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Equilibri politici alla prova delle comunali
Falotico e Petrone:vendette in agguato

Basilicata

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di SALVATORE SANTORO
POTENZA - Sarà centrosinistra contro centrosinistra? Possibile. Ad ogni modo non c’è dubbio che la sfida tra Luigi Petrone e Roberto Falotico è quella di cartello. Quella che crea curiosità e quella che potrebbe andare avanti anche oltre il primo turno. Ed è quella che si presenta come una copia imperfetta del duello già visto alle scorse regionali. Da un lato c’è il candidato scelto dall’oligarchia del Pd, dall’altro il “rivoluzionario” che vuol sfasciare le scelte imposte dai colonnelli di sempre. Ma è una copia imperfetta. Perchè la scorsa volta la sfida intestina al centrosinistra si consumò alle primarie. Questa volta la partita si gioca alle elezioni vere e proprie. Ma lo schema è lo stesso. Pari pari. Con Petrone nel ruolo che fu di Lacorazza e Falotico che spera di fare il Pittella. Ma non è una sfida a due. Alla contesa sono iscritti altri 5 candidati sindaci. Alcuni con buone speranze di fare da terzi incomodi (è quanto vogliono Cannizzaro, De Luca e Giannizzari). Poi ci sono i due outsider De Nagelis e Di Bello che comunque si giocheranno le proprie carte fuori dagli apparati tradizionali di partito. Ad ogni modo Petrone e Falotico pescano nello stesso bacino. La loro è una sfida iniziata già da alcune settimane a livello di polemiche e proclami che ora entra realmente nel vivo dopo la presentazione delle liste a loro collegate. La partita si gioca con un esercito di candidati in campo. Meno dello scorsa volta ma comunque tantissimi. Nel 2009 furono 750 circa, questa volta non si arriva a 640. Ma c’è da essere certi che c’è almeno un aspirante consigliere a famiglia o a condominio. 
Quanto conta l’appartenenza politica e quanto invece la conoscenza diretta è materia da sociologhi dotati di fantasia e immaginazione. Resta, per i fatti, che a Potenza dopo la liquificazione della Dc il sindaco è sempre stato di centrosinistra o comunque sostenuto da maggioranze di centrosinistra. Questa volta magari è il contrario, ma l’harakiri del centrodestra che quasi per emulazione si è diviso quasi perfettamente in due. Da un lato Forza Italia, Udc e Ncd dall’altro Fratelli d’Italia e PpI. Per ciascuno tre liste. Fossero andati insiem, il centrodestra avrebbe potuto contare su sei liste: due meno di Petrone, due più di Falotico. Ma la storia non si fa con i se o con i ma. 
In tutto questo la cronaca consegna un totale di 21 liste di candidati per Potenza città. Più di un terzo sono quelle che tireranno la volata a Petrone: otto. L’intenzione dichiarata è quella di cercare fino all’ultimo voto utile per vincere la sera del 26 maggio. Non fosse così il rischio di un ribaltone al ballottaggio sarebbe altissimo. 
E’ quello su cui conta Falotico: sfidare Petrone in un faccia a faccia dopo che “gli hanno negato le primarie del centrosinistra”. A quel punto (c’è un solo precedente nel capoluogo quando Fierro battuto al primo turno sconfisse Bonita Oliva che era il candidato di Ds e Margherita), l’ex assessore potrebbe convincere quelli di centrodestra a sostenerlo e fare squadra con gli avversari comuni del Pd. E magari potrebbe anche contare in una sua squadra motivatissima a differenza di quella del centrosinistra “ufficiale” con qualche big che una volta incassato il risultato di lista potrebbe disinterressarsi della sfida finale. Ma prima deve arrivare per lo meno secondo e sperare che Petrone non faccia il pienone. Certo forse, ci si poteva aspettare qualcosa di più. Quatto liste presentate per Falotico sono il minimo sindacale viste anche le primarie con Singetta e Cantisani organizzate il 13 aprile scorso in pochi giorni per mostrare al Pd i muscoli. In fondo, almeno per numero di candidati è quasi pareggio con De Luca e Cannizzaro. Ma probabilmente con i pittelliani che questa volta non sono rimasti tutti dallo stesso lato non si poteva fare di più. Poi se ballottaggio dovesse essere allora sarebbe una storia tutta diversa. Probabilmente da riscrivere totalmente anche per quanto riguarda le dinamiche pittelliane. Ma una cosa alla volta. Per ora è il momento dei sogni dei candidati. 

