Salta al contenuto principale

Bradascio spegne i "fuochi"
"Pittelliani granitici"

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 54 secondi

 

MATERA - «La realtà non mi pare negativa come si lascia trasparire. Le scelte vengono fatte nel segno della compattezza. Sempre».

Luigi Bradascio, consigliere regionale “pittelliano” racconta senza inibizioni l’ultima Finanziaria e i tanti spunti polemici che si sono scatenati. Ridimensionando ogni asprezza e sottolineando anche la compattezza di un gruppo «granitico» sia sotto un profilo politico sia nel lavoro, in senso più ampio, svolto all’interno del Consiglio in questi ultimi giorni. «C’è stato quell’incidente per il quale siamo andati sotto, è sembrato che non eravamo in Consiglio, in realtà dopo ore di dibattito in molti si erano semplicemente allontanati per qualche minuto. E’ stato un episodio che ha avuto un’enfasi eccessiva».

Partiamo dalla questione royalties e dal famoso emendamento di Benedetto che ha scatenato il putiferio?

«In realtà non c’è stato alcun putiferio, in commissione c’era stato l’impegno con Nicola Benedetto a sollevare il problema, poi si è verificato che una distribuzione a pioggia delle risorse aveva un impatto che molto spesso in passato era stato criticato.

Ed allora è stato confermato l’impegno a fare un uso finalizzato delle royalties per produrre nuova ricchezza. Benedetto è stato brillante a buttare il sasso, poi ha pensato di andar via. Ma la maggioranza ha risposto in maniera compatta».

Passiamo all’Apt a Matera. Un passo avanti e poi uno indietro con la sede operativa che rimane a Potenza?

«Mi pare che in questa regione bisogna fare un’opera di rappacificazione sociale, bisogna assumersi delle responsabilità. Se si diffida di tutti e allora non si salva nessuno. Serve un ambiente vivibile, oggi la questione, con la campagna elettorale a Potenza urta delle suscettibilità. E al di là di eccessi da campagna elettorale bisogna tenerne conto e pacificare la situazione».

Urta delle suscettibilità anche dare 9 milioni a Potenza per andare incontro alle esigenze del capoluogo di regione?

«Ecco, è proprio quello di cui parlavo bisogna tenere in considerazione che quei 9 milioni vanno inquadrati in maniera complessiva e in un sistema sovracomunale per cui appaiono una giusta scelta e danno senso a quel contributo di una città che ospita migliaia di persone che arrivano da fuori e deve sostenere delle spese.

Ritroviamo l’amore per la nostra terra, non facciamo discorsi da mercato rionale. L’Apt a Matera si farà e c’è già un primo passo, un segnale, io farei anche di più. Penso all’agraria a Metaponto».

Parliamo della questione politiche. La scelta di Polese ha rotto l’armonia nel gruppo pittelliano?

«Questa cosa mi fa sorridere. C’è grande armonia. C’è un’atmosfera costruttiva in termini legislativi. In Consiglio si viaggia su una medesima lunghezza, fuori siamo in campagna elettorale a Potenza e possono venire fuori differenze, si marca il territorio e l’appartenenza.

Da qui a dire che il gruppo pittelliano è in rotta, ce ne passa. Siamo molto compatti, granitici in Consiglio. I voti espressi lo dimostrano».

La scelta di Polese? Siete stati avvertiti?

«Chi vuole manifestare una scelta non può certo essere frenato. Io poi non ho una visione completa delle dinamiche potentine, di questa cosa ho avuto notizia negli ultimi giorni. Non ne avevo una conoscenza diretta ma non c’è un problema. C’è un gruppo che funziona alla grande, è chiaro che se qualcuno manifesta un’opinione diversa, il resto del gruppo può sottolineare questo scatto in avanti. Tra un mese credo che torneremo in una logica diversa».

Visto che non ha una conoscenza diretta delle Comunali 2014 a Potenza, cosa pensa invece di quelle 2015 a Matera?

«Mi auguro innanzitutto che non ci sia una campagna elettorale così lunga. Io sono uno che ha votato Adduce, sono convinto che ha ereditato una situazione non facile e con un consenso molto limitato visto l’esito elettorale. Ma nonostante questo non credo abbia fatto male.

Se poi devo dire la mia opinione ed allora aggiungo che mi piacerebbe un rinnovamento della classe dirigente di questa città. Ripeto non credo che Adduce abbia fatto male, ma forse servirebbe cambiare a questo punto».

In quale direzione?

«Io sono un amico, non lo nego, di Luca Braia e credo che i prossimi mesi diranno cosa potrà succederà. Sono convinto che è una risorsa ed una ricchezza per questa città».

p.quarto@luedi.it

 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?