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Grillo se la prende con gli indagati Pd
"Via anche De Filippo e Bubbico"

Basilicata

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POTENZA - Dopo il senatore Antonio Gentile via anche i 4 membri del Governo del Pd che hanno un conto aperto con la giustizia, 2 dei quali sono i lucani Filippo Bubbico e Vito De Filippo. E’ quello che ha chiesto ieri Beppe Grillo dalle pagine del suo blog, e ha raccolto subito dopo il capogruppo dei 5 Stelle in Senato Maurizio Santangelo annunciando «mozioni volte alla rimozione degli “indegni” dagli incarichi governativi».

Ma che quella di ieri sarebbe stata una giornata “campale” per i due ex governatori lo si era capito dalle prime pagine dei principali giornali nazionali, dove il caso del sottosegretario dimissionario dopo lo scandalo delle pressioni sull’Ora della Calabria ha trovato ampio spazio. «Ma la Barracciu e gli altri?» Si domandava il Fatto Quotidiano, con editoriale di sostegno di Travaglio. «Adesso tocca a Barracciu & c», gli faceva eco Libero. Mentre Repubblica ha dedicato a “gli altri casi” una colonnina a pagina 3 all’interno del pezzo di retroscena sul passo indietro del senatore Ncd, con foto di De Filippo, Barracciu e Bubbico, e due righe di spiegazione delle accuse.

Infine è arrivato l’affondo del comico genovese che parafrasando Battisti ha intitolato il suo post del giorno: «Quattro indagati per me posson bastare». Seguito dall’hashtag «#fuorigliindagatipd».

«Alfano ha dato l’esempio, Gentile ha ritirato la sua candidatura a sottosegretario». Così Grillo sotto un’immagine dei bersagli della sua invettiva. «Questo atto dovuto fa onore all’Ncd, ora il pdexmenoelle di Renzie non può che seguirne l’esempio. Fare una figura mondiale. Il materiale umano a disposizione è quadruplo per un Gentile, Renzie può mettere in campo quattro fuoriclasse che, come sempre, a sinistra abbondano: - Francesca Barracciu, accusata di peculato nell’inchiesta sui rimborsi spese ai consiglieri regionali in Sardegna - Umberto Del Basso de Caro, indagato per i rimborsi del consiglio regionale in Campania - Vito De Filippo, indagato nell'ambito della “Rimborsopoli” lucana - Filippo Bubbico, indagato per abuso d’ufficio»

Poi di nuovo il ritornello sui «quattro indagati» che gli possono bastare e la provocazione: «Penati ministro della Giustizia!»

A breve c’è dunque da aspettarsi che qualcuno presenti delle mozioni di sfiducia individuali per i «fuoriclasse» messi all’indice da Grillo. Ma nel frattempo non è escluso che per qualcuno di loro si definisca la situazione per cui devono difendersi in Tribunale.

In primis De Filippo, che lunedì potrebbe già sapere cosa deciderà il gup Rosa Larocca della richiesta di rinvio a giudizio avanzata nei suoi confronti nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione delle spese di segreteria e rappresentanza dei consiglieri regionali lucani.

L’attuale sottosegretario alla salute è accusato di peculato per essersi “intascato” poco meno di 2mila euro di francobolli. Infatti i gestori della rivendita indicata sulle fatture rendicontate all’ufficio economato del parlamentino lucano ne avrebbero disconosciuto la paternità, salvo ritrattare in un secondo momento e finire a loro volta tra gli indagati per false informazioni al pm assieme al collaboratore dell’ex presidente della giunta incaricato di gestire la sua corrispondenza.

«La vicenda è nota e si commenta da sola. Com’è noto il modo di agire e di comunicare di Beppe Grillo». E’ il commento affidato da De Filippo a chi gli è più vicino sull’attacco subito a pochi giorni dal suo insediamento.

Quanto a Bubbico c’è da stare sicuri che attenderà paziente mercoledì quando è prevista l’ultima udienza del processo in cui risponde di abuso d’ufficio assieme agli altri membri dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale da lui guidato, tra il 2005 e il 2006, per aver affidato all’esterno una consulenza sulla riorganizzazione degli uffici del parlamentino lucano, a scapito «delle professionalità già presenti».

L’ultima volta che il collegio del Tribunale di Potenza aveva fatto l’appello degli imputati per questa vicenda era stato lo stesso presidente a far rilevare l’avvenuta prescrizione del reato, salvo raccogliere l’intenzione di rinunciarvi da parte di due di loro, l’ex consigliere del Pdci Giacomo Nardiello e l’ex senatore di Fli Egidio Digilio.

Di diverso avviso Bubbico, almeno fino ad oggi, che per questo di qui a una settimana, grazie a una sentenza di «non luogo a procedere», potrebbe ritrovarsi libero anche dall’ultima delle questioni giudiziarie in cui è stato coinvolto in questi anni, e da cui è uscito sempre indenne. Come d’altronde anche De Filippo. Da Toghe lucane al caso del manager “defenestrato” dalla Asl di Venosa.

Qualcuno sui giornali di ieri ha rievocato anche quest’ultimo caso, che in realtà si è chiuso con un’assoluzione già nel 2009.

l.amato@luedi.it

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