Salta al contenuto principale

"Sos violenza, colpa dello Stato"
Petrocelli interviene sui fatti di Roma

Basilicata

Tempo di lettura: 
6 minuti 52 secondi

“LE VIOLENZE di piazza a Roma? Stiamo dalla parte delle forze di polizia. Non accetteremo che siano messi sotto accusa i nostri uomini in divisa”.

Per chiarire il suo punto di vista sugli scontri di Roma, il ministro dell’Interno Angelino Alfano convoca i giornalisti nella sede del suo partito. I media parlano di eccessi di zelo da parte degli agenti? E il titolare del Viminale ribatte: “Fanno vedere solo quel che gli conviene (il riferimento è alla ragazza calpestata dall’agente, ndr). Noi abbiamo altre immagini, eccole”. E mostra, a beneficio della stampa, le foto di giovani in tenuta da combattimento intenti a sparare razzi sulla polizia. “Eccoli – dice – i bravi ragazzi che si battono per la casa e contro la precarietà”.

Anche se Alfano non ne parla nel timore di alimentare tensioni nel suo ministero, l’incontro con i giornalisti ha  lo scopo di correggere la pubblica presa di posizione del suo vice ministro, Filippo Bubbico, il quale, in un’intervista a Repubblica, ha parlato di eccessi polizieschi indegni di un Paese civile e della necessità di punizioni esemplari. Che il ministro ce l’abbia con la minoranza del Pd è d’altra parte chiaro allorché Alfano si rivolge direttamente al premier invitandolo “a dare una calmata” alla sinistra interna del Nazareno “per evitare che il Governo faccia passi indietro”, come già si rischia  sul decreto lavoro.

Per comprensibili ragioni politiche, sebbene assai diverse da quelle di Alfano, anche le opposizioni, di destra e di sinistra non hanno mostrato di apprezzare l’intervista del vice ministro. E perfino tra vecchi e nuovi agitatori delle piazze, di estrema destra e di estrema sinistra, le parole di Bubbico contro la violenza poliziesca hanno provocato malumori e distinguo. E sono state considerate, nella migliore delle ipotesi, strumentali e ipocrite. Ne abbiamo parlato, ieri, un un’intervista con Ugo Tassinari, esperto dell’estremismo italiano. “Il dibattito sulla violenza di piazza – afferma Tassinari – sta facendo riemergere antiche contrapposizioni fra gli epigoni dell’estremismo nero e di quello rosso. Ma il fatto più interessante è il sostanziale disinteresse alla discussione mostrata dai militanti del Movimento Cinque Stelle”. Tassinari ne deduce che questi ultimi, espressione di interessi urgenti e reali del territorio, rappresentino ormai in Italia l’unica opposizione radicale al sistema: un’opposizione popolare, magari rude e a-ideologica, che basa la sua politica sulla concretezza. Ma è proprio così? Davvero i Cinque Stelle non hanno niente da dire sulle proteste di piazza, sul comportamento della polizia, sulle dichiarazioni uscite dal Viminale?  Per saperlo abbiamo interpellato Vito Petrocelli. Cinquanta anni, due figli, materano (nato a Taranto), geologo, nel movimenteo fondato da Grillo dal 2009, Petrocelli è stato eletto al Senato, nella circoscrizione Basilicata, alle Politiche dell’anno scorso.

Petrocelli, è vero che i Cinque Stelle non hanno avuto niente da ridire sul comportamento della polizia a Roma? Né sull’intervista con il vice ministro Bubbico? Come mai?

“Ho letto l’intervista a Tassinari. Le cose stanno come dice lui. Parlare di Bubbico e dei fatti accaduti a Roma non ci interessa. Noi, come diceva lui, vogliamo stare sul concreto. Vede? Non è che questa polemica non ci tocchi, ma –  come viene spiegato nell’intervista – non ci va di partecipare a un dibattito con coloro che Tassinari ha giustamente definito rappresentanti della sinistra ultrasnob,  quella legata alla lista Tsipras; oppure con i parlamentari di Sel, la cosiddetta sinistra in Parlamento: che poi è diventata la principale stampella del Governo per tenere in vita il Def. Loro lo chiamano atteggiamento responsabile. Non è altro che l’ennesima conferma del fatto che se si è eletti dentro uno schieramento (la coalizione con Bersani, ndr) poi si può anche fingere di stare all’opposizione, ma nei momenti decisivi si vota per chi t’ha portato in Parlamento”.

