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Dal petrolio allo scontro tra le correnti
Perché i democratici non hanno presentato la lista

Basilicata

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VIGGIANO – La rottura delle primarie si è risentita soprattutto in Val d’Agri e in particolare nella “capitale del petrolio”. Viggiano è stato il “cuore” dello scontro più acceso che si è verificato all’interno del Partito Democratico. Una conflittualità che ha portato alla presentazione della lista di Amedeo Cicala con una  compagine civetta imbastita a pochi minuti dallo scadere del “gong”.  Una vicenda che ha dimostrato ancora una volta la debolezza di un Partito Democratico, diviso tra correnti che ne hanno determinato la rottura.  A spiegare ciò che è accaduto, l’ex senatore Romualdo Coviello, nonché consigliere comunale uscente della legislatura Alberti. Raggiunto al telefono, solleva immediatamente la questione su un comune il cui «problema è il controllo delle risorse». «C’è un potere – dice -  e ci sono le risorse petrolifere e le royalties». Ed ecco la  “rottura” virulenta tra  una parte che  voleva continuare sull’autonomia, l’altra parte che ha scelto di essere sulla linea della giunta regionale», alimentando poi lo strappo. Una scissione tra «chi è arrivato a dire – ha evidenziato l’ex senatore -  che su questo territorio le risorse vengono gestite dalle autonomie locali e l’altro, invece ha detto che devono essere gestite dalla Regione e spalmate sull’intero territorio». Fibrillazione e prove tecniche di scissione  che hanno segnato le due aree ed un “problema di eredità” «La prima area rivolta – prosegue Coviello -  a confermare una strategia quella del Programma che abbiamo realizzato in questa legislatura, puntando su due cose: prima di tutto far crescere la capacità di trattativa con l’Eni, come l’accordo del gas, che è stato abbastanza contrastato, soprattutto, nel cambio della prima e seconda giunta». «Noi abbiamo lavorato – ha puntualizzato -  non per una visione comunale ma per una visione comunitaria. Sapendo che c’era un disagio molto forte tra gli enti locali, li abbiamo aggregati e portati ad un’unica trattativa di “Viggiano e i dieci comuni dell’Alta Val d’Agri». Per Coviello, il motivo della rottura  è da ricercare nella «crescita delle autonomie, difesa del gruppo dirigente locale e dall’altro l’immissione di un gruppo dirigente che era del PD e poi in qualche modo si è avvicinato più all’area di centro destra». Tutto ciò scaturito a seguito anche delle elezioni regionali dove ci sono state le due linee di rottura, cuperliana e renziana, la linea che ha votato per l’area cattolico  - diessina, quindi lacorazziana e l’altra, invece, pittelliana. Uno scontro che si è verificato in maniera virulenta sull’aspetto locale che in qualche modo ha visto la rivendicazione da parte di  quell’area che aveva vinto le primarie. «Questo ha rotto – ha affermato Coviello -  un po’ gli equilibri». Ma non solo. «Poi ci sono state le ingerenze anche da leadership esterne a Viggiano, a fronte di una parte e dell’altra. Il segretario del Pd locale di Viggiano – ha sottolineato Coviello -  che era di area socialista si è candidato con l’area pittelliana ed ha ritenuto di rompere il partito e di andarsene con Cicala che era il referente di quest’area con Galante, Mario Polese. Tutto ciò  ha portato alla difficoltà di unificare». «Il Pd locale – ha aggiunto Coviello -  ha richiesto le dimissioni del segretario che è andato via aprendo la strada al commissariamento. C’è la  formazione di un gruppo che continuerà con la linea del sindaco Alberti e dagli assessori uscenti e il gruppo dei giovani che era intorno a noi. Si recupererà un’area del partito e credo che insieme all’area della sinistra si contrapporrà e vigilerà sulla qualità del programma e sul comportamento rispetto all’altra istituzione».

 

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