Salta al contenuto principale

Il video di Becce inguaia Berlusconi
Basta attacchi o servizi sociali a rischio

Basilicata

Tempo di lettura: 
1 minuto 27 secondi

 

Non lo avrebbe mai immaginato, non lo avrebbe mai voluto. 

E dopo il polverone, il consiglire comunale di Potenza, Nicola Becce, si scusò subito: riprendendo Berlusconi con il telefonino e postando il video voleva solo raccontare l'orgoglio della visita a Palazzo Grazioli. 

Ma in quel video Berlusconi attacca ancora una volta la magistratura, tanto che è stato considerato 

«Sto davvero vivendo il periodo più brutto della mia vita perchè dopo aver lottato per 20 anni per la libertà sono qui a dipendere da una mafia di giudici che il 10 aprile mi diranno se devo andare in galera, se mi mettono agli arresti domiciliari, se mi mandano a fare non so che servizio sociale». È questa l’affermazione di Silvio Berlusconi non gradita al pg di Milano, Antonio Lamanna. 

Nel suo intervento nell’udienza di ieri, davanti ai giudici del Tribunale di Sorveglianza, il procuratore ha fatto chiaro riferimento a un video postato su Facebook da  Nicola Becce. 

Un video del 6 marzo scorso in cui una delegazione proveniente dalla Basilicata incontra Berlusconi, il quale non nasconde la preoccupazione per il provvedimento sul suo futuro giudiziario che rischia di avere ripercussioni sulla campagna per le europee. «Dopo il 25 maggio se non mi mettono in galera prima, mi invitate e vengo giù», sottolinea il leader di Forza Italia nel messaggio. 

Attacchi non nuovi quelli dell’ex Cavaliere alla magistratura, già definita in passato «cancro della democrazia», ma che ora gli costano una restrizione: nessuna diffamazione a singoli giudici o eventuale affidamento ai servizi sociali a rischio. Una scelta quella tra domiciliari e affidamento che i giudici faranno entro due settimane.

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?