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Romano: "L’esperienza al servizio del paese
Confermare chi ha governato bene"

Basilicata

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DEI suoi 37 anni, ne ha già spesi dieci in Consiglio comunale, di cui, gli ultimi cinque, nel ruolo di vicesindaco. Si presenta a capo della coalizione che da vent’anni governa la cittadina. Rivendicando «i grandi risultati ottenuti per il paese» in questa lunga compagine di governo.

Una candidatura nel segno della continuità. Come dire: sempre gli stessi?

Continuità amministrativa certamente. Ci presentiamo con la stessa lista proprio perché è nostra intenzione proporci come la prosecuzione di quell’ottimo percorso intrapreso da chi ci ha preceduto. E che ha consentito al paese di raggiungere standard che molti ci invidiano. Nonostante la volontà di non recidere ma anzi di esaltare il rapporto che ci tiene legati alle precedenti amministrazioni, abbiamo fatto un grande sforzo di rinnovamento, puntando su sei candidature della società civile, con diversi profili ed espressione di vari mondi. In modo da saldare il rapporto con la cittadinanza.

E non teme scontenti e delusi?

E perché mai! Le ripeto: chi ha guidato questo paese lo ha fatto ottenendo dei grandi risultati. Certo, non si può non tener conto delle notevoli difficoltà a cui le amministrazioni sono dovute andare incontro. Dai tagli dei trasferimenti, al patto di stabilità, alle dimensioni della crisi economica che ha investito non solo le famiglie più deboli ma anche la fascia media. Eppure, gli obiettivi raggiunti sono stati tanti. Innanzitutto siamo riusciti a mantenere il livello dei servizi, con tassazione minima per i cittadini. Passo poi a elencare qualche opera di prossima realizzazione per darle l’idea: una scuola materna a Tito, la materna elementare allo Scalo, un baby parking più parco gioco.

Insomma, i classici fuochi d’artificio di fine mandato, come in ogni campagna elettorale che si rispetti?

Guardi, non si tratta di questo. Abbiamo mantenuto sempre un basso profilo, senza autoesaltazione di sorta. I progetti di molte di queste opere sono pronti già da un pò. Purtroppo i tempi della burocrazia sono lunghi. Come nel caso delle scuole, rimaste ferme a causa del patto di stabilità. Ma torna a ripetere: di cose ne sono state fatte tante. Certo, ci sono stati anche degli errori. Ma chi non li fa. Se c’è un pregio che ci ha contraddistinto è quello di aver operato esclusivamente per il bene del paese, trattando tutti nello stesso modo. Se sul nostro territorio ci sono stati importanti investimenti è perché, nel rispetto delle regole, abbiamo garantito parità di accesso a tutti. Sicuramente, senza distinzioni di colore politico. Anche se questo, in qualche caso, ha finito anche per penalizzarci.

Si spieghi meglio..

Beh penso a quanto accaduto a Pasquale Scavone, candidato alle scorse regionali, o a Giuseppe Buono, candidato al Consiglio provinciale. A livello personale a mio avviso ne hanno pagato lo scotto.

Pensa che la candidatura del sindaco uscente nella lista del presidente Pittella abbia eroso consenso all’interno della vostra area?

Non credo proprio. Pasquale ha fatto un percorso di avvicinamento alla linea del presidente. E siccome, come cercavo di spiegarle prima, la nostra non è mai stata una coalizione dai forti connotati politici, che ha sempre preferito ripiegarsi sui problemi, piuttosto che sui tatticismi di bandiera, questo non ha avuto nessuna influenza. Io stesso, così come tutta la lista, mi sento slegato da rapporti politici particolari.

Perchè i titesi dovrebbero scegliere lei e non il suo sfidante?

Perché il nostro un progetto contiene rinnovamento, ma anche esperienza. Vede, è importantissimo conoscere i limiti della macchina pubblica. Fare il primo cittadino non è affatto semplice. Io posso contare su un bagaglio di strumenti maggiori. Ho un’idea precisa del paese, del suo presente e del suo futuro, del percorso da intraprendere per i prossimi quarant’anni. E non mi pare, invece, che gli altri questo ce l’abbiano.

Ha parlato dei punti forti della precedente amministrazione, ma anche di errori. Quali,  a esempio?

