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La riforma dei Consorzi industriali
Cambiamenti e nuove modifiche al vecchio ddl

Basilicata

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Risanamento e rilancio dei Consorzi per lo Sviluppo Industriale attraverso il contenimento dei costi e maggiore efficienza gestionale. Sono questi gli scopi principali di un disegno di legge di iniziativa della giunta regionale approvato dall’esecutivo lucano.

Il disegno di legge trae origine dalle norme contenute nella legge regionale numero 18 del 2010 che, dopo aver dettato disposizioni urgenti per il risanamento dei Consorzi industriali, stabiliva che, con successiva legge, si sarebbe dovuto dar corso a processi di risanamento e rilancio.

«Sono diverse le soluzioni ipotizzate per fare fronte ai tanti problemi sul tappeto - spiega l’assessore alle Politiche per il lavoro, Raffaele Liberali. In molti casi è stata operata l’integrale riscrittura di alcuni articoli della legge di riferimento, per rendere agevole la lettura e quindi l’applicazione delle significative novità introdotte».

Per dare maggiore operatività il cda è sostituito dall’amministratore unico e viene meno la figura del direttore generale. In tema di risanamento economico-finanziario ed equilibrio gestionale viene demandata alla giunta regionale l’approvazione dei piani di risanamento. 

«L’obiettivo del risanamento – annuncia Liberali - è perseguito attraverso una duplice previsione: l’autorizzazione preventiva della Regione a nuove assunzioni da parte dei Consorzi e la possibilità di ridurre gli organici, attraverso l’attivazione di meccanismi di mobilità. La consapevolezza di dover tener conto della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali ha indotto a un significativo rafforzamento della cosiddetta clausola sociale. Allo scopo, inoltre, di risolvere l’annoso problema di alcuni lotti realizzati nel dopo terremoto ed oggetto di contenzioso è stato ipotizzato un percorso che dovrebbe, tra l’altro, consentire al Consorzio di Potenza di incassare somme significative da destinare all’azione di risanamento». 

In tema di pianificazione delle politiche industriali si consolida invece l’orientamento di affidare alla Regione le scelte di politica industriale e di fare dei Consorzi i soggetti attuatori di tale scelte. Lo strumento ipotizzato è quello del piano quinquennale con successivi aggiornamenti annuali. 

Molto categoriche anche le disposizioni in materia urbanistica che prevedono l’ampliamento delle aree esistenti, l’individuazione di nuove aree, piani di insediamento e procedure espropriative. 

«Per conseguire il pieno utilizzo delle aree industriali – spiega Liberali – il disegno di legge rafforza la possibilità dei Consorzi di riutilizzare i lotti nel caso in cui gli assegnatari degli stessi non realizzino gli investimenti proposti. Le disposizioni tendono ad evitare che, attraverso successive cessioni dei lotti, nel corso del tempo siano di fatto rese vane le scelte di politica industriale operate dalla Regione».

Di particolare importanza è anche la disposizione volta a prevedere un “fondo di primo avvio" indispensabile per innestare, soprattutto con riguardo al Consorzio di Matera, un meccanismo virtuoso per acquisire la titolarità dei suoli destinati alle attività produttive e dopo averli valorizzati, la possibilità di rivenderli agli operatori economici. Per il successivo esame il testo sarà ora trasmesso al Consiglio regionale.

 

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