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Lite tra "compagni"
Valvano chiarisce

Basilicata

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POTENZA - «Non chiedo l’espulsione della lista ma solo che tolgano il nostro simbolo». Chiarisce così il segretario regionale del Psi di Basilicata, Livio Valvano tutta la vicenda della querelle e del ricorso presentato contro la lista “Socialisti uniti” di Giuseppe Ferraro che concorre alle elezioni per la carica di dindaco del capoluogo di regione.

Il chiarimento di Valvano arriva il giorno dopo la pubblicazione della notizia del ricorso presentato alla Cossimssione elettorale circondariale di Potenza.

«Non vogliamo l’esclusione della lista di Ferraro. Chiediamo solo la rettifica del simbolo. Non può avere l'acronimo “Psi”. Tutto qua!». Valvano il concetto lo ha spiegato ieri mattina direttamente su Twitter. Insomma possono stare tranquilli i 28 candidati consiglieri comunali e può stare “sereno” anche il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra per la città di Potenza, Luigi Petrone.

Nessuna tegola per la coazlizione. E in effetti il ricorso per far eliminare una lista concorrente sarebbe stato un autogol. E Valvano chiarisce di non aver mai pensto una cosa del genere. Insomma la questione dovreb be risolversi solo con la sostituzione del simbolo. Il vero Psi infatti, quello di Valvano e Nencini pure corre alle comunali di Potenza con il proprio simbolo in società con “Potenza democratica” che è stata ispirata dal consigliere regionale pittelliano, Mario Polese.

Detto questo rimane in pieda la questione politica. A Valvano e agli altri dirigenti del Psi comunque non è piaciuto che ci sia chi abbia concesso a Ferraro di consegnare la lista con il simbolo “Psi”.

In pratica il candidato sindaco Luigi Petrone, avrebbe dovuto stare attento ai simboli e ai nomi delle liste nel momento di concedere l’appararentamento.

Ad ogni modo la questione del ricorso è nelle mani dei magistrati della commissione elettorale di Potenza. Nei prossimi giorni si saprà tutto.

Al netto di questo comunque continuano in tutto il panorama elettorale per queste comunali le polemiche e i sospetti come si può leggere anche nell’articolo a pagina 7. La sensazione è che (almeno per il momento) manchino le idee e i progetti per la città capoluogo e si indugi troppo sulle polemiche. Forse sarebbe il caso di azzerare lo scontro e cominciare a far prevalere la politica.

s.santoro@luedi.it

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