POTENZA - Sarà centrosinistra contro centrosinistra? Possibile. Ad ogni modo non c’è dubbio che la sfida tra Luigi Petrone e Roberto Falotico è quella di cartello. Quella che crea curiosità e quella che potrebbe andare avanti anche oltre il primo turno. 

Ed è quella che si presenta come una copia imperfetta del duello già visto alle scorse regionali. 
Da un lato c’è il candidato scelto dall’oligarchia del Pd, dall’altro il “rivoluzionario” che vuol sfasciare le scelte imposte dai colonnelli di sempre. Ma è una copia imperfetta. Perchè la scorsa volta la sfida intestina al centrosinistra si consumò alle primarie. Questa volta la partita si gioca alle elezioni vere e proprie. Ma lo schema è lo stesso. Pari pari. Con Petrone nel ruolo che fu di Lacorazza e Falotico che spera di fare il Pittella. Ma non è una sfida a due. Alla contesa sono iscritti altri 5 candidati sindaci. Alcuni con buone speranze di fare da terzi incomodi (è quanto vogliono Cannizzaro, De Luca e Giannizzari). Poi ci sono i due outsider De Angelis e Di Bello che comunque si giocheranno le proprie carte fuori dagli apparati tradizionali di partito. Ad ogni modo Petrone e Falotico pescano nello stesso bacino. 
La loro è una sfida iniziata già da alcune settimane a livello di polemiche e proclami che ora entra realmente nel vivo dopo la presentazione delle liste a loro collegate. La partita si gioca con un esercito di candidati in campo. Meno dello scorsa volta ma comunque tantissimi. Nel 2009 furono 750 circa, questa volta non si arriva a 640. 
Ma c’è da essere certi che c’è almeno un aspirante consigliere a famiglia o a condominio. Quanto conta l’appartenenza politica e quanto invece la conoscenza diretta è materia da sociologhi dotati di fantasia e immaginazione. Resta, per i fatti, che a Potenza dopo la liquificazione della Dc il sindaco è sempre stato di centrosinistra o comunque sostenuto da maggioranze di centrosinistra. Questa volta magari è il contrario, ma l’harakiri del centrodestra che quasi per emulazione si è diviso quasi perfettamente in due. Da un lato Forza Italia, Udc e Ncd dall’altro Fratelli d’Italia e PpI. 
Per ciascuno tre liste. Fossero andati insiem, il centrodestra avrebbe potuto contare su sei liste: due meno di Petrone, due più di Falotico. Ma la storia non si fa con i se o con i ma. In tutto questo la cronaca consegna un totale di 21 liste di candidati per Potenza città. Più di un terzo sono quelle che tireranno la volata a Petrone: otto. L’intenzione dichiarata è quella di cercare fino all’ultimo voto utile per vincere la sera del 26 maggio. Non fosse così il rischio di un ribaltone al ballottaggio sarebbe altissimo. 
E’ quello su cui conta Falotico: sfidare Petrone in un faccia a faccia dopo che “gli hanno negato le primarie del centrosinistra”. A quel punto (c’è un solo precedente nel capoluogo quando Fierro battuto al primo turno sconfisse Bonita Oliva che era il candidato di Ds e Margherita), l’ex assessore potrebbe convincere quelli di centrodestra a sostenerlo e fare squadra con gli avversari comuni del Pd. E magari potrebbe anche contare in una sua squadra motivatissima a differenza di quella del centrosinistra “ufficiale” con qualche big che una volta incassato il risultato di lista potrebbe disinterressarsi della sfida finale. Ma prima deve arrivare per lo meno secondo e sperare che Petrone non faccia il pienone. Certo forse, ci si poteva aspettare qualcosa di più. Q
uatto liste presentate per Falotico sono il minimo sindacale viste anche le primarie con Singetta e Cantisani organizzate il 13 aprile scorso in pochi giorni per mostrare al Pd i muscoli. In fondo, almeno per numero di candidati è quasi pareggio con De Luca e Cannizzaro. 
Ma probabilmente con i pittelliani che questa volta non sono rimasti tutti dallo stesso lato non si poteva fare di più. Poi se ballottaggio dovesse essere allora sarebbe una storia tutta diversa. Probabilmente da riscrivere totalmente anche per quanto riguarda le dinamiche pittelliane. Ma una cosa alla volta. Per ora è il momento dei sogni dei candidati. 

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