Che cosa pensate dell’intervista in cui Bubbico contesta gli eccessi polizieschi?

“Quel che dice Bubbico non ci riguarda. Noi abbiamo idee chiare in materia di ordine pubblico. Abbiamo un disegno di legge pronto da mesi. Sta sul nostro portale ed è a disposizione di tutti. Prevede l’obbligo del codice identificativo per tutti gli uomini delle forze dell’ordine. Nell’interesse di questi ultimi, innanzitutto. Della loro sicurezza. E poi, certo, dei cittadini. Esiste in tutti i Paesi civili. Non si capisce perché non possa essere introdotto anche nel nostro. Il sindacato di polizia dice che in questo modo si espongono gli agenti, che così diventano identificabili. Una stupidaggine. Il codice serve proprio ai dipartimenti di pubblica sicurezza per tenere sotto controllo i poliziotti, ma anche per renderli maggiormente responsabili. E soltanto le autorità di Ps sarebbero in grado di risalire dal numero identificativo a un nome e cognome”.

Nell’intervista venite definiti l’unica opposizione allo Stato..

“Più che anti-Stato ci consideriamo antisistema. Se fossimo anti-Stato non staremmo in Parlamento. Continueremmo a svolgere attività di controinformazione o di comitato, staremmo nei gruppi extraparlamentari…Vede? I Cinque Stelle sono moltissime cose, ma non anti-Stato. Il fatto è che lo Stato, oggi, esprime un sistema coercitivo e truffaldino. Ecco, noi siamo contro questa espressione dello Stato”.

Ma perché, secondo lei, Bubbico ha voluto distinguersi dalla linea tenuta dal Ministero?

“Lasciamo perdere Bubbico. Le ripeto, preferisco stare sulle nostre proposte. Allora: a Roma sono scesi in piazza per la casa? Noi su questo abbiamo presentato numerose mozioni al Governo. Riteniamo che la prima abitazione non si possa toccare, che sia impignorabile. C’è una mozione, firmata a novembre dal capogruppo del 5 Stelle alla Camera, sul diritto abitativo. Abbiamo documentato la necessità di realizzare 600-650 mila alloggi popolari nel contesto di un’emergenza che riguarda circa 5 milioni di persone. E detto no alla svendita del patrimonio pubblico, come ora sta invece avvenendo, protagoniste le grandi compagnie assicurative.  Sono queste le cose su cui preferiamo batterci, non ci interessa fare chiacchiere”.

Secondo lei, esistono casi in cui la violenza di piazza è legittima, in cui può essere giustificata?

“Le faccio un esempio. Sono 20 anni che conduciamo una battaglia popolare contro l’Alta velocità in Val di Susa con il movimento No Tav. Un nostro parlamentare la settimana scorsa ha sfidato i manganelli in un corteo da quelle parti. Però le dico anche che le ragioni dei cittadini vanno ascoltate altrimenti c’è il rischio, contro il quale noi ci battiamo, che la lotta sfoci in azioni violente. E’ ciò che da sempre sostiene Beppe Grillo”.

E tuttavia a Matera foste accusati dal Pd di essere violenti e antidemocratici, perché disturbaste un loro comizio. E’ una contestazione che vi fanno spesso. Ci sarà una ragione…

“Alle accuse di questo genere siamo abituati. E’ accaduto la settimana scorsa al Senato. Succede spesso alla Camera. La verità che tutti i partiti, di centrodestra e di centrosinistra, sono intransigenti a parole ma accomodanti nei fatti. Siccome noi facciamo opposizione vera ci chiamano, a seconda dei casi, fascisti o comunisti. Sono accuse che a me non fanno né caldo né freddo. Ho una storia personale che parla per me. Il fatto è che, contro di noi, i partiti non sanno a che cosa aggrapparsi. E non è un caso che soltanto con i 5 Stelle si sia arrivati alla ghigliottina parlamentare? Loro, invece, un compromesso lo trovano sempre”.

A proposito dei No Tav, esiste un pericolo di terrorismo in Val di Susa?

“Ma scherziamo? Dopo venti anni di lotte  pacifiche…No, per nulla”.

Eppure gli allarmi non mancano…

“Abbiamo sentito di tutto. Ora abbiamo anche un senatore del Pd che ha subito, o dice di aver subito, attentati incendiari sul pianerottolo di casa sua. Ma quando ne parla non sembra affatto preoccupato. Anzi, l’ho visto assolutamente sereno. E non è una battuta alla Renzi”.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?