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Titolo V
"Inevitabile ma governabile"

Basilicata

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TUTTI d’accordo, o quasi: il processo di riforme costituzionali in atto con quella modifica del Titolo V voluto dal Governo Renzi è inevitabile. Compreso, quindi, il passaggio delle competenze da Regioni allo Stato di alcune materie concorrenti: prima fra tutte l’energia, quindi il petrolio. Quello che potrà fare la Basilicata è cercare di far valere il suo peso in qualità di prima regione che concorre al fabbisogno energetico nazionale.   Mantenendo, comunque, le sue prerogative in fatto di autorizzazioni ambientali. Una difesa che va giocata prima al tavolo Regioni-Governo e poi in Parlamento. Fatta salva  quella vertenza più ampia per rivendicare la giusta contropartita dalle attività estrattive, che il presidente Pittella ha annunciato di voler istruire a Roma.

E ieri alla fine del dibattimento in aula - dopo la seduta dello scorso due aprile aperta dalla relazione del presidente del Consiglio, Lacorazza - la maggioranza dei consiglieri, a eccezione di quelli del Movimento 5 Stelle, ha approvato la risoluzione che dà mandato al governatore di rappresentare ai vertici istituzionali dello Stato quanto emerso nel corso del Consiglio. E ieri è toccata proprio a Pittella, in un appassionato intervento, la relazione conclusiva sulla delicata questione. La sua linea, che - dice lui stesso, «sposa delle conclusioni  del presidente del Consiglio», soprattutto nella ricostruzione di quel cortocircuito Regioni- autonomie locali - Governo centrale - è chiara: opporsi a un mutamento inevitabile significherebbe rischiare «di finire stritolate dalla storia». Dunque, «alle Regioni, a cui pure vanno riconosciute molte colpe, spetta  abbracciare il nuovo corso, mantenendo la difesa della propria autonomia». Le riforme, seppure impopolari, vanno governate. «Le riforme volute da Renzi - dice il presidente - non saranno una cambiale in bianco. La Basilicata che concorre al 15 per cento del fabbisogno energetico nazionale non può non avere una propria griglia normativa in tema di energia e salvaguardia del territorio.

Ma la difesa della Basilicata - ha aggiunto - «non spetta solo al presidente della Regione». «I nostri parlamentari in aula - aggiunge - dovranno fare un importante lavoro», per cercare di strappare le migliori condizioni per la regione. «E come Regione - aggiunge - stiamo provando ad offrire anche spunti ai nostri parlamentari». Cita in aula una proposta che potrebbe diventare un testo da portare in Parlamento.  «Redatta - ci tiene a precisare - da un nostro dirigente, che mi è stata consegnata poche ore fa». Prevede sostanzialmente di introdurre un limite alle attività esplorative ed estrattive, fissato nel 40 per cento del sottosuolo regionale disponibile, con un limite di 200.000 barili estraibili.

Poi, ribadisce: «Io non sono contrario all'utilizzo virtuoso del petrolio. E' una risorsa del nostro territorio dalla quale, se bene utilizzata e nel rispetto di salute e ambiente, dobbiamo ottenere le migliori condizioni di occupazione e imprenditoria».

E aggiunge: «Condivido l’analisi del presidente Lacorazza sull’esistenza di un clima di esasperazione. Ma che, non dobbiamo nascondercelo - aggiunge - arriva soprattutto dagli errori commessi nel passato, da parte di tutti i soggetti interessati».

Quindi, la vertenza petrolio va giocata nell’ottica di una risorsa fondamentale per la Basilicata, a patto - e questo viene prima di tutto - di garantire la tutela dell’ambiente e della salute umana, cercando di portare a casa i maggiori benefici che se ne potranno trarre.  Una causa a cui tutti, secondo pesi e responsabilità, dovranno contribuire.

E al termine dei lavori del Consiglio, ieri, è stata approvata anche la mozione che prevede la cooperazione tra regioni del Sud, senza modificare i confini amministrativi. Ok dall’aula anche all’abolizione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura. «Va riconosciuto - ha detto Pittella - che molte delle riforme ferme per decenni con i le conseguenze che tutti conosciamo, hanno avuto un’incredibile accelerata in questi due mesi».

m.labanca@luedi.it

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