Salta al contenuto principale

Bigliettini come opere d’arte
L’idea dell’artista Corbisiero, candidato Pd

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 21 secondi

«MI sono chiesto: ma davvero questo bigliettino mi rappresenta?». Poi: «Che cosa posso mai raccontare di me?». E siccome cinque anni fa avevano avuto successo, Franco Corbisiero ha deciso di replicare l’esperienza. In questi giorni è alle prese con la realizzazione di circa cinquecento santini unici.

Ex direttore di banca, artista da sempre, con una passione per la pittura sfociata in uno stile personale in età adulta. Si era candidato al consiglio comunale di Potenza già nel 2009, con il Pd. Ma in aula è entrato solo 40 giorni fa, dopo le dimissioni del consigliere Raffaele Rinaldi, incompatibile con il ruolo di capo di gabinetto del governatore. Candidato di nuovo, sempre con il Pd, ha deciso di recuperare l’idea e ri-allestire la campagna elettorale con un tocco di colore.

Ha fatto stampare cinquecento bigliettini nel formato comune. Sul fronte nome, data delle elezioni e il primo piano in banco e nero. Sul resto, spazio bianco. Lo sta riempiendo di disegni unici, originali, nessuno uguale all’altro. Colore acrilico o pantoni, rispettando le tre grandi linee delle sue opere: paesaggi, volti di donna o musica. Nel suo studio, in via Genova, sta piano piano completando l’opera. Su ogni bigliettino traccia il disegno «senza mai alzare la punta dal biglietto». Poi passa al riempimento, in tonalità accese.

«È che almeno così, finita questa campagna elettorale, qualcosa resta. In genere tutti i santini vengono gettati. Chi vorrà, potrà decidere di tenersi il mio, nascondendo magari il fronte e conservando la piccola opera».

Una vita a lavorare sui numeri (prima ispettore Agip, poi direttore di banca). A sinistra da sempre, fin dai tempi della tessera del Pci. Poi l’allontanamento dalla pratica politica dopo gli anni del terrorismo.  Con la pensione anticipata ha trasformato la passione di sempre in un’attività a tempo pieno. Vocazione artistica da sempre, studi all’istituto d’arte.  «A un certo punto ho smesso di fare mostre, cercavo una tecnica tutta mia. L’ho trovata da grande, disegno per per sottrazione». Ricopre il pannello di strati di colore, a olio, qualche volta acrilico, tutto sotto un ultimo strato di bitume.  «È questo il materiale su cui comincio a disegnare, andando a raschiare per far emergere colori e forme che desidero».

Giovedì sarà con i suoi quadri in una collettiva romana, nel complesso museale della Basilica di Santa Maria. Poi si immergerà nella campagna elettorale cittadina. I 40 giorni in consiglio, racconta, lo hanno convinto che si può fare molto. «Serve più ordine nel governo della città. Io, dovessi entrare, cercherei di svolgere al meglio il ruolo di vigilanza».

sa.lo.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?