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Fondi Ue: lucani in ritardo
Entro luglio si dovrà presentare la programmazione

Basilicata

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POTENZA - Nel giorno in cui il ministro Delrio lancia l’allarme sui cinque miliardi di euro di fondi comunitari del precedente settennio ancora a rischio, il Consiglio regionale pubblica lo stato dell’arte in Basilicata rispetto a vecchia e nuova programmazione, aprendo alla partecipazione sul web. Un quadro su quanta parte, e in che modo, i fondi europei dei programmi Fesr, Fse e Feasr siano stati spesi fino a questo momento. Ma soprattutto un resoconto sulle iniziative per le prossima programmazione. In vista del Consiglio ad hoc che si terrà il prossimo 13 maggio.  E soprattutto in vista delle scadenze ormai imminenti: entro luglio le Regioni dovranno presentare i documenti programmatici. Per settembre, invece,  dovrà essere stipulato l’ Accordo di Partenariato definitivo tra Commissione Europea e Stato Membro. A che punto è la Basilicata? Sulla base della relazione disponibile sul sito del Consiglio regionale, non è possibile dire molto. Solo poche delle cinquantasei pagine danno indicazione sulle attività fino a ora portate avanti per la nuova programmazione.  Tra cui, la costituzione e l’avvio di gruppi di lavoro per la partecipazione attiva sui tavoli del partenariato per la redazione delle bozze degli Accordi, procedure per l’affidamento della valutazione ex ante per individuare le priorità tematiche territoriali di cui tener conto per la scrittura del nuovo programma, iniziative  per il coinvolgimento del partenariato, consultazione on line e una serie di di incontri sul territorio con le parti economiche e sociali per una condivisione delle nuove proposte programmatiche. Insomma, poco, ancora troppo poco: è questa la sensazione. Soprattutto in vista di quella partecipazione attiva che si sta tentando attraverso il web, ma che, in assenza di informazioni più precise, è davvero difficile dire su cosa possa essere basate. Commenta così a esempio Marco Percoco, il docente della Bocconi originario di Potenza, che da facebook offre il suo contributo: «Ahimè ben poco c’è sul 2014-2020 e quel poco è francamente irritante. Ancora una volta la criticabile Autorità di Gestione ha liberamente interpretato le direttive ministeriali (che pure sono state criticate dalla Commisione Europea, tanto che l'Accordo di Partenariato è stato brutalmente restituito senza approvazione). Non ci sono idee forti, dunque, non c’è programmazione. Business as usual, il problema che questo, per la Basilicata, significa replicare la performance recente. Brutto, molto brutto. Si gioca con centinaia di milioni di euro sulla pelle delle persone».

La verità è che la nuova programmazione viaggia in ritardo. Anche per cause che non dipendono dalla Basilicata, per i tempi dilatati con  cui Parlamento e, successivamente, Consiglio europeo hanno approvato le prospettive finanziarie 2014-2020 e, quindi, hanno determinato le risorse destinate alla politica di coesione per la programmazione 2014-2020 (novembre 2013). A questo, però, si è aggiunto anche il vuoto amministrativo determinato dalla fine anticipata dalla precedentemente legislatura, che ha in fatto in modo che la Basilicata viaggiasse a ritmi ancora più lenti.

Con il concreto rischio che - in assenza di una pianificazione ben pensata - il nuovo programma di allocazione delle risorse finisca per ricalcare il precedente. Che di risultati non ne ha portati tanti: la Regione non solo non è stata in grado di fare quel balzo in avanti che sarebbe stato logico aspettarsi, ma che addirittura ha fatto segnare un passo indietro, con il ritorno della Basilicata nell’ex Obiettivo 1.

Non siamo gli unici è vero. La Calabria non ha fatto meglio. Ma in Lazio, proprio ieri il Consiglio ha  iniziato l’esame della proposta concernente le linee di indirizzo per un uso efficiente delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo 2014-2020.

Le risorse finanziare a disposizione

In base ai criteri di riparto delle risorse finanziarie fra Regioni del Mezzogiorno proposte dal ministero economico, e sulla base della “retrocessione” della Basilicata tra le regioni dell’obiettivo convergenza e quindi non più di transizione, il contributo comunitario per i soli Fesr ed Fse dovrebbe essere pari a 863,850 milioni di euro. A cui bisogna aggiungere - si legge sempre nella relazione - il cofinanziamento nazionale del 50 per cento. Complessivamente le risorse europee destinate alla Basilicata per il prossimo settennio dovrebbero arrivare a un miliardo e 700 mila euro. A cui vanno aggiunti i 400 milioni derivanti dalla precedente programmazione.

C’è da dire che l’allocazione delle risorse finanziarie a livello di Regioni e di Programmi operativi non è stata tuttora approvata. Ed è ancora in fase di definizione la stima della quota di risorse destinate a ciascun Fondo. L’auspicio è che per maggio le idee siano un pò più chiare.

m.labanca@luedi.it

 

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