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"O si vince insieme o perde la Basilicata"
Pittella: responsabilità e coraggio

Basilicata

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POTENZA - «O vinciamo tutti insieme dicendo più no che sì e quindi inseguendo meno il consenso, oppure la Basilicata non ce la fa». Ha chiuso così Marcello Pittella il lunghissimo capitolo dedicato dal Consiglio regionale alla relazione programmatica. Una discussione infinita che è cominciata la scorsa settimana e che si è conclusa solo ieri sera sera sul tardi al terzo atto.

Ha chiuso come consuetudine lo stesso presidente della giunta che una settimana fa si era impegnato in tre ore per spiegare i punti cardine su cui punta per il rilancio della Basilicata. Pittella ha quindi dato atto ai consiglieri intervenuti («seppur con qualche caduta di stile») di aver dato vita a un dibattito proficuo: «Gli interventi sono stati di valore e con la giunta recupereremo stimoli e proposte, riconoscendo la centralità del consiglio regionale. La rivoluzione che auspico deve essere vinta sul piano della chiarezza e scommettendo su pochi punti di programma che possono generare anche meno consenso, ma sicuramente più proiezione futura».

Pittella ha assicurato quindi i consiglieri eletti che «il programma di Legislatura sarà ampliato dagli stimoli e dai suggerimenti venuti dal dibattito. Serve più democrazia partecipata e meno battaglie politiche personalizzate. Questo meccanismo molte volte ha impaludato la politica. E’ giunto il momento di metterlo da parte, per lavorare tutti al recupero di una visione centrale del meridione nel panorama nazionale». Per concludere nella relazione di Pittella anche Potenza città è stata rilanciata con il tema delle “cittadella universitaria”.

Per quanto riguarda invece gli interventi il primo a prendere la parola è stato  Giannino Romaniello (Sel) secondo cui «si è ripetuto un rito, quello del dibattito consiliare». «Se rivoluzione democratica doveva essere - ha aggiunto Romaniello -  doveva partire proprio dalla eliminazione di questo rito. Il presidente avrebbe stupito i lucani, viceversa, se fosse venuto qui illustrando le dieci proposte e, quindi, le dieci possibilità di risoluzione dei problemi per dare una vera svolta (...)».

E’ stata quindi la volta di Gianni Leggieri (M5s): «La relazione programmatica non traccia la rotta che si intende percorrere, non indica gli obiettivi che si vogliono raggiungere e, soprattutto, non propone le soluzioni ai gravi problemi del territorio. Le ricette proposte sono quelle già sentite che hanno dimostrato di non risolvere alcun problema, ma anzi di aggravare la situazione fino a costringere 20.000 lucani, negli ultimi dieci anni, a trovare condizioni accettabili di vita fuori regione».

E’ intervenuto quindi Achille Spada (Pd): «L’efficacia e l’efficienza delle azioni da intraprendere per accompagnare l’economia lucana fuori dalla crisi e rimetterla sul nuovo sentiero di sviluppo dipendono dalla capacità dei vari attori locali di relazionarsi tra loro, sperimentando strumenti e iniziative a forte valenza territoriale che attivino e sostengano la fiducia e riducano l’isolamento». E ancora è intervenuto Vincenzo Robortella (Pd): «A seguito della grande crisi che ha coinvolto l’Europa, l’Italia è stata investita da una straordinaria problematicità economica, finanziaria e sociale e la Basilicata, che da tempo trascina dietro di sé fragilità radicate nel proprio tessuto produttivo, criticità strutturali storiche e forse mai compiutamente fronteggiate, vive quasi sospesa tra elementi di fragilità e fattori di forza, tra persistenti arretratezze e potenzialità silenti».

Per il socialista Francesco Pietrantuono (Psi), «nelle linee programmatiche si trova la tensione a cambiare in specie verso due grandi questioni che minano la coesione sociale e territoriale della nostra regione. Da un lato la disoccupazione e le difficoltà economiche, e dall'altro il grave dissesto idrogeologico. Abbiamo un gap di infrastrutture notevoli -in specie ferroviarie e autostradali. Le chiavi sono l'energia e l'automotive».

Critico Francesco Mollica Udc che definendo la relazione programmatica «un libro dei sogni» spiega: «L’analisi fatta dal presidente Pittella ci consegna un quadro drammatico della Basilicata nei settori economico e sociale».

Per Michele Napoli (Fi) «non c'è più tempo da perdere. La responsabilità politica non può cancellarsi. Con la stessa dovremmo convivere e dovremo assumere un comportamento ed un agire politico che stia lì a testimoniarne la consapevolezza. E la testimonianza dovrà consistere nella pratica della verità, del parlare chiaro, del dire le cose come stanno». Ha concluso Roberto Cifarelli (Pd): «Dobbiamo proporre un nuovo modello del fare che sia compreso e misurabile dai cittadini. Molto dipenderà dall’esempio che riusciremo a dare, ma anche da una nuova organizzazione della macchina amministrativa. E’ il tempo di dare un adeguato valore al merito, alla competenza, all’esperienza. Un’azione veramente riformatrice passa anche da questa strada».

sal.san.

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