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Giunta di ricconi e consiglio di poveri
I beni e i 740 dei membri del parlamentino lucano

Basilicata

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POTENZA - Una sola cosa è certa in Basilicata: per il fisco chi è entrato in Consiglio regionale fuori valeva in media quattro volte di meno, quand’era ancora un semplice cittadino. C’è addirittura chi ha dichiarato zero redditi, come il giovane piddino Vincenzo Robortella, fresco di università ma già al centro di uno strano intreccio societario. Mentre un imprenditore di lungo corso come Vito Giuzio (sempre Pd) nel 2012 si è fermato a 17 euro di “reddito complessivo”. Con 5 figli a casa.

E’ quanto emerge dai dati dell’anagrafe patrimoniale degli eletti appena pubblicati sul sito internet del parlamentino lucano in ossequio alle ultime normative  in materia di trasparenza.

Le sorprese non mancano rispetto a dicembre, quando erano comparsi quelli dei consiglieri regionali uscenti. Anche perché oltre all’ultima dichiarazione dei redditi degli “entranti” sono state diffuse anche le note con le spese sostenute per la campagna elettorale, ed entrambe le classifiche contengono più di qualche “chicca”.

Pittella recordman di propaganda ci può stare, con 28mila euro per manifesti, organizzazione di eventi e staff. Seguito da Castelgrande, Polese, Cifarelli, Santarsiero e Lacorazza. Tutti Pd ben sopra i 20mila.

Come ci può stare la campagna “zero spese” del 5 Stelle Gianni Perrino, che con internet e i social network ci lavora, per questo avrà avuto gioco facile. E quella “low cost” dell’altro 5 Stelle eletto, Gianni Leggieri. Mentre desta più perplessità lo «zero» affianco al nome di Aurelio Pace, protagonista di una caccia serrata all’ultimo voto in provincia di Potenza, che lo ha visto sopravanzare di appena 200 preferenze un concorrente della lista del Pdl.  

Quanto a redditi e proprietà, rispetto alla scorsa legislatura scompaiono le cifre sopra i 200mila euro, che a dicembre erano comunque esclusiva dei due decani dell’assise di via Verrastro. Merito della somma di indennità varie e pensioni di anzianità.

Il contribuente migliore, stando alla dichiarazione dei redditi del 2012, si rivela Nicola Benedetto, consigliere regionale appena riconfermato e imprenditore con interessi in vari settori. Oltre a 190mila euro di introiti “complessivi”, l’ex assessore del Centro democratico vanta anche un patrimonio di beni di lusso: Ferrari e natante di 30 piedi inclusi. Ma a un’incollatura lo segue un “outsider”, l’assessore alle attività produttive Raffaele Liberali, che da capo dipartimento del ministro dei Beni culturali dichiara 188mila euro, proprietà a Roma Bruxelles e una villa sui colli marchigiani.

Terzo in graduatoria è il governatore, che stacca di quasi 15mila euro Gianni Rosa (Fd’I). Entrambi nel 2012 godevano già del trattamento economico spettante ai membri del parlamentino lucano. Mai inferiore ai 100mila euro lordi prima dei tagli della spending review. E comunque al netto dei rimborsi.

Poi ci sono altri due membri della giunta di Pittella: Michele Ottati, dirigente della Commissione europea di casa a Bruxelles, e Aldo Berlinguer, professore universitario con varie partecipazione bancarie e in uno studio legale commerciale di Siena, più immobili sparsi tra Toscana, Lazio e Sardegna.

Ma chi ha investito di più sul mattone sembra essere stato l’ultimo assessore rimasto, Flavia Franconi, che a Firenze ha dichiarato ben 11 proprietà, molte delle quali contigue, più una a Sassari. E con 108mila di reddito da insegnante universitario supera anche gli ultimi due consiglieri riconfermati, Giannino Romaniello (Sel) e Franco Mollica (Udc).

Per trovare il primo degli entranti bisogna scendere ben sotto gli 80mila euro, con l’ex primo cittadino di Potenza Vito Santarsiero.

I suoi 75mila euro sono una cifra importante perché è proprio alla retribuzione del sindaco della città capoluogo che Renzi, negli scorsi mesi, aveva proposto di livellare quella dei consiglieri regionali.

Colpiscono anche i 47mila euro dichiarati dall’ex assessore alla cultura della Provincia di Potenza Francesco Pietrantuono (Psi), che sopravanza un professionista affermato come il materano Luigi Bradascio (Pittella Presidente).

L’appuntato scelto delle Fiamme gialle Gianni Leggieri con poco meno di 30mila euro resta sopra a un avvocato con un parco macchine davvero notevole come Paolo Galante e l’imprenditore Carmine Castelgrande, che nel 2012 ha portato in deduzione oneri superiori al reddito finendo dritto in credito d’imposta.   

L’ultima curiosità? Il garage di Giannino Romaniello, dove affianco a un trattore marca Fiat c’è ancora una vecchia Renault 4 del 1982 intestata alla moglie. Chissà se la usa ancora o non riesce più a disfarsene per i ricordi che si porta dietro.  

 

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