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Le ragioni del Movimento 5 Stelle
Incontro al Due Torri con i cittadini

Basilicata

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POTENZA – Forse a scoraggiare i meno coraggiosi è stato il freddo, o l’andare e venire dal cinema due Torri dove l’iniziativa era stata spostata a causa della pioggia, ma in una città dove il sindaco Santarsiero salutava la cittadinanza e il suo mandato il Movimento 5 Stelle ha cercato ancora una volta di parlare al territorio. E lo ha fatto dalla mattina, mettendo avanti il candidato sindaco Savino Giannizzari che dal banchetto allestito in piazza Prefettura ha discusso con le persone di passaggio. Ma la giornata di ieri per i pentastellati è stato soprattutto un momento per raccontare cosa è accaduto a seguito della ghigliottina della Boldrini dopo le contestazioni al decreto Imu-Bankitalia, contestazione che è costata la sospensione a 26 deputati compresa Mirella Liuzzi, che ieri era nel capoluogo assieme ai deputati Daniele Pesco, componente della commissione finanze e Davide Crippa, vicepresidente della commissione attività produttive. Intorno a loro, a piazza Duca della Verdura, tanti attivisti e pochi cittadini. C’era Piernicola Pedicini, ormai ufficialmente candidato alle Europee, Savino Giannizzari e tutto lo staff che ruota attorno alla sua candidatura.

La visita dei tre parlamentari fa parte di un tour proprio per raccontare la sospensione di 3 settimane dall’aula a seguito di quelle contestazioni. La Liuzzi spinge subito sull’acceleratore in relazione a quell’evento e alla lunga contestazione che ne è seguita. «In questo modo - dice - non fanno altro che aumentare la probabilità di una prossima vittoria alle politiche, perché in ogni luogo dove ci stiamo fermando abbiamo sentito il sostegno della gente, dei cittadini». Giustamente i tre parlamentari toccano argomenti che in questa piccola fetta di Italia sono molto sentiti: reddito di cittadinanza e petrolio, non senza spiegare le ragioni di quella contrarietà al decreto che incorporava l’Imu con gli aiuti di stato alle banche tramite l’imponente contributo di sette miliardi e mezzo di euro.

Pesco si è soffermato molto sulla questione Bankitalia: «una scelta fatta senza che ci fosse uno studio approfondito su quel finanziamento alle banche. Eppure le riserve di Bankitalia sono dello Stato, ovvero dei cittadini». Ormai tutto questo è passato, nonostante lo smacco di vedersi sospesi dai lavori per tre settimane, ma è un pretesto soprattutto per parlare di reddito di cittadinanza e di quella proposta di legge presentata dal Movimento «che individuava le coperture finanziarie per sostenerlo, tutte azioni che oggi Renzi ci sta copiando». Gli applausi scrosciano, non di certo per Renzi, ma per quella dichiarazione che Pesco fa alla fine del suo intervento: «Approvare il reddito di cittadinanza significa soprattutto avere la possibilità di dire no al lavoro nero e sottopagato, ottenere più dignità e soprattutto inclusione sociale».

Il piemontese Davide Crippa parla invece di trivelle e a ragion veduta, visto che anche la regione del Nord è interessata dalle estrazioni. Il suo intervento si concentra soprattutto sulla possibilità di un superamento della politica energetica a base di risorse fossili come petrolio, gas e carbone, ma per fare questo «serve un piano energetico che non resti blindato per trent’anni ma che si muova in maniera flessibile, anche perchè non sappiamo dove ci porterà il progresso tecnologico nei prossimi anni». E poi la priorità: «chi produce energia da fonti fossili sul territorio italiano dovrebbe pagare le esternalità negative, ovvero i danni ambientali e sanitari che si creano sul territorio. E non lo diciamo solo noi, lo sta valutando anche l’Unione Europea che sta studiando un metodo di calcolo». Il riferimento è all’audizione di Scaroni in commissione, ma l’analisi generale che esce fuori dai tre interventi guarda ad un altro modo di fare politica: «Ci scontriamo ogni giorno con l’incompetenza e la faciloneria», ripete Crippa. E per tornare alla questione Bankitalia, adesso sotto analisi della Corte dei Conti c’è anche il monito di Pesco: «Spero che molti colleghi che quel giorno hanno votato a favore paghino, perché hanno dimostrato di essere dei superficiali».

v.panettieri@luedi.it

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