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L'Europa dalla A alla Z
Politiche, azioni, opportunità

Basilicata

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UNO DEI TEMI PIÙ dibattuti, rispetto all’Europa, è quello della politica estera (PESC).

Se pensiamo alla famosa frase di Henry Kissinger “chi devo chiamare se cerco l’Europa?” comprendiamo come l’assenza di un rappresentante per la politica estera fosse un handicap per le relazioni diplomatiche. Il Trattato di Lisbona, in vigore dal 2009, ha istituito una figura che risponde alla domanda del segretario di stato USA anni ’70: l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per la PESC e la PESD (Politica di Sviluppo e Difesa Comune) che è Membro del Consiglio, Vice Presidente della Commissione e coordina l’azione delle due istituzioni, oltre a presiedere il Consiglio Affari Esteri (composto dai Ministri degli Esteri degli Stati Membri). In questo momento la carica è ricoperta da Catherine Ashton, inglese, supportata da un braccio operativo: il Servizio Europeo di Azione Esterna (SEAE), una rete di diplomatici al lavoro per gestire relazioni tra poteri, emergenze e crisi. Nonostante alcuni casi di successo (aiuto umanitario e gestione negoziati con l’Iran e nei Balcani), in molti sono critici nei confronti dell’Alto Rappresentante, che ad esempio nell’attualità Ucraina dovrebbe far sentire maggiormente la sua voce.  Ma è anche vero che gli Stati membri sono restii a cedere sovranità in tal senso, tendenza che dovrà cambiare per affrontare le sfide del futuro dell’Unione Europea. 

Accennata la questione “politica estera”, diamo uno sguardo alla comunicazione della rappresentanza in Italia della Commissione Europea: la scorsa settimana è stata dedicata al dualismo rigore VS crescita. La contrapposizione tra Fiscal Compact (patto di Bilancio Europeo per ridurre il debito) ed Europa 2020 (strategia per il rilancio dell’economia) deve diventare un percorso per bilanciare il rigore con una strategia per la crescita. Come?

Iniziare a combattere il lavoro sommerso è una strada: la Commissione ha proposto la creazione di una piattaforma europea per migliorare la cooperazione al fine di prevenire questo fenomeno, che da noi è tristemente diffuso. Bisogna anche valorizzare le energie giovanili e le parole della Commissaria Vassiliou “l'investimento nell'istruzione e nella formazione è la cosa migliore che possiamo fare per il futuro dell'Europa e dei suoi giovani” unite agli investimenti per Erasmus+ (14,7 miliardi) vanno in questa direzione. Interessante è anche il percorso di Euraxess: un progetto itinerante che informa i ricercatori e i soggetti interessati sulle opportunità ed i servizi di supporto che l’Unione fornisce a imprenditori e aziende che puntano sulla ricerca.

Questa settimana la Commissione si soffermerà sui Fondi Europei: sono tante le possibilità che l’Unione Europea mette a nostra disposizione e questa rubrica le presenterà ai lettori, stimolando attenzione e partecipazione .

Bisogna smettere di attendere dall’alto con atteggiamento assistenzialistico, e iniziare a proporre progetti e cercare informazioni (gli sportelli Europe Direct servono a quello).

L’Europa è molto più vicina di quanto immaginiamo.

 

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