Se c’è un nervo che rimane tutt’ora scoperto è quello della partecipazione. Forse non siamo riusciti a coinvolgere in pieno la cittadinanza. Anche se, devo ammettere, a mio avviso non è un obiettivo che si può raggiungere con il solo sforzo di un’amministrazione. Credo che ci sarebbe bisogno di una nuovo atteggiamento culturale da parte di tutti.

Però mi pare di capire che in proposito  abbia qualcosa in mente.....

Non è un caso che da programma abbia deciso di istituire una delega speciale alla partecipazione da affidare al sindaco. In primo luogo rafforzeremo la nostra presenza in rete, con una piattaforma web, in modo da “aprire” ai cittadini. Penso anche a un tavolo della trasparenza, permanente, composto dalla varie espressioni della società civile.

Veniamo al programma. Ci dica qualcosa in più..

Innanzitutto abbiamo bisogno di dotare l’area di Tito Scalo, in costante crescita e per di più con una funzione che non è più solo quella industriale, di standard urbanistici e servizi adeguati non contemplati nella precedente pianificazione. Rivitalizzarne il centro e riorganizzare il tessuto economico, sociale e urbano della restante parte. La scuola materna ed elementare di ultima generazione che verrà realizzata mira attrarre i bambini di tutto il circondario. E’ chiaro però che intorno deve svilupparsi una rete di servizi adeguati. Per quanto riguarda il paese, pensiamo soprattutto al recupero dei luoghi di aggregazione. Il baby parking e il parco giochi vanno proprio in questa direzione.

Una parte del suo programma è dedicata anche le politiche sociali..

I risvolti sociali della crisi economica in corso sono a mio avviso molto preoccupanti. Abbiamo trascorso degli anni molto difficili ma credo che il peggio debba ancora arrivare. Non le nego che ci capita spesso di ricevere padri e mdari di famiglia con le lacrime agli occhi che non sanno cosa dar da mangiare ai loro figli. Ma presto anche chi gode di forme di sostegno al reddito come la mobilità sarà assalito dalle difficoltà economiche. Parla di persone di più di 40 anni che difficilmente potranno trovare lavoro. E per quanto io non sia favorevole  a prescindere, credo che in questo momento solo un reddito minimo di cittadinanza possa salvare dal dramma sociale. Ad ogni modo, per quel che ci compete, il nostro sforzo deve essere quello di una gestione virtuosa della macchina amministrativa. Indirizzando le risorse soprattutto sui servizi e risparmiando lì dove è possibile farlo. Come è stato fatto a esempio investendo su impianto fotovoltaico da un Megawatt che dal 2012 ci consente di incassare gli incentivi da investire altrove.

E veniamo a un’altra patata bollente, quella ambientale, con tutte le emergenze che anche negli ultimi mesi hanno fatto molto discutere in paese?

Le dico una cosa in via preventiva: molto spesso si tende a esasperare il clima. Certo, la tutela ambientale è una priorità, non la guardia non va mai abbassata. Devo dire che per quanto riguarda il Sin di Tito Scalo non c’è stato nessuno che si è speso di più di quanto ha fatto il sindaco Scavone. Ma è pur vero che molto spesso si fanno chiacchiere al vento. I fondi della bonifica (ho seguito direttamente la cosa  a Roma) non sono mai stati a rischio. Il ruolo del Comune dovrà essere quello di sovraintendere, coordinare, controllare, tenere gli occhi aperti. Detto questo, però , le dico, che che bisogna stare bene attenti a chi ha interesse a ingigantire i problemi. Non si spiega perché a esempio l’iniziale estensione del Sin calcolata in 2.000 metri quadrati sia stata successivamente allargata a 400 ettari. Se sono merevigliati anche al ministero. Bisogna stare molto a attenti a non far passare il nostro paese come una bomba ecologica, perché questo ha delle precise conseguenze economiche per il tessuto economico.

Prendiamo il caso degli idrocarburi nell’acqua potabile. Lì dove ci sono delle preoccupazioni, i cittadini fanno bene ad esprimerle e l’amministrazione è tenuta a fare tutti gli accertamenti necessari e a rassicurarli. Ma nostro compito è anche quello di evitare strumentalizzazioni  e perché no, anche inutili allarmismi. Sapere che una delle associazioni che ha fatto esplodere l’emergenza a acqua a Tito sia candidata al Comune di Potenza non è un bel segnale.

m.labanca@luedi.it

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