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Falotico si confronta con la città
Incontro con le associazioni datoriali

Basilicata

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POTENZA - Due ore di discussione fitta sull’idea di città, le problematiche logistiche, di sviluppo, economiche, di welfare. Due ore per confrontarsi e capire cosa ne pensano anche le associazioni datoriali di queste elezioni e che proposte hanno per migliorarla. Roberto Falotico li incontra al Grande Albergo di Potenza, mostra loro il suo programma, chiede interventi che arrivano a pioggia, raccogliendo centinaia di spunti che però sono anche troppi, tant’è che alla fine al discussione diventa un continuo ripetere alcuni temi, che ritornano in ogni intervento. Falotico non si sottrae a questa discussione a volte anche informale. Chiede che sul debito «qualcuno parli prima delle elezioni» ma sa che è anche tempo sprecato. Certamente la preoccupazione sullo stato attuale delle casse comunali è tanta, ma prima di tutto bisogna capire se c’è la possibilità di poter mettere in campo nuovi investimenti e affrontare allo stesso tempo le emergenze.

«Non risolveremo preso i problemi del patto di stabilità - dicono dalla platea - c’è bisogno di un piano B su viabilità, edilizia e altro. Con progetti condivisi andiamo avanti, ma dovrà esserci una volontà dal comune stesso. Anche sul credito l’impegno ci vuole. Sul terzo settore si potrebbe lavorare ad una legge sull’alzheimer, creare contributi una tantum per le bollette del gas destinate a famiglie in difficoltà».

Nicola Fontanarosa, direttore di Confapi Basilicata, vuole dire la sua dall’occhio del «fruitore di Potenza».

«Vedo  una città che vive un momento di difficoltà grave. E forse è colpa anche di scelte che non hanno reso questa città ospitale. dal mio punto di vista il nuovo sindaco dovrà rafforzare i rapporti con l’area vasta. In sostanza bisognerà evitare di ripiegarsi per gestire esclusivamente il bilancio. Non vorrei che invece di agevolazioni ci trovassimo con fiscalità aumentate.

Falotico risponde ed entra nel merito della questione debito: «I controlli ministeriali sul dissesto hanno già stabilito le aliquote al massimo, io comunque un’idea la tengo. È chiaro che il ruolo è determinante lo deve svolgere anche la regione, che compartecipi al risanamento del Comune facendo da garante alla cassa depositi e prestiti. Insomma, un pre-dissesto».

Ma la questione è più complicata del previsto: dalla platea si continua: «C’è da capire la sostenibilità di tutte le azioni da fare in Comune. Capire se ci sono soldi per tutto o solo per pagare stipendi. Certo è che sul decoro urbano qualcosa va fatta»

«Questa è una città che vuole accogliere - risponde Falotico - ma non ha neanche bagni pubblici. C'è un problema di senso civico. Di appartenenza».

Sulla Ztl e la mobilità si pensa a reintrodurre un biglietto per le scale mobili, mentre un’altra questione riguarda la gestione dei rifiuti nella discarica di Pallareta. E ancora il centro storico, che sconta la concorrenza dei colossi e della zona di viale del Basento.

Sul nodo complesso Falotico ha perplessità, dice che l’unica opera importante è la tangenziale che collega l’area nord a quella sud.

E poi un assaggio di quello che Falotico potrebbe essere come sindaco, che veste i panni quasi dello “sceriffo”. «A Montereale è pieno di drogati e alcolizzati. Gli tessi che stazionano nei vicoli. Bisogna guardarsi le spalle E poi c’è a questione commercianti: se si rilasciano le licenze per 30 posti non si può trasformare tuto in un bivacco odioso. Bisogna stare alle regole e seguire un criterio di quiete pubblica. Locali, cittadini e giovani sono tutti avvisati.

v.panettieri@luedi.it

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