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La maledizione dei Consorzi
Dopo Falotico, anche Tripaldi dice no

Basilicata

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POTENZA - Inutile girarci intorno. Quella dei Consorzi di bonifica è una vera e propria maledizione. La Giunta che si è riunita giovedì scorso, oltre che i direttori generali dei dipartimenti, avrebbe dovuto nominare anche il nuovo commissario unico. Ma la riunione si è chiusa con l’ennesima fumata nera. Eppure il nome da proporre c’era. Ed era quello dell’ex direttore generale della Sanità, già sindaco di Avigliano, Domenico Tripaldi. Che però avrebbe detto no. Il secondo rifiuto, dopo quello già formalizzato dal segretario regionale della Cisl, Nino Falotico.

Nel frattempo le cose nei tre enti di bonifica continuano ad andare molto male. I dipendenti del Consorzio della Val d’Agri proprio ieri hanno annunciato che martedì saranno in presidio a Potenza, sotto il palazzo di viale Verrastro. Dopo aver accumulato ben sei mesi di ritardo nel pagamento degli stipendi. La situazione è  critica. Di mezzo non ci sono solo le mensilità arretrate, ma il rischio della paralisi dei servizi, e soprattutto la predita di progetti per la realizzazione di opere importanti. La Regione annaspa nella ricerca del volto giusto da dare a chi dovrà compiere “il miracolo”. Perché proprio di questo si tratta: mettere mano alla complessa organizzazione degli enti di bonifica è cosa complicatissima. Sarà anche per questo che il presidente Pittella ha dovuto incassare già due rifiuti. Risale solo a qualche mesa fa l’altra defezione. Quella del commissario del Consorzio Vulture Alto Bradano che era stata nominata più di un anno fa dall’ex presidente De Filippo. Ovvero, l’allora dirigente del dipartimento agricoltura, Carmen Santoro. Dopo un anno trascorso nell’ente che ha sede a Gaudiano di Lavello, lo scorso dicembre ha lasciato l’incarico. Quasi da un giorno all’altro. La notizia della sua promozione è fresca. Dall’Agricoltura, Santoro è arrivata all’Ambiente, con la sua nomina del governatore Pittella nella rosa dei sei nuovi direttori generali. Una “promozione” che ha provocato pure qualche polemica. Con alcuni rappresentanti sindacali aziendali che l’hanno conosciuta in qualità di commissario e che ra chiedono conto al governatore di questo passaggio di grado,     «dopo aver lasciato alla deriva un ente che in un anno non e' stata capace di rimettere in sesto». Le ragioni per le quali Carmen Santoro abbia deciso di rassegnare le proprie dimissioni non sono note. Al suo arrivo nel Consorzio del Vulture, aveva redatto un’ampia relazione  sulla disastrosa situazione finanziaria. Era riuscita a liquidare qualche mensilità arretrata ai dipendenti e a dicembre del 2013 ha fatto approvare i bilanci preventivi 2012, 2013. Ma non quello consuntivo a esempio.  Nell’ente - quello che, per intenderci, dovrebbe eseguire i lavori per il completamento del Marascione, per cui si è rischiato di perdere il finanziamento di 69 milioni di euro - rimane in una situazione, che seppure migliore rispetto all’omologo della Val d’Agri, è comunque di estrema difficoltà. Ed è difficile che la situazione possa cambiare in assenza di una radicale riorganizzazione del sistema. Ma nel frattempo le dimissioni anticipate del commissario Santoro hanno fornito a qualcuno lo spunto per una critica alla scelta di Pittella di nominarla a capo di un delicatissimo dipartimento, qual è quello dell’Ambiente. Ma finita la lunga attesa per i direttori generali, ora l’attenzione è tutta rivolta al nome che la Giunta dovrà tirare fuori a cui affidare il difficile incarico di commissario unico dei tre Consorzi.

marlab

m.labanca@luedi.it

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