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Le leggi regionali
al vaglio della Corte dei Conti

Basilicata

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POTENZA - Dopo le royalties ecco che la Corte dei Conti va a guardare nel merito delle leggi regionali sul bilancio. E il giudizio è positivo sotto alcuni aspetti, ma per altri lascia un po’ a desiderate. Il tutto è contenuto nella relazione riassuntiva che mette a fuoco un lavoro terminato il 10 aprile 2014 dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, presieduta da Francesco Lorusso, che ha visto come relatore Donato Luciano. La sezione di controllo del tribunale ha analizzato ogni singola legge per individuare la tipologia delle coperture finanziarie e le tecniche di quantificazione.

In sostanza la Corte ha chiesto alla Regione una serie di documentazioni sul primo semestre, una relazione che precisasse il contenuto della legge, i soggetti, se è stata approvata o meno con urgenza e le modalità di copertura finanziaria, specificando anche se per ogni singola legge ci siano state nuove o maggiori spese e minori entrate.

A questo proposito la Regione «ha dato - si legge nella relazione - parziale riscontro alla nota istruttoria» specificando di fatto che le leggi regionali del primo semestre del 2013 sono tutte leggi di bilancio, e non introducono nuove tasse o spese «Pertanto le leggi regionali in questione non prevedono nuovi o maggiori oneri a carico della finanza della Regione».

Ma a questo proposito la Corte cita esplicitamente, legge per legge, gli aumenti di spesa e le “sviste” dell’amministrazione regionale.

Il primo punto arriva da una serie di leggi che riguardano il bilancio di previsione 2013 del Parco Gallipoli-Cognato e l’Apt lucana, con riferimento anche al bilancio pluriennale 2013-2015.

Stesso per quanto riguarda l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Basilicata (Ardsu), i bilanci dell’Arbea, dell’Arpab e Alsia. In tutti questi casi i giudici hanno fatto notare che all’interno delle diposizioni non viene mai indicata la copertura finanziaria degli oneri.

E aggiunge. «il mero rinvio ai finanziamenti riportati nella legge di bilancio regionale non costituisce una forma appropriata di copertura» anche se nelle proposte di delibera della Giunta viene indicato l’importo corretto.

Il discorso invece si fa un po’ più complesso nella legge del 16 aprile 2013, numero 7, ovvero quella sulle “disposizioni nei vari settori di intervento della Regione”. In questo caso diverse disposizioni della legge «si presentano - continua la relazione - totalmente sprovviste sia della quantificazione degli effetti finanziari sia della richiesta copertura e non vi è alcuna esplicitazione in ordine al fatto che le stesse disposizioni sono senza copertura finanziaria».

Anzi, per la Corte dei Conti non si tratta di disposizioni che non comportano aumenti di spesa ma «la mancanza di ulteriori precisazioni da parte della Regione rende arduo qualunque controllo sul rispetto delle disposizioni (...) solo da una loro quantificazione si sarebbe potuto stabilire se le norme sono finanziariamente neutro (...) o se da essa sarebbero conseguiti maggiori oneri finanziari».

Ci sono poi le tre leggi regionali che autorizzano all’esercizio provvisorio del bilancio di previsione per Ardsu, Arpab e Arbea, che hanno comportato un investimento di 3 milioni e 100, 6 milioni e 650 mila euro per Arpab e 7 milioni e 900 mila euro per Arbea. Ulteriori spese sono state registrate per il bilancio provvisorio di Arbea e altri 4 milioni di euro nella variazione di bilancio per garantire la proroga della copertura finanziaria delel forma di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. In quel caso infatti le spese furono mantenute nelle voci di interventi per le famiglie. Insomma, tutto sommato, seppur con alcune mancanze da parte della Regione, le leggi licenziate nel primo semestre del 2013 non sono state lacunose.

Diversa è invece la questione se si pensa alla “disponibilità” della Regione Basilicata a fornire la documentazione necessaria e a chiarire alcuni punti sulla spesa corrente, tant’è che alla fine la Corte dei Conti ha espresso parere favorevole per tutte le leggi presentate nel periodo in esame. 

Dunque tutto sommato la Basilicata ne esce positivamente dal controllo, acnche perché dove mancavano le voci sulla spesa la Regione ha provveduto a fornire ai giudici contabili ulteriori elementi utili alla relazione.

v.panettieri@luedi.it

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