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"I contestatori? Erano una minoranza
Sul petrolio dobbiamo decidere insieme"

Basilicata

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POTENZA - «E’ innegabile che negli anni passati si sia venuto a creare malcontento per le criticità che hanno accompagnato la gestione della risorsa petrolio. Ma siamo anche consapevoli del fatto che tali criticità potranno essere superate solo attraverso il confronto e una politica più coraggiosa e determinata nelle scelte per la Basilicata». Risponde così il presidente Pittella alle contestazioni che lunedì scorso lo hanno costretto ad abbandonare, insieme agli assessori Liberali e Berlinguer, l’incontro sul nuovo pozzo Eni “Pergola 1”.

Ma la conferenza stampa convocata nella sala Verrastro della Giunta regionale, ieri mattina, non è servita solo a replicare ai fatti del giorno prima, ma anche a delineare l’approccio del presidente rispetto a un nodo cruciale per lo sviluppo lucano, qual è quello del petrolio. Ammette gli errori del passato, ribadisce la necessità del dialogo costante con le comunità  e le istituzioni locali (lasciando intendere un deficit di comunicazione che fino a questo momento non avrebbe giovato alla causa) e annuncia un cambio di passo, appellandosi alla responsabilità della politica. Ma, soprattutto, ribadisce il principale punto di partenza: «A mio avviso la Basilicata non può rinunciare al petrolio. Sarebbe un suicidio. Dobbiamo però capire insieme come trarne i maggiori benefici possibili, senza fare nessuno sconto a Eni».

In premessa, però, la risposta ai contestatori.

La replica

Il governatore spiega: «Sono realmente rammaricato per come si sia chiuso l’incontro a Marsico. Eravamo lì per confrontraci con tutti. Anche e soprattutto con chi la pensa in maniera differente rispetto a noi. Ma tutto questo ci è stato impedito. Si è capito da subito che si era venuto a creare un clima che non avrebbe consentito l’approfondimento che ci eravamo riproposti di fare». Pittella precisa pure: «Da quello che ho potuto vedere con i miei occhi, si è trattato comunque di una minoranza rispetto ai presenti che avrebbero voluto ascoltare quello che avevamo da dire. Ma i toni sono stati molto forti. E io, per mia cultura, non accetto un confronto di questo tipo. Quello che è accaduto non mi piace affatto. Non si può andare avanti così. Soprattutto nel rispetto della maggioranza di chi invece aveva voglia di ascoltare. Ho avuto la netta sensazione che gli oppositori in questione fossero quelli del “no” a prescindere. Ci sono delle condizioni che attengono alla condotta etica che non possono venire a mancare». Poi aggiunge: «Non ci sto a far passare la Basilicata per la terra dei fuochi. perché una cosa è perseguire il dolo e e le problematicità, differente è dipingere un quadro che non corrisponde alla realtà. Soprattutto qui, dove la qualità ambientale deve essere volano di sviluppo.

Gli errori del passato

Che ci siano stati degli errori “è innegabile”. Pittella lo dice con chiarezza. «Se i cittadini percepiscono un territorio che non porta i segni delle ingenti risorse affluite in questi anni a titolo di compensazione, qualche problema evidentemente deve esserci stato». Così come, il presidente ammette, per gli anni passati, «una difficoltà di comunicazione sulla spesa» e un utilizzo delle risorse «no sempre virtuosissimo». Ma il governatore inviata pure a considerare che gli accordi tra Regioni ed Eni risalgono alla fine degli anni ‘90. «E quando si è alla prima volta - aggiunge - commettere alcuni errori è naturale  e comprensibile”. “Certo - continua - si potrebbe obiettare che dal ‘98 ad oggi sono passati un bel pò di anni. Ed ecco perché ora deve essere questa la partita».

Più fermezza della politica

«Mi preoccupo quando Renzi annuncia la Riforma del Titolo 5, che vuol dire soprattutto un diverso approccio in fatto di energia, con ovvie conseguenze per la Basilicata. Ma questo fa il palio con l’incapacità di governare, a livello regionale, un processo complesso come questo. Ora al presidente si chiede di fare una battaglia per cambiare il decreto attuativo del memorandum o  per il fondo che finanzia il bonus benzina. Ma - continua - non possiamo nasconderci che gran parte delle previsioni dell’accordo del ‘98 sono rimasti insoddisfatte  a causa di un cortocircuito popolazioni-cittadini-sindaci-Regione. Ecco perché per rivendicare a Roma le legittime ragioni dei lucani abbiamo bisogno di più politica, di maggiore fermezza e determinazione».

Senza petrolio sarebbe un suicidio

Per il governatore, in questo momento, immaginare una Basilicata senza petrolio sarebbe un errore, oltre che impossibile. Convinto che i lucani abbiano per le mani una grande ricchezza da cui poter trarre importanti occasioni di sviluppo. «Dobbiamo, quindi, aprirci al confronto per capire come sfruttare al meglio questa occasione. Sono sicuro che in molti scopriremmo più punti di affinità, che di divergenza».

Questo, però non significa “consegnarsi” alla multinazionali del petrolio. «Non faremo sconti a Eni, così come abbiamo già dimostrato in questi mesi. Anche se, devo dire, che fino a ora non  ho riscontrato volontà da parte loro di creare subalternità». Mentre da parte dei sindaci «ho riscontrato una voglia di maggiore protagonismo nelle decisioni che attengono l’utilizzo delle risorse derivanti dalle compensazioni». 

Una cosa è certa: la prima battaglia da fare a Roma, «è quella dell’esclusione delle royalty dal patto di stabilità». «Sono per un sostanziale superamento della logica dei 'bonus' e per l'individuazione di più complessive misure di sostegno a favore dagli ultimi e dai penultimi. Servono poi ricadute in termini di efficientamento energetico e di vantaggi localizzativi per le imprese».

Dal consenso al coraggio

Pittella la dice così: «Su tutto occorrono scelte coraggiose. In fatto di petrolio, come di riorganizzazione della macchina amministrativa. E io non ho timore di passare  da “uomo delle preferenze” a “uomo delle decisioni”, anche se impopolari. “Dalla maglia rosa, a quella nera”, aggiunge lui. Ma a chi gli chiede se le contestazioni di lunedì scorso siano già la manifestazione di un consenso che inizia a scemare, replica: «Vi assicuro che godo di ottima salute. Fisica, mentale e politica. Arriverà il momento in cui potrò dimostrarlo. Ma ora è il tempo del lavoro».

 

m.labanca@luedi.it

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