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Tensione pre voto
alla festa dei bambini

Basilicata

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POTENZA - Una piazza per giocare - questa l’iniziativa organizzata da Legambiente  - a un certo punto si è trasformata in una piazza per litigare e  la festa, a un certo punto,  ha rischiato di degenerare.

E dire che la prima domenica di sole e caldo era cominciata nel migliore dei modi. Mano mano che ci si avvicinava a piazza Mario Pagano il suono dei bonghi,  quasi si trattasse di un pifferario magico, trasmetteva la sensazione che qualcosa di bello era già in corso. Intorno alla piazza una serie di gazebo: da quello di Legambiente a quello dell’Airc, passando per quello degli “Amici di Montereale”. Al centro loro: i bambini, i veri protagonisti della mattina, impegnati a giocare. Chi a calcio, chi con gli scacchi. Chi semplicemente correva e chi girava sul monopattino. Insieme a loro i genitori che armati di telefonino immortalavano i loro figli liberi di muoversi senza correre alcun rischio. In azione anche i Paz (Proletari armati di zappa) dell’associazione Adm che hanno dato vita alla “Guerrilla gardening”. I grandi vasi presenti in piazza sono stati ripuliti e poi tantissime piantine colorate - dal viola al rosso passando per l’arancio - sono state messe a dimora.

Una festa che a un certo punto è apparsa come una mini tappa del “Giro d’Italia” quando in piazza è giunto a bordo du una bicicletta il cadidato sindaco Roberto Falotico seguito a ruota da alcuni suoi fedelissimi.

E mentre in piazza si giocava sotto i portici  si teneva il primo comizio  di alcuni candidati della “Lista civica per la città. De Luca sindaco”. Megafono alla mano hanno cominciato a parlare liberamente scagliandosi «contro assistenzialismo, lobby, corruzione, clientelismo, casta politica e cementificazione selvaggia», come riportato anche dalla nota stampa del candidato consigliere Antonio Vigilante. A un certo punto, però, la festa di Legambiente è “degenerata”. 

«Il nostro comizio - è scritto nella nota - è stato disturbato da alcune persone che  per ben due volte hanno provato a interromperlo cercando di zittire, nel primo caso, chi stava parlando in quel momento». La seconda volta «sempre le stesse persone hanno creato un fastidioso frastuono con dei tamburi». Un  rumore «che veniva - prosegue Vigilante - poi amplificato dall’uso di un megafono  al fine di coprire letteralmente il nostro comizio». Ed è a questo punto che quanto denunciato non coincide con quanto accaduto.

«Quando ci siamo avvicinati per chiedere che la smettessero - si legge nella nota - ci hanno praticamente irriso. Un signore munito di macchina fotografica ci ha insultati. Un’altra persona, con toni e modi ostili al grido di: “Noi siamo il popolo”, si è fatto avanti per litigare».

A smentire questa versione c’è però un video (è possibile vederlo sul sito www.ilquotidianodellabasilicata.it) -  realizzato proprio da quel “signore” che altri non è che Andrea Mattiacci, fotografo del “Quotidiano della Basilicata” - dove si capisce bene cosa è accaduto. In primo piano Pio Belmonte che avvicinatosi a un volontario di Legambiente gli dice: «Tu non puoi suonare i tamburi quando parlano gli altri. State interrompendo un comizio politico». Nel frattempo, arriva anche il presidente di Legambiente, Marco De Biasi e alcuni cittadini che cercano di mettere fine a quella polemica sterile e senza fondamento. Ma niente. Qualcuno a un certo punto prova a mettere la mani addosso ad Andrea Mattiacci. L’audio è chiaro: «A me - dice il fotografo del “Quotidiano” - non mi devi toccare» e nel frattempo davanti alla telecamera qualcuno piazza il volantino della Lista civica.

«La vostra - prosegue Belmonte - è una forma di arroganza politica» e non contento aggiunge: «Voi siete tutti della lista opposta a quella che stiamo sostenendo noi».

Quanto «accaduto - conclude - andrà a finire alla Procura della Repubblica».

“Una piazza per giocare” per alcuni minuti si è trasformata in una piazza per litigare. Per fortuna che i bambini non si sono accorti di nulla e hanno continuato a giocare.

LA REPLICA

Pubblichiamo di seguito la replica di uno dei legali che curano la candidatura di De Luca. 

 

La versione del Quotidiano della Basilicata sul tentativo di interruzione del comizio per Dario De Luca sindaco a Piazza Prefettura, avvenuto domenica, offre una prospettiva parziale dell'accaduto. 

Il video infatti presenta un taglio, inizia a metà dei fatti, e non può smentire cose accadute prima che il reporter iniziasse a riprendere, e cioé: il signore con i capelli bianchi (nel video), che oggi scopriamo essere il presidente di Legambiente Marco De Biasi, aveva già dieci minuti prima, per due volte, interrotto il sottoscritto, che stava tenendo un comizio autorizzato in favore del candidato Antonio Vigilante. 

Tanto, il sig. De Biasi, lo ha fatto dinanzi a molte persone.

Successivamente il sig. Di Biasi, la cui provocazione avevamo ignorato, è andato via. Subito dopo, abbiamo sentito aumentare il volume di alcuni tamburi, prima impercettibili, fino a coprire la nostra voce. Avvicinatici, ne abbiamo compreso il motivo: alla presenza del sig. Di Biasi, un ragazzo suonava un tamburo e un altro ragazzo gli poneva un megafono vicino. Anche questo è avvenuto dinanzi a molte persone. 

Alle mie rimostranze (ed è qui che parte il video) il ragazzo del megafono si fa avanti per litigare e mi dice “noi siamo il popolo” (si vede nel video). Il resto è più che chiaro.
Io comprendo la concitazione della campagna elettorale. Ma se venisse fuori che il responsabile di tutto ciò, il sig. Marco Di Biasi presidente di Legambiente, ha una qualche forma di militanza politica, sarebbe un fatto molto più che grave: indegno.

Pio Belmonte

 

 

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