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Dalla festa alla gaffe
I forzisti lucani imbarazzano Berlusconi

Basilicata

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POTENZA - «Eravamo entusiasti di essere lì con Berlusconi. Io volevo solo postare una foto per condividerla con gli amici».

Si dice «addolorato» Nicola Becce per il clamore suscitato dal video dell’incontro col cavaliere della delegazione lucana di Forza Italia, in cui torna a prendersela con i magistrati, questa volta quelli del Tribunale di sorveglianza di Milano, apostrofandoli come «mafiosi».

A fare un brutto scherzo al consigliere comunale sembra proprio che sia stata l’emozione di trovarsi per una volta faccia a faccia con il suo «maestro». Se si scorre il diario della giornata trascorsa nella capitale sulla sua pagina di facebook non si fa fatica a credergli.

«Indimenticabile», tutto in maiuscolo, è il commento all’ultimo “selfie” con l’ex premier e Vito Di Lascio, dirigente regionale di Forza Italia e compagno di viaggio, assieme all’ex deputato e consigliere regionale Nicola Pagliuca.  

Becce è in già corsa per la rielezione nel consiglio comunale del capoluogo, tant’è che sui muri della città campeggiano manifesti con la sua immagine e lo slogan: «Disincantato dalla politica ma innamorato di Potenza».

Un sentimentale, insomma, tradito proprio dall’eccitazione del momento.

«Sto scrivendo una lettere di scuse al presidente». Spiega al Quotidiano dopo la telefonata mattutina del coordinatore di Forza Italia Basilicata Cosimo Latronico che gli ha suggerito di far sparire il video dal suo profilo. Peccato che i giornalisti del Fatto Quotidiano sono stati rapidi a salvarne una copia e da ieri l’incontro con le accuse ai magistrati e le barzellette è tuttora visibile sul loro sito.

«Non era mia intenzione tutto questo. Eravamo in tanti lì a riprendere e scattare fotografie col telefonino e io pensavo di postare soltanto una foto. Era una fatto goliardico».

Dal tono si capisce che la “strigliata” è stata decisa.

«Sono stato ingenuo». Ammette sconfortato il cogliere Becce.

«Sono insulti che abbiamo già sentito e che respingiamo». E’ stato il commento in serata di Rodolfo Sabelli, presidente dell’Associazione nazionale magistrati. «Non intendiamo raccogliere provocazioni ed entrare in polemica. Possiamo rispondere solo con la nostra serietà e la nostra professionalità come si addice a chi esercita la funzione giudiziaria».     

l.amato@luedi.it

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