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Marcello Pittella spiato in Regione
Scoperto un registratore sotto il tavolo

Basilicata

Tempo di lettura: 
5 minuti 37 secondi
di LUCIA SERINO
POTENZA - La notizia è di quelle che scottano: il governatore spiato nel suo ufficio di via Verrastro, un fascicolo aperto in Procura e un'indagine interna per capire se la talpa si annida in Regione.
E' un mini registratore nascosto sotto il tavolo dove passano i dossier più importanti per la Basilicata l'ultimo pensiero di Marcello Pittella, alle prese con una rivoluzione da trasformare in fatti concreti, il petrolio e le macroregioni. Senza parlare delle beghe del suo Pd, a livello locale e non.
La scoperta risale a pochi giorni fa, ma il “gladiatore” avrebbe già consegnato il corpo del reato, perché di questo si tratta, ai “pretoriani” della Questura, denunciando le manine - misteriose - che hanno piazzato quel piccolo congegno elettronico sotto il suo naso. 
Verrebbe da pensare a degli sprovveduti, piuttosto che a degli emuli di James Bond, visto com'è andato a finire il loro tentativo. E' evidente che l'autore o gli autori dell'operazione contavano di recuperare il registratore in un secondo momento. Ma qualcosa è andato storto, e adesso le parti si sono invertite: da cacciatori di notizie riservate - da utilizzare per chissà quali scopi - sono diventati essi stessi preda per gli investigatori. Mentre lo staff ristretto del governatore sta già adottando le necessarie contromisure per “bonificare” l'ambiente che lo circonda. 
E' già tornato il tempo delle congiure di corte culminato con la denuncia di una “procura parallela” e personaggi alla Mata Hari, come quella stretta collaboratrice dell'ex presidente De Filippo, scoperta a passare delibere fuori dagli uffici nel pieno della bufera di Toghe lucane? Ci sarebbe da chiedersi se sia mai finito, oltre a cercare l'aspirante 007 e che cosa l'ha mosso. 
Soltanto negli ultimi 15 giorni sono state due le occasioni in cui gli uffici al primo piano del palazzo della giunta sono rimasti aperti e incustoditi, durante gli incontri con la stampa organizzati dal governatore per presentare la legge finanziaria, e per replicare alle contestazioni del movimento “no triv”. Qualcuno potrebbe aver approfittato della confusione per intrufolarsi nella sua stanza proprio in quei frangenti, piazzando il microfono sotto il tavolo con l'idea di riprenderselo alla prima occasione, senza sapere nemmeno di preciso che cosa avrebbe registrato. Eppure è difficile escludere la possibilità che il responsabile si nasconda in quel circolo ristretto di persone che ogni giorno hanno accesso libero alla stanza di Pittella, come pure i pochissimi che conoscono la sua agenda di impegni e incontri più o meno istituzionali. Ma se fosse vera la seconda ipotesi il disegno si farebbe per tanti aspetti inquietante. 
Che cosa può interessare a tal punto una persona disposta a intercettare abusivamente il suo capo? Trame politiche? Qualche nomina di peso? Oppure questioni di rilievo nazionale come la trattativa col governo sull'aumento delle estrazioni? 
In passato lo spauracchio di spioni e personaggi a due facce si è fatto vivo spesso in concomitanza di momenti decisivi per la Basilicata. Almeno da Scanzano in poi. Nessuno dirà mai fino in fondo se ne abbiano davvero condizionato il destino e fino a che punto. La speranza è che anche in questo caso coi loro trucchetti non l'abbiano vinta, turbando quel cammino di riforme che questa Regione pretende da chi la governa. 

POTENZA - La notizia è di quelle che scottano: il governatore spiato nel suo ufficio di via Verrastro, un fascicolo aperto in Procura e un'indagine interna per capire se la talpa si annida in Regione.

È un mini registratore nascosto sotto il tavolo dove passano i dossier più importanti per la Basilicata l'ultimo pensiero di Marcello Pittella, alle prese con una rivoluzione da trasformare in fatti concreti, il petrolio e le macroregioni. 

Senza parlare delle beghe del suo Pd, a livello locale e non.La scoperta risale a pochi giorni fa, ma il “gladiatore” avrebbe già consegnato il corpo del reato, perché di questo si tratta, ai “pretoriani” della Questura, denunciando le manine - misteriose - che hanno piazzato quel piccolo congegno elettronico sotto il suo naso. 

Verrebbe da pensare a degli sprovveduti, piuttosto che a degli emuli di James Bond, visto com'è andato a finire il loro tentativo. È evidente che l'autore o gli autori dell'operazione contavano di recuperare il registratore in un secondo momento. Ma qualcosa è andato storto, e adesso le parti si sono invertite: da cacciatori di notizie riservate - da utilizzare per chissà quali scopi - sono diventati essi stessi preda per gli investigatori. 

Mentre lo staff ristretto del governatore sta già adottando le necessarie contromisure per “bonificare” l'ambiente che lo circonda. È già tornato il tempo delle congiure di corte culminato con la denuncia di una “procura parallela” e personaggi alla Mata Hari, come quella stretta collaboratrice dell'ex presidente De Filippo, scoperta a passare delibere fuori dagli uffici nel pieno della bufera di Toghe lucane? 

Ci sarebbe da chiedersi se sia mai finito, oltre a cercare l'aspirante 007 e che cosa l'ha mosso. Soltanto negli ultimi 15 giorni sono state due le occasioni in cui gli uffici al primo piano del palazzo della giunta sono rimasti aperti e incustoditi, durante gli incontri con la stampa organizzati dal governatore per presentare la legge finanziaria, e per replicare alle contestazioni del movimento “no triv”. 

Qualcuno potrebbe aver approfittato della confusione per intrufolarsi nella sua stanza proprio in quei frangenti, piazzando il microfono sotto il tavolo con l'idea di riprenderselo alla prima occasione, senza sapere nemmeno di preciso che cosa avrebbe registrato.

 Eppure è difficile escludere la possibilità che il responsabile si nasconda in quel circolo ristretto di persone che ogni giorno hanno accesso libero alla stanza di Pittella, come pure i pochissimi che conoscono la sua agenda di impegni e incontri più o meno istituzionali. Ma se fosse vera la seconda ipotesi il disegno si farebbe per tanti aspetti inquietante. 

Che cosa può interessare a tal punto una persona disposta a intercettare abusivamente il suo capo? Trame politiche? Qualche nomina di peso? Oppure questioni di rilievo nazionale come la trattativa col governo sull'aumento delle estrazioni? In passato lo spauracchio di spioni e personaggi a due facce si è fatto vivo spesso in concomitanza di momenti decisivi per la Basilicata. Almeno da Scanzano in poi. Nessuno dirà mai fino in fondo se ne abbiano davvero condizionato il destino e fino a che punto. 

La speranza è che anche in questo caso coi loro trucchetti non l'abbiano vinta, turbando quel cammino di riforme che questa Regione pretende da chi la governa. 

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