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Così cambierà lo Statuto comunale
Modifiche alla carta dei principi del capoluogo

Basilicata

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POTENZA - Il prossimo 9 maggio il consiglio comunale discuterà (e molto probabilmente approverà) le modifiche allo Statuto comunale. Il documento già da qualche tempo al centro del dibattito a Palazzo di città recupera e ritocca alcuni punti della carta cittadina, rinviando ai cambiamenti imposti da legge (come per la diminuzione del numero dei consiglieri da 40 a 30) o facendo un lavoro più ragionato rispetto a temi di impatto diretto sulla cittadinanza.

Dalla bozza correttiva di statuto emerge, spiega subito Salvatore Lacerra, coordinatore del gruppo che ha lavorato sul testo, un’impronta forte: «Abbiamo spostato l’asse principale della struttura dall’istituzione in sè, alla relazione con la cittadinanza».

Una scelta che hanno voluto mettere dentro fin dal metodo di lavoro. Un anno fa non è stata costituita la commissione speciale, ma per evitare costi aggiuntivi, il consiglio ha deciso di lavorare allo statuto nella conferenza dei capigruppo. A Salvatore Lacerra, in quota opposizione, è stato affidato il compito di coordinare i lavori, secondo la consuetudine che assegna alla minoranza ruoli di garanzia istituzionale.

Cinque anni fa, sul finire della precedente legislatura, lo statuto è stato approvato all’unanimità. Un lavoro lungo e di equilibrio che per la prima volta ha messo nero su bianco alcuni spunti importanti sui temi della partecipazione e sui diritti di cittadinanza. L’applicazione di alcuni di questi percorsi, come nel caso della relazione con i migranti del capoluogo, è rimasta spesso nota dolente.

«Abbiamo provato a coinvolgere diversi pezzi della cittadinanza, non sempre con lo stesso successo - racconta Lacerra - Abbiamo avuto riunioni con associazioni, comitati di quartiere, enti. Volevamo condividere il testo e, soprattutto, le modifiche che vi stavamo apportando con alcuni organismi di rappresentanza».

Proprio il capitolo sulla partecipazione del nuovo statuto introduce alcune novità. Il cambiamento del numero dei comitati di quartiere - forse un po’ troppi i 21 previsti oggi - è demandato ai regolamenti. Nel frattempo, però, la carta dei principi cittadini introduce una nuova forma di partecipazione alla vita istituzionale, le consulte tematiche. L’idea è quella di affiancare all’esperienza dei comitati di quartiere - che hanno funzionato solo in pochi casi - la possibilità di condividere temi e percorsi aggregando categorie, singoli o gruppi uniti dall’interesse.

Alcuni cambiamenti riguardano anche il rapporto tra consigli ed esecutivo: l’invito agli assessori a relazionare almeno una volta all’anno sulle attività svolte «è un modo per restituire all’organo legislativo uno sguardo di vigilanza e proposta».

Nel complesso, spiega Lacerra, l’idea «è stata quella di riproporre in tutto il testo un invito allo scambio continuo tra istituzione e cittadinanza. Con attenzione all’accoglienza, verso i cittadini e verso il territorio circostante. Perchè per la città che coordina un hinterland di 9 Comuni, adesso farà federe un inciso nel primo articolo dello statuto, in cui si legge: Potenza, città della pace.

s.lorusso@luedi.it

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