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Nomine nazionali
D’Andrea capo segreteria di Franceschini

Basilicata

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POTENZA . Si allungano i termini per la chiusura dei giochi per il governo nazionale. E’ stato rinviato il consiglio dei ministri che doveva svolgersi ieri nel tardo pomeriggio, Matteo Renzi quindi allunga di almeno altre 24 ore le trattative per le nomine dei viceministri e sottosegretari. In ballo sempre gli stessi nomi: De Filippo, Di Maggio e Bubbico. Intanto però un lucano ha già ottenuto un posto di primo piano nelle stanze governative a Roma. Si tratta di Giampaolo D’Andrea. Già sottosegretario con Prodi e poi con Monti, D’andrea sarà nominato ufficialmente nelle prossime ore Capo di Gabinetto del ministero alle Attività culturali e del Turismo.

Dicastero che è guidato dal neo ministro Dario Franceschini. Ex segretario della Margherità che che già nella scorsa esperienza del governo Letta con lo stesso  Franceschini ministro ai Rapporti con il Parlamento si era “portato”   D'andrea al ministero in qualità di consigliere per il coordinamento delle Attività di Governo, in qualità di esperto con "indennità di diretta collaborazione.

D’Andrea al ministero  dei beni culturali e del Turismo andrà a sostituire il consigliere di stato Marco Lipari. Non è una nomina di secondo piano. La carica di Capo di Gabinetto è quella più importante dal punto di vista tecninco amministrativo.

Insomma dopo lo “schiaffo” ricevuto nella scorsa estate quando D’Andrea pareva essere il perfetto candidato alla presidenza della Regione per il dopo De Filippo prima di essere schiacciatto dalle sfide intestine per l’ex sottosegretario ex Dc è il tempo delle rivincite. Ovviamente per quanto riguarda le “appartenenze” politiche lucane, Franceschini vuol dire Salvatore Margiotta. La nomina di D’Andrea sicuramente è stata favorita dal deputato lucano.

Per una carica ottenuta per i “colori” lucani, ora c’è ancora da attendere per tutto quello che riguarda le postazioni di governo che Matteo Renzi (in queste ore il renziano fedelissimo Luca Lotti sta facendo riunioni ad oltranza) non dovrebbe sciogliere prima di domani a questo punto. Ma i  numeri sono più chiari: il premier non vorrebbe comporre, tra viceministi e sottosegretari una squadra con più di 45 - 46 persone. Resta complicato il puzzle che deve trovare un equilibrio tra le direttrici uomini - donne, Nord - Sud.

Ed è proprio la “quota Mezzogiorno” che potrebbe favorire in maniera decisa l’ex governatore lucano Vito De Filippo a un ruolo di sottosegretario. Renzi infatti ha composto una squadra di ministri penalizzante per il Sud. Un ex presidente di Regione di una regionale meridionale potrebbe essere l’uomo giusto al momento giusto. Questo elemento più che l’appartenza alla corrente lettiana dovrebbe essere la chiave di svolta per l’ingresso (oramai atteso da mesi) di Vito De Filippo nelo governo nazionale.

E restano altissime anche le quotazioni del sanatore Tito Di Maggio per i Popolari per l’Italia. Il movimento fondato dall’ex ministro Mauro ha perso nel cambio di governo tra Letta e Renzi il dicastero. Per compensazione dovrebbero essere almeno tre i sottosegretariati concessi ai Popolari per l’Italia: tra loro pare blindata la posizione del senatore lucano che alle scorse regionali ha sfidato anche Marcello Pittella per la presidenza della Regione Basilicata alla guida della coalizione di centro destra.

E sempre da Roma invece, sembrano in forte calo le quotazioni del viceministro uscente all’Interno Filippo Bubbico. L’area Cuperlo - Bersani con in testa il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza sta continuansdo  il pressing. Ma le agenzie nazionali non menzionano più Bubbico tra i favoriti.

In tutto questo è immaginabile come la questione congresso regionale del Pd (i termini per le candidature scadono domani) sia diventata secondaria: a breve dovrebbe arrivare dal Partito democratico nazionale l’ennesimo rinvio.

s.santoro@luedi.it

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