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Cicala e il sistema alternativo
delle royalties

Basilicata

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VIGGIANO - Fino a pochi minuti dal termine fissato per la consegna delle liste, era l’unico pretendente alla carica di sindaco. Le beghe tutte interne al Pd e il successivo sconquasso del partito a Viggiano, hanno determinato una situazione politica che forse nemmeno lui si aspettava. Amedeo Cicala non è nuovo alla competizione elettorale. Già 5 anni fa aveva proposto il suo personale “cambiamento” per il “paese del petrolio”, ma le urne premiarono il già sindaco Alberti. Ora a pochi giorni dalle elezioni è il maggior “indiziato” a vestire i panni di sindaco - per l’altro schieramento si parla di lista “civetta” o come la definisce lo stesso Cicala «di salvezza cittadina» - in uno dei paesi più ricchi d’Italia. Lo abbiamo voluto incontrare per farci spiegare la sua idea di Viggiano: dal petrolio e quindi le royalties, all’ambiente, fino alla disoccupazione. Ha le idee chiare Cicala e se sarà eletto porterà quello che lui definisce «lo schema del territorio».
Insomma se sarà eletto sindaco, qual è la cosa che secondo lei bisogna “rinnovare” a Viggiano?
«Dobbiamo dare un senso di svolta che deve essere avvertito da tutti i cittadini. Come farlo? Nei fatti, nell’amore per il territorio e nelle potenzialità che Viggiano ha. E non parlo solo di territorio comunale. Dal mio punto di vista Viggiano deve essere capofila dello sviluppo di tutta la valle».
Come si approccerà al tema “petrolio”? Come intende rapportarsi con le compagnie petrolifere e con la Regione?
«Se sarò sindaco farò gli interessi dei cittadini. Detto questo, con la Regione dobbiamo improntare un rapporto istituzionale corretto basato su un confronto che sappia portare benefici non solo a Viggiano ma a tutta la Valle. Per quanto concerne il confronto con l’Eni, dobbiamo sederci con tranquillità e guardare le cose con la giusta serenità. Non nascondo e lo dico da consigliere di minoranza uscente, che in passato questo non c’è mai stato. Entrando nello specifico dico che vogliamo capire un po’ di più  di quanto accade. Dell’Eni conosciamo poco. Definito questo aspetto vogliamo intraprendere un percorso condiviso di natura economica, sociale e occupazionale. L’Eni è nella nostra terra. Noi dobbiamo avere rispetto verso di loro, ma pretediamo lo stesso rispetto anche da parte loro. Dobbiamo essere leali e trasparenti. Il petrolio c’è e questo è un dato di fatto da cui non possiamo prescindere. Ma l’aspetto ambientale e sanitario assume la stessa rilevanza. Anche su questo dobbiamo dialogare. Quello che è mancato in passato, è stato proprio questo aspetto».
Le royalties rappresentano un’entrata considerevole per il comune. Come intende spenderle?
«Come amministratori dovremmo avere la capacità di creare un sistema alternativo delle royalties. Mi spiego. C’è il petrolio sfruttiamo la risorsa al meglio in termini economici e con le royalties creiamo un sistema alternativo. A Viggiano ogni cosa è incentrata sul petrolio. Quello che noi diciamo è che attraverso il petrolio possiamo costruire condizioni di sviluppo alternative al greggio. E’ un processo lungo, ma l’obiettivo è quello di camminare con le nostre gambe. In questi anni questa visione è mancata. Sono stati fatti interventi a macchia di leopardo senza un progetto globale di sviluppo. Dobbiamo avere la capacità di mettere insieme questi investimenti e fare sistema. Solo così riusciamo a creare un’economia che può andare da sola».
Qual è l’eredità che lascia Alberti?
«Lascia qualche cantiere da completare come la piscina e la scuola. Ma in termini generali non ha avuto una visione di sviluppo per Viggiano».
Cosa pensa del fallimento del Pd a Viggiano?
«Il centrosinistra a Viggiano è diviso in tante correnti. Il fallimento è stato quello di insistere sullo schema di “centrosinistra”. Noi abbiamo puntato sullo “schema del territorio”. Mentre passavano le ore a riunirsi tra di loro, noi incontravamo la gente. A Viggiano c’è stato un movimento di popolo che ha deciso di voler cambiare. Questo aspetto loro lo hanno capito tardi».
Perchè un cittadino di Viggiano la dovrebbe votare?
«Perchè siamo il rinnovamento e perchè lavoriamo per unire il paese».

 

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