In tutto questo si svolgeranno anche le elezioni europee con Gianni Pittella probabile primo protagonista non solo per la Basilicata.

In un tale scenario i partiti sono già al lavoro e gli strateghi sono in prima linea da settimane. In particolare sono in fibrillazioni i nuovi soggetti politici che vanno di corsa per non arrivare impreparati agli appuntamenti elettorali di primavera. E in questa logica ieri si è registrato un caso abbastanza particolare che ha visto protagonista Realtà Italia. Il partito che alle scorse elezioni regionali ha eletto un consigliere regionale: Paolo Galante da sempre amico dell’ex assessore regionale Roberto Falotico. In pratica prima è stata diffusa una nota in cui si chiedevano le primarie del centrosinistra per la scelta dei candidati sindaci a partire da Potenza città. Poi è arrivata la richiesta di non tener conto della nota e ancora dopo un’ora è arrivata l’ennesima richiesta di pubblicazione. Un caso più unico che raro. Tanto più che in definitiva la nota non contiene “notizie” bomba. A meno che... a meno che la vicenda non la si “incastri” con altre ben più delicate questioni. Ieri nelle stesse ore c’è stato il no di Nino Falotico ai Consorzi di bonifica. Nino è il fratello di Roberto che probabilmente sarà candidato proprio alle primarie del centrosinistra e che dovrebbe essere in tal caso l’alfiere di Realtà Italia. Comunque la si legga è chiaro che qualcosa bolle in pentola.

Come nel nuovo soggetto politico di Tito Di Maggio e Aurelio Pace (Partito popolare italiano per l’Europa) che pure dopo aver eletto un consigliere regionale si proietta verso le amministrative prossime. Di Maggio e Pace rimangono per il momento agli ideali e nell’incontro introduttivo e di presentazione che si è svolto lunedì scorso hanno chiarito di guardare a un nuovo centro destra ma ispirandosi ai principi di  Don Luigi Sturzo.

sal.san.

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