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Condannato l'ex assessore Attilio Martorano
Un anno e sei mesi per le spese in consiglio

Basilicata

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POTENZA - Un anno e sei mesi di reclusione con la pena sospesa per l’ex assessore alla Sanità Attilio Martorano. Più il rinvio a giudizio per 30 tra consiglieri regionali ed ex, inclusi il governatore Marcello Pittella e l’attuale sottosegretario alla salute Vito De Filippo. Unico prosciolto l’ex presidente Vincenzo Santochirico.

E’ quanto ha stabilito ieri sera dopo 4 ore di camera di consiglio il gup di Potenza Tiziana Petrocelli al termine dell’udienza preliminare del processo sulla gestione dei rimborsi per le spese di segreteria e l’attività politica dei gruppi consiliari.

Per Martorano, accusato di aver intascato 570 euro di rimborsi indebiti, il pm Francesco Basentini aveva chiesto una condanna di poco maggiore, 2 anni in tutto, partendo sempre dal minimo della pena per i reati di falso e peculato in concorso (3 anni) con le attenuanti generiche prevalenti e lo sconto di un terzo per la scelta del rito abbreviato.

Durante la sua discussione aveva contestato con forza la tesi della difesa secondo cui i rimborsi incriminati, tutti riferibili al primo semestre del 2011, si sarebbero potuti “compensare” per equivante con il surplus di spese a carattere strettamente politico sostenute - e rendicontate - nel semestre successivo. Per queste infatti Martorano non aveva ottenuto alcun tipo di rimborso, in quanto eccedenti la somma a disposizione di ogni singolo consigliere-assessore regionale. In più l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale il 17 luglio del 2011 aveva acconsentito a questo tipo di “compensazioni”, per andare incontro a chi nei primi mesi di legislatura non era stato in grado di spendere, o meglio di giustificare la spesa, dei soldi (circa 2.650 euro al mese) intascati in maniera anticipata per «l’esercizio del mandato senza vincolo di mandato». Per evitare che fossero costretti a restituirli.

Ma una cosa è spendere a ottobre quello che non si è riusciti a spendere a febbraio, un’altra il pranzo di compleanno pagato con i soldi del contribuente. Questo è quello che ha sostenuto il pm, ricordando che le fatture in questione erano tutte precedenti alla delibera prodotta in aula dagli avvocati Fabio Viglione e Domanico Ferrara. Come pure la loro rendicontazione che è avvenuta alla fine di giugno.

Quelle imputate all’ex assessore, già presidente di Confindustria Basilicata e tornato alle redini dell’impresa di famiglia dopo la fine dell’esperienza nella giunta De Filippo, riguardano in particolare i pasticcini acquistati il giorno del suo compleanno (90 euro), un pranzo 13 coperti all’Osteria Marconi di Potenza, in occasione di quello della moglie (450 euro), e due cene “doppie” dal momento che lo stesso giorno a distanza di un’ora risulta aver mangiato in due posti diversi.

All’uscita dall’aula i legali di Martorano hanno annunciato che faranno ricorso in Appello sicuri dell’innocenza del loro assistito. Intanto attendono di leggere le motivazioni della decisione del gup che verranno depositate entro un mese. Soddisfatto, d’altro canto, il legale dell’ex presidente del Consiglio Vincenzo Santochirico, l’avvocato Angela Pignatari, l’unico per cui il gup ha disposto il proscioglimento «perché il fatto non sussiste».

Quanto invece a Pittella, De Filippo e gli altri 28 tra consiglieri regionali, ex consiglieri ed ex assessori esterni rinviati a giudizio è stata già fissata la data di inizio del dibattimento per il 31 ottobre. 

Quelli che ancora siedono nel parlamentino lucano, oltre al governatore, sono 4: Franco Mollica, Nicola Benedetto, Paolo Castelluccio e Michele Napoli. Poi ci sono due candidati illustri come Luca Braia, lanciato nella corsa alla segreteria regionale del Pd, e Roberto Falotico, alle prese con la sfida per la fascia da primo cittadino del capoluogo.

A loro, nel frattempo, potrebbero aggiungersi anche due ex come Nicola Pagliuca e Mario Venezia, per cui lo stesso gup deciderà l’11 giugno dopo lo stralcio disposto per la concessione dei termini a difesa a causa della morte del loro legale, l’avvocato Tuccino Pace.

Inoltre a settembre è previsto l’avvio di un’altra udienza preliminare per il secondo filone dell’inchiesta, in cui è coinvolto anche l’ex assessore e attuale presidente di Acquedotto lucano Rosa Gentile. Mentre restano in fase di indagini preliminari gli accertamenti avviati sui rimborsi elargiti nel 2009 e 2012, dopo quelli del 2010 e del 2011 che sono stati presi in considerazione dal primo momento.

Non è escluso quindi che nei prossimi mesi i tre filoni possano essere riuniti una volta arrivati tutti a dibattimento ancorché per vie diverse. A quel punto ne potrebbe venir fuori un processo con oltre una cinquantina di imputati, inclusi imprenditori, collaboratori e commercialisti accusati di reati connessi (ieri ne sono stati rinviati a giudizio 3). Perciò è difficile immaginare quanto tempo occorrerà per sentire tutti i testimoni. Ma al momento decisione, senza lo sconto previsto per la scelta del rito abbreviato, c’è da aspettarsi pene di gran lunga superiori ai due anni previsti dalla legge Severino -anche in primo grado - per la decadenza automatica dalle cariche elettive e la successiva incandidabilità. Con quello che ne consegue per la tenuta della giunta e del consiglio regionale, oltre agli incarichi di governo come quello dell’ex governatore.  

l.amato@luedi.it

 

 

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