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Intervista a Galella (FdI)
"Tutti i candidati con i capelli bianchi"

Basilicata

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POTENZA - Quello che proprio non manda giù è quel colore neanche sciatto, ma neutro. Perché a Potenza va così: puoi raccontare che il futuro è dei giovani, che spetta a loro il tempo nuovo, ma poi nulla, tutto come prima. «I giovani - dice Alessandro Galella - servono per riempire le liste». Responsabile della comunicazione per Fratelli d’Italia, sarà in lista per il consiglio comunale cittadino.

«La sensazione che ho in questi giorni - scrive - è che purtroppo nessun cambiamento profondo si realizzerà in questa tornata elettorale. I lineamenti che partiti e una fetta di potentini continuano ad avere del candidato sindaco continuano a essere sempre gli stessi: capelli bianchi, una professione rispettabile, magari una certa vicinanza al Rotary o a certi ambienti che aspirano a sentirsi borghesi e necessariamente giacca e cravatta».

È un problema, spiega, di contesto: è come se la città fosse vista e vissuta da due gruppi, due realtà. Non è un problema di destra o sinistra. In uno di questi gruppi ci sono gli under 40. I problemi che devono affrontare sono specifici, la solita modalità di previsione dei programmi non si adegua alle loro esigenze. Sono in cerca di «una città veramente viva, universitaria, una comunità che ha voglia di aggregazione, per l’artigianato, per favorire la vita dei pubblici esercizi e non per costringerli a chiudere per colpa di qualche vigile che fa del suo lavoro una persecuzione contro le attività».

Invece, continua, i temi cari ai giovani «sono solo un motivo per promettere qualcosa e comprare speranze».

La città, dice Galella, continua a trovarsi di fronte alla solita metodologia di selezione politica. «Come se l’esperienza fosse una dote necessaria per garantire la buona amministrazione. Eppure abbiamo un sindaco al secondo mandato e con anni al vertice della Provincia: Santarsiero lascia una città in declino, con mille problemi».

Certo, neanche la giovane età è una garanzia. «È una questione di modalità. Non sto parlando di quei giovani che diventano la faccia pulita di vecchi potenti, ma di quei giovani che hanno mostrato nei fatti l’impegno e la voglia di cambiare».

Più di una generazione - quella tra i 18 e i 40 anni - rischia di restare fuori da Palazzo di Città, dagli spazi di governo. «Nessuno spazio per noi tra i papabili sindaci ad eccezione del Movimento 5 stelle, purtroppo per ora unico partito realmente aperto al giudizio della gente». Il Pd non mette neanche il limite di mandato. Il centrodestra rischia di perdere un’occasione. «Se Michele Cannizzaro volesse essere davvero un leader per la coalizione, dovrebbe desiderare di essere legittimato dalla sfida popolare». Ma le primarie tra l’ex direttore generale del San Carlo voluto da Forza Italia e Dario De Luca, sostenuto invece da Fratelli d’Italia e dalla destra locale, sono ancora in discussione.

Nelle primarie Galella ci aveva sperato «perchè sarebbe sta la volta buona per mettere in pratica il cambiamento, per costruire un centrodestra nuovo».

Nomi, voci, qualche tema che comincia ad affiorare in una campagna elettorale che si annuncia molto dura. «Che spazio - chiede Galella - avranno le esigenze dei diciottenni di oggi nei programmi di questi aspiranti sindaci che in alcuni casi non sanno neanche cosa sia un social network?». Nel frattempo i giovani vanno via, «non vivono bene in questa città».

Anche il nome di Galella per un po’ è stato nella rosa dei possibili candidati a sindaco. «Fare un passo indietro è stata una mia scelta. Non volevo essere “un candidato” sindaco, ma provare a fare il sindaco». E siccome la partenza per il centrodestra non è certo in posizione di vantaggio - con il centrosinistra al governo della città da anni - «bisognava partire presto». La candidatura di cinque anni fa, in lista con i moderati di Roberto Falotico e per cui non fu  eletto, gli ha insegnato diverse cose. «Anche quanto è difficile questo percorso. Vorrei che questo fosse spiegato ai giovani che verranno utilizzati solo per dare un vestito nuovo all’elenco di candidature, ma senza essere sostenuti davvero dai partiti».

A Potenza, promette, qualcosa si può ancora fare. «Il vecchio sistema non avrà vita facile». Ci sono persone pronte a vigilare, suggerire, proporre, c’è più consapevolezza. «A breve verranno tutti pieni di buone intenzioni a chiedervi il voto, poi verranno i vostri genitori a chiedervi un voto per un piacere fatto a vostro nonno 70 anni fa. Poi verranno quelli con i capelli bianchi a rubare le vostre speranze con false promesse». Per questo «i giovani che vogliono vivere questa avventura dovrebbero fare qualcosa di serio». Un’idea? «Cambiare metodologia. Dovremmo cominciare a chiedere il voto per quello che abbiamo fatto, non per quello che promettiamo di fare».

s.lorusso@luedi.it

 

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