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L'assessore Messina: "Noi eravamo quelli
che portavano voti al Pd"

Basilicata

Tempo di lettura: 
5 minuti 26 secondi

 

di ANTONELLA GIACUMMO
POTENZA - «Nessuno è stato cacciato, anzi. Fino a due giorni fa ancora mi chiedevano di presentarmi. Ma io sono una persona coerente, ho detto no e no sarà. Non mi candido, ma attenzione: pensare che io mi metta in un angolo è un errore».
La delusione di alcuni nomi importanti dell’ex amministrazione guidata da Santarsiero è sempre più grande. «E ora però - spiega Giuseppe Messina - si stanno rendendo conto anche loro del danno che si sono fatti da soli. Perchè eravamo noi a portare i voti».
Messina resta fuori dalle liste, anche se «sosterrà un gruppo di giovani della società civile di cui condivido le scelte. E ho puntato in particolare su un giovane di 22 anni. Mi sembra anche un segnale positivo il passaggio da una generazione all’altra». Quello che è certo è che non sosterrà il candidato ufficiale del Pd, Luigi Petrone, ma il suo più diretto antagonista, Roberto Falotico. Ed è un consistente “pacchetto di voti” che si sposterà quindi da una parte all’altra. 
Una ripicca? «No, assolutamente. Dietro Falotico del resto - continua Messina c’è una buona fetta del Pd, mica ci sono solo io. Anche perchè, se vogliamo dirla tutta, Falotico quanto meno ha attivato delle procedure democratiche. Lui le Primarie le ha fatte e io considero questo atto più che positivo. Quindi ora se devo scegliere non scelgo certo chi ha imposto un nome. Io non ho nulla contro l’avvocato Petrone, sia chiaro. E’ solo che secondo me non era la scelta ideale come candidato sindaco e il non interpellarci neppure è stato un errore».
E quel Pd lesionato, frazionato, diviso e litigioso che si ritrova quasi in tutti i comuni lucani esplode qui, nel suo capoluogo. Così la futura Direzione regionale del partito si preannuncia già assolutamente infuocata.
«Io non resto fermo, non smetto di far politica. E soprattutto resto nel Pd: poi faremo i conti alla fine, dopo le elezioni in Direzione regionale. Io per il momento so che il Pd ha puntato su persone che del partito non sono mai state, dimenticando chi ha fatto sempre correttamente il suo lavoro. Ha messo in lista, tanto per fare un paio di esempi, Loredana Albano, che la scorsa volta si è presentata nei Verdi e non è stata eletta, Antonio Di Giuseppe che era in una civica contro Santarsiero e non è stato eletto. Io mi sono presentato quattro volte e quattro volte sono stato eletto. Significherà qualcosa?».
E Messina non sarà l’unico a sostenere Falotico piuttosto che Petrone, come ci si sarebbe aspettato dai rappresentanti dell’ex giunta Santarsiero. 
Nella lista “Potenza condivisa” ritroviamo l’assessore alla Viabilità, Antonio Pesarini. Anche lui, probabilmente, si aspettava un ruolo diverso nel Pd. E ancora Teodosio Ciriello, prima nei Dec, poi a sostegno di Santarsiero e ora nuovamente accanto a Falotico. E quest’ultimo incassa anche un altro nome di rilievo: il socialista Felice Scarano, anche lui capace di portare un bel pacchetto di voti.

 

POTENZA - «Nessuno è stato cacciato, anzi. Fino a due giorni fa ancora mi chiedevano di presentarmi. Ma io sono una persona coerente, ho detto no e no sarà. Non mi candido, ma attenzione: pensare che io mi metta in un angolo è un errore».La delusione di alcuni nomi importanti dell’ex amministrazione guidata da Santarsiero è sempre più grande. 

«E ora però - spiega Giuseppe Messina - si stanno rendendo conto anche loro del danno che si sono fatti da soli. Perchè eravamo noi a portare i voti».Messina resta fuori dalle liste, anche se «sosterrà un gruppo di giovani della società civile di cui condivido le scelte. E ho puntato in particolare su un giovane di 22 anni. Mi sembra anche un segnale positivo il passaggio da una generazione all’altra». 

Quello che è certo è che non sosterrà il candidato ufficiale del Pd, Luigi Petrone, ma il suo più diretto antagonista, Roberto Falotico. Ed è un consistente “pacchetto di voti” che si sposterà quindi da una parte all’altra. 

Una ripicca? «No, assolutamente. Dietro Falotico del resto - continua Messina c’è una buona fetta del Pd, mica ci sono solo io. Anche perchè, se vogliamo dirla tutta, Falotico quanto meno ha attivato delle procedure democratiche. Lui le Primarie le ha fatte e io considero questo atto più che positivo. Quindi ora se devo scegliere non scelgo certo chi ha imposto un nome. Io non ho nulla contro l’avvocato Petrone, sia chiaro. E’ solo che secondo me non era la scelta ideale come candidato sindaco e il non interpellarci neppure è stato un errore».

E quel Pd lesionato, frazionato, diviso e litigioso che si ritrova quasi in tutti i comuni lucani esplode qui, nel suo capoluogo. Così la futura Direzione regionale del partito si preannuncia già assolutamente infuocata.

«Io non resto fermo, non smetto di far politica. E soprattutto resto nel Pd: poi faremo i conti alla fine, dopo le elezioni in Direzione regionale. Io per il momento so che il Pd ha puntato su persone che del partito non sono mai state, dimenticando chi ha fatto sempre correttamente il suo lavoro. Ha messo in lista, tanto per fare un paio di esempi, Loredana Albano, che la scorsa volta si è presentata nei Verdi e non è stata eletta, Antonio Di Giuseppe che era in una civica contro Santarsiero e non è stato eletto. Io mi sono presentato quattro volte e quattro volte sono stato eletto. Significherà qualcosa?».

E Messina non sarà l’unico a sostenere Falotico piuttosto che Petrone, come ci si sarebbe aspettato dai rappresentanti dell’ex giunta Santarsiero. Nella lista “Potenza condivisa” ritroviamo l’assessore alla Viabilità, Antonio Pesarini. Anche lui, probabilmente, si aspettava un ruolo diverso nel Pd. E ancora Teodosio Ciriello, prima nei Dec, poi a sostegno di Santarsiero e ora nuovamente accanto a Falotico. 

E quest’ultimo incassa anche un altro nome di rilievo: il socialista Felice Scarano, anche lui capace di portare un bel pacchetto di voti.

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