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Nasce il correntone riformista
che fa capo a Speranza

Basilicata

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UN autobus di 53 “pellegrini” partiti da Potenza, più quattro macchine: tutti diretti verso la capitale. L’appuntamento è al teatro Eliseo. Si parla d’Europa, insieme a molti esponenti del Partito democratico, alcuni candidati alle elezioni del prossimo 25 maggio. Ma non sono i grandi temi comunitari ad aver spinto la folta delegazione lucana a partecipare all’iniziativa. Sono lì per celebrare il lucano più illustre in Parlamento. E’ il giorno del “battessimo” ufficiale del capogruppo alla Camera, Roberto Speranza. A capo di quella corrente riformista nata già da qualche settimana che ieri all’Eliseo ha promosso la sua prima iniziativa ufficiale. Si chiama “Area riformista” e ne fanno parte bersaniani, dalemiani  e anche i lettiani. E’ Speranza il loro nuovo punto di riferimento. I lucani arrivano nel primo pomeriggio e prendono posto alla spicciolata nelle file del teatro. Ci sono gli ex segretari, Guglielmo Epifani e Pierluigi Bersani. Manca D’Alema, che però è  assente “giustificato”. E non c’è neanche Letta, che in verità, dopo la direzione della sfiducia, non ha più preso parte ad appuntamenti ufficiali di partito. Chiaramente non potevano mancare i lucani Folino, De Filippo e Bubbico.

La kermesse, che prevede si articola con due  talk show, inizia quasi in orario. I lavori sono in dirette su Youdem. «Non siamo diversamente renziani», come qualcuno li ha definiti. Corrente di minoranza si, ma «leale» al premier. «Autonomi», ma con Renzi «nessuna contrapposizione». «Pronti a raccogliere la sfida del cambiamento, con una proposta che vuole essere di collaborazione a quella di Governo». «Matteo, ti siamo fedeli. Ma ascolta le nostre proposte». Sul palco si alternano Fassina, Gasbarra, Menna, carrozza, Gualtieri, Fedeli, Cassano, Bonafè e De Micheli.

Speranza prende la parola quasi alla fine. «Siamo un partito migliore di quel che viene raccontato. Se ci guardiamo intorno è facile concludere che non c’è un-altra forza migliore di noi. Non è un bene che ci sia un centrodestra in salute e un movimento come quello di Grillo a dir poco devastante. Ecco perchè , dobbiamo dircelo chiaramente, solo il Pd può salvare questo Paese. Ma è pur vero che non siamo mai stati una caserma. Non ci piace il pensiero unico. Discutiamo, ci confrontiamo, partendo da punti di vista diversi, ma poi alla fine si decide e si va avanti. E allora va bene la dialettica interna che arricchisce la proposta, ma senza perdere di vista il nostro ruolo più importante: ridare credibilità alle istituzioni. Solo noi possiamo farlo. Altrimenti si rischia l’implosione».

Speranza ringrazia il presidente Giorgio Napolitano «per il senso di responsabilità che lo ha spinto a rimanere in carica e per il grande lavoro che sta facendo». E aggiunge: «Ci stiamo giocando il futuro dell’Italia. E, a mio avviso, non possiamo permetterci per nessun motivo il fallimento della stagione delle riforme. Su questo tema non vince o perde Matteo Renzi, se falliamo perde il Paese. Se non tiene il Pd, non regge il sistema Paese».

m.labanca@luedi.it

